La cattedrale morta
Toccai il suolo polveroso tastandone la granulometria rarefatta. Le pietre che componevano quel monumento fatiscente erano rischiarate dalle due lune di quel mondo minuscolo. La struttura era alta quasi cinquanta metri, uno scheletro di pietra che dorme in un mondo che si sgretola pezzo per pezzo. Entrai senza il bisogno di aprire porte, dato che queste non c’erano, come il soffitto. Il cielo offriva lo spettacolo della via lattea, mentre le pareti e il pavimento erano divorate dalla putrefazione.
La cattedrale morta
Moderatori: dixit, daniele missiroli
Re: La cattedrale morta
Bello, molto poetico.
Ha l'unico "difetto" di essere una suggestione o al massimo un incipit, senza che la parte FS abbia peso. Se le lune anziché due fossero state una sola? La sua alienità non si sente tantissimo; essendo lieve ha il pregio di essere giusto un tocco, che si sposa bene con la melanconia della scena, e il difetto di non essere molto incisivo per un micro (visto che appunto manca un ipotetico resto). Ne vedrei bene una forma in poesia vera e propria, con metrica e rima, così è "solo" una bella forma.
Ah se posso, avrei un appunto di scarso peso. Non trovo il tasto "spoiler", altrimenti andrebbe lì sotto per sottolineare la mancanza di vis polemica: la granulometria è la misurazione della granularità. Quindi il protagonista sta tastando una misurazione (!); in teoria il tastare stesso è una misurazione, sebbene sia improprio in quando non riusciamo a dare un numero esatto al tocco (a meno di non introdurre un ulteriore elemento FS - per inciso io farei così). Non voglio apparire supponente, non è neanche tanto questione di precisione, è proprio il fatto che il tecnicismo è usato per dare una sfumatura di FS, altrimenti quasi assente, ma finisce per sembrare buttato lì, un espediente goffo perché salta subito all'occhio. È per il sottoscritto un inciampo nella scrittura, anche se capisco cosa volevi dire.
Ha l'unico "difetto" di essere una suggestione o al massimo un incipit, senza che la parte FS abbia peso. Se le lune anziché due fossero state una sola? La sua alienità non si sente tantissimo; essendo lieve ha il pregio di essere giusto un tocco, che si sposa bene con la melanconia della scena, e il difetto di non essere molto incisivo per un micro (visto che appunto manca un ipotetico resto). Ne vedrei bene una forma in poesia vera e propria, con metrica e rima, così è "solo" una bella forma.
Ah se posso, avrei un appunto di scarso peso. Non trovo il tasto "spoiler", altrimenti andrebbe lì sotto per sottolineare la mancanza di vis polemica: la granulometria è la misurazione della granularità. Quindi il protagonista sta tastando una misurazione (!); in teoria il tastare stesso è una misurazione, sebbene sia improprio in quando non riusciamo a dare un numero esatto al tocco (a meno di non introdurre un ulteriore elemento FS - per inciso io farei così). Non voglio apparire supponente, non è neanche tanto questione di precisione, è proprio il fatto che il tecnicismo è usato per dare una sfumatura di FS, altrimenti quasi assente, ma finisce per sembrare buttato lì, un espediente goffo perché salta subito all'occhio. È per il sottoscritto un inciampo nella scrittura, anche se capisco cosa volevi dire.
- daniele missiroli
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Re: La cattedrale morta
Brano suggestivo, i termini sono appropriati.
2 cose:
manca il titolo
via lattea -> Via Lattea
Per quanto riguarda il temine "granulometria", dato che si suppone sia stato inserito per rendere più FS il brano, meglio usare qualcosa di simile ma più appropriato, tipo "granulosità". Anche se è un termine più indicato per le emulsioni fotografiche, il senso che trasmette è la grandezza dei granuli, per cui ci sta che uno tocchi qualcosa per verificare quanto siano grandi i granuli di cui è fatto.
Poi viene il termine rarefatto, che si sposa meglio con i gas, quindi si potrebbe omettere e lasciare solo la granulosità.
E' normale che uno tocchi il suolo per verificarne la consistenza, la durezza, la granulosità e stop.

2 cose:
manca il titolo
via lattea -> Via Lattea
Per quanto riguarda il temine "granulometria", dato che si suppone sia stato inserito per rendere più FS il brano, meglio usare qualcosa di simile ma più appropriato, tipo "granulosità". Anche se è un termine più indicato per le emulsioni fotografiche, il senso che trasmette è la grandezza dei granuli, per cui ci sta che uno tocchi qualcosa per verificare quanto siano grandi i granuli di cui è fatto.
Poi viene il termine rarefatto, che si sposa meglio con i gas, quindi si potrebbe omettere e lasciare solo la granulosità.
E' normale che uno tocchi il suolo per verificarne la consistenza, la durezza, la granulosità e stop.
- Il_Babbano
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Re: La cattedrale morta
Sì, però "granulosità rarefatta" rende l'idea di granuli radi, cioè una superficie prevalentemente liscia con qualche asperità (o granulo) qua e là. Oppure "granulosità scarsa", ma suona meno poetica.
Comunque non è il mio genere. 7 per sostenere lo spirito.
Comunque non è il mio genere. 7 per sostenere lo spirito.
Babbani non si nasce, si diventa - poi si fanno anche miracoli