Fuga dal pianeta Hathor- Darkum Neik

Sezione dedicata agli incipit di LTL11

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Darkum Neik
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Fuga dal pianeta Hathor- Darkum Neik

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Un raggio rosa lo accecò per una frazione di secondo. Appena Cardoni riuscì a vedere meglio indietreggiò. Un incredibile alieno macilento, probabilmente un cittadino appartenente ai pianeti in via di sviluppo, gli apparve di fianco. Un essere mostruoso, privo di naso, con tre occhi neri senza pupille. Tentava di toccarlo smuovendo i suoi otto tentacoli.
— Stando su Hathor avrete sicuramente modo di provare qualunque cosa. Persino il sesso con gli alieni Bushjunk. Ve lo consigliamo, sono amanti focosi.
Le spalle di Cardoni erano incollate alle pareti, non poteva più scappare. Prima di sparire l’alieno cacciò dai tentacoli un liquido limaccioso. Una nauseabonda e appiccicosa melma ribolliva ai suoi piedi al suono di plop plop…

Ricci Giuliana
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Re: Fuga dal pianeta Hathor- Darkum Neik

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Inquietante. Soprattutto quel "qualunque cosa". Non vorrei essere nei panni del protagonista ma mi piacerebbe scoprire ciò che gli accade.

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Marco Signorelli
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Re: Fuga dal pianeta Hathor- Darkum Neik

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Mai e poi mai andare nello spazio senza protezione... e non intendo la tuta spaziale.
Stupidi umani.

:-D

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Massimo Baglione
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Re: Fuga dal pianeta Hathor- Darkum Neik

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Quando viene accecato, direi "qualche attimo" e non "una frazione di secondo", perché in una frazione di secondo probabilmente non si ha neppure il tempo di accorgersene e di attendere di tornare a vederci.
Limerei anche "probabilmente un cittadino appartenente", sembra uno scioglilingua logopedico.
L'ambientazione mi ripugna, sento quel viscidume dappertutto, soprattutto per il fatto di essere "limaccioso". Devi sapere che quest'estate, a causa delle incessanti piogge, i giardini e gli orti di tutto il nord-est (ma penso anche altrove) sono stati invasi dalle limacce, un essere schifoso e invasivo, indistruttibile e infinitamente prolifico. Più le ammazzi e più ce ne sono. Pazzesco!
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Darkum Neik
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Re: Fuga dal pianeta Hathor- Darkum Neik

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Dispiace ma penso che questa volta va bene così :)
Se qualcuno di voi ha mai visto un raggio rosa ? magari basta che l'acceca per una frazione di secondo per rovinargli la vista per qualche attimo. Insomma le uniche volte che ho letto di un raggio rosa è solo su alcuni libri di Dick e su testi di angelologia, riferiti al raggio rosa dell’angelo Chamuel, portatore di verità.
Cittadino appartenente ai pianeti in via di sviluppo, invece, dovrebbe assomigliare a cittadino appartenente ai paesi in via di sviluppo, come la classificazione socio-economica che una volta noi definivamo Terzo Mondo e ora diciamo Sud del mondo. Il protagonista identifica un alieno mostruoso come un cittadino di un pianeta sottosviluppato, la voce fuori campo ( della guida) dice che anche un mostro può essere un amante focoso.
C’è una sorta di relativismo culturale alla base, che va oltre lo schifo dovuto alle differenze di razza.

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Darkum Neik
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Re: Fuga dal pianeta Hathor- Darkum Neik

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E dopo avere controllato le limacce :D, devo dire che è solo fantascientifico il provare a essere rispettoso nei loro confronti. Io scrivo di uguaglianza tra esseri umani e non, ma in realtà sono convinto che se venissimo attaccati da Blatte o Limacce giganti, io diventerei uno dei primi razzisti verso gli alieni. :)

P.S: Marco sei sicuro che la tuta spaziale non serve anche ad altro ?... :), non se la tolgono mai !

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alphaorg .
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Re: Fuga dal pianeta Hathor- Darkum Neik

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Darkum Neik ha scritto: Cittadino appartenente ai pianeti in via di sviluppo, invece, dovrebbe assomigliare a cittadino appartenente ai paesi in via di sviluppo, come la classificazione socio-economica che una volta noi definivamo Terzo Mondo e ora diciamo Sud del mondo. Il protagonista identifica un alieno mostruoso come un cittadino di un pianeta sottosviluppato, la voce fuori campo ( della guida) dice che anche un mostro può essere un amante focoso.
C’è una sorta di relativismo culturale alla base, che va oltre lo schifo dovuto alle differenze di razza.
credo che Massimo si riferisse alla forma più che al senso della frase "incriminata".

Invece di "probabilmente un cittadino appartenente ai pianeti in via di sviluppo" io scriverei: "...forse un abitante di un pianeta in via di sviluppo...".

Il "probabilmente" ha il doppio difetto di appesantire la frase e di tirare in ballo una probabilità non meglio quantificabile; un "cittadino" di solito abita una città non un pianeta intero; "appartenente" è ridondante. Ma questa è solo la mia interpretazione "tecnica" della questione, in realtà io sono dell'idea che, se non ci sono errori grammaticali, va bene tutto. In fondo è solo una questione "de gustibus", e il tuo incipit mi piace molto per due motivi:
1."pianeta in via di sviluppo" è il titolo italiano di "The Green Odissey" il romanzo di esordio del maestro P. J. Farmer.
2. in un certo senso il tema del tuo racconto si rifà a "The Lovers", guarda caso sempre di Farmer (e considerato normalmente come il suo vero esordio letterario), che all'epoca suscitò scandalo perchè per la prima volta veniva descritto un amplesso tra essere umano e alieno!!!)

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Darkum Neik
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Re: Fuga dal pianeta Hathor- Darkum Neik

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Massimo è attento e preciso, come sempre ;)
Anche se ammetto di avere fatto un po' il furbo con il raggio rosa, per il resto ho voluto spiegare la motivazione che mi ha indotto all'uso di tale termine. Il suffisso " ente " risulta fastidioso leggerlo, soprattutto se è ripetuto molte volte. Ma se in un racconto di 9.992 battute lo uso solo 3 volte, penso non sia tanto ridondante , pure se lo ripeto in questo modo.
Il significato del termine cittadino, come lo intendiamo tutti; adesso ha tale senso, perché stiamo solo su un pianeta, perché siamo soggetti a un'entità statale. Sicuramente cambierebbe con le scoperte spaziali , come la parola Paese che a volte usiamo come sinonimo di Nazione. Poi sfido chiunque - compreso me stesso - a dare del cittadino ( quindi civilizzato) a un mostro rivoltante. Termine usato anche per questo.
Non conosco " The Lovers" e “ The Green Odissey”, ma che in parte tratta di argomenti simili ( ovviamente del grande Farmer) ho letto " Venere sulla conchiglia" , sempre uno dei suoi primi romanzi, quando si firmava come Kilgore Trout in omaggio a Vonnegut.
Comunque il mio racconto non tratta solo di alieni, ma anche di Transumanesimo, bambole robotiche ecc. L’incipit voleva essere rivoltante, per rafforzare il senso del titolo.

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