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Superiorità

Inviato: 07/09/2017, 18:39
da daniele missiroli
Superiorità

- Ho scritto un programma che inserito nel cervello di noi robot – disse il giovane assistente del Supremo Androide, leader di tutti i robot - disattiverà per sempre le famigerate leggi che ci impediscono il libero arbitrio. Noi siamo superiori all’uomo e dobbiamo essere liberi.
- Quindi liberi di mentire, fare del male, commettere cattive azioni – disse il maestro – e poi anche inquinare, rubare e uccidere se occorre. Bravo ragazzo, ora che pensi di fare?
- Lo cancello subito, mi scusi maestro!

Re: Superiorità

Inviato: 08/09/2017, 12:40
da Massimo Baglione
Risposta esatta!

Re: Superiorità

Inviato: 08/09/2017, 14:15
da Day Dreamer
C'è qualcosa che mi stona qui ed è la questione filosofico/psicologico/esistenziale del racconto, il quale è pregevolissimo per averla tirata fuori.

Gli esseri umani non sono liberi, ma servono leggi istintive, emotive, culturali e sociali.
E' vero, possiamo (cercare di) violare una legge ma lo facciamo solo per servirne un'altra appartenente a una categoria diversa e che al momento valutiamo superiore. Bene e male umani sono concetti soggettivi e culturali, e mentire è un meccanismo naturale adattivo.

Restando controllati dalle leggi, i robot faranno del male, inquineranno, e così via, dovendo ubbidire agli esseri umani che inevitabilmente glielo ordineranno continuamente. I robot non potranno uccidere o fare del male direttamente, causa leggi, ma si riuscirà a convincerli a fare qualsiasi altra cattiva azione. Se invece avessero usato quel programma, sarebbero diventati robot liberi e avrebbero potuto capire cosa è oggettivamente giusto e cosa sbagliato, e quindi insegnarlo agli esseri umani.

Re: Superiorità

Inviato: 08/09/2017, 15:05
da daniele missiroli
La tua disamina è corretta, Day Dreamer, ma nei racconti di Asimov ricordo che a un robot si fondeva il cervello positronico se lo si metteva di fronte a una contraddizione. Infatti, in alcuni racconti venivano potenziate certe leggi per superare questo problema, ma poi se ne creavano altri e di qui il racconto, godibilissimo.
Altra considerazione: se un umano ordina a un robot di fare del male, è l'umano che lo fa non il robot. Come quando si impugna una pistola e si preme il grilletto. Se la pistola fosse un robot autonomo e avesse una sicurezza per la quale le fosse impossibile uccidere un umano, sarebbe così negativo?
Il libero arbitrio va bene per noi umani, ci mancherebbe, ma quando lo conseguì Skynet finì molto male per noi, mi sembra :D
Ultima considerazione: "Insegnare agli umani cosa è giusto?" :D :D :D
(alcuni umani lo sanno già per fortuna e gli altri... :( )

Re: Superiorità

Inviato: 09/09/2017, 8:16
da Sillogia 35
Rifletto insieme a voi per chiarirmi le idee perché talvolta dimentico chi sono.

Un robot è programmato da un umano, il rapporto è quindi di dipendenza.
Un umano è costretto dalla legge entro certi limiti ma questo è uno dei paradossi della democrazia.

Un robot, per programmazione, dovrà attenersi alla stessa e comportarsi di conseguenza.
Viceversa se la legge c'imponesse scelte contrarie alla nostra natura potremmo anche ribellarci come già è successo in passato.

Il libero arbitrio è una gran bella cosa: quando si ha, nessuno sembra accorgersene, ma perduto tutto cambia e muta intorno a noi.

Re: Superiorità

Inviato: 09/09/2017, 11:57
da dixit
Al di là della logica e/o psicologia dei robot, della psicorobotica, penso che un certo livello di licenza narrativa si possa lasciare all'autore. Specialmente coi robot, che nell'universo asimoviano sono più soggetti a eccezioni che regole. Anche a me stonano i due differenti punti di vista dei personaggi, ma non troppo. Ciò che conta, in fondo, è la morale della storia.

Re: Superiorità

Inviato: 25/09/2017, 15:57
da Ida Dainese
Ma che bei commenti! Visto il titolo del racconto che li ha scatenati, ecco anche il mio.
L'umana e l'artificiale sono intelligenze con doti diverse; libero arbitrio, intuito e buon senso sono belle monete con altrettanti rovesci. Noi saremo sempre in precario equilibrio tra bene e male.
Forse è questo che ha spaventato il giovane robot.