Struttura della sezione

Spazio di dibattito e confronto sui temi classici e non solo della sci fi
quaesitor
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Messaggio da leggere da quaesitor » 03/04/2012, 15:32

Salve a tutti, il mio nome è Francesco Zamboni, studente di orientalistica con una schizofrenica passione per filosofia e fisica (già... devo avere qualche grosso problema mentale). Sono approdato da pochi mesi nel forum, ma ne ho seguito con interesse le iniziative portate avanti, veramente una ventata di aria fresca in un panorama letterario sempre più soffocante.
È con molto piacere che accolgo l'onore (e l'onere) di gestire questa sezione, e spero di farlo nel miglior modo possibile.

Ma passiamo alle questioni importanti.
In questa sezione si tenta di dare uno spazio alla discussione sui temi più profondi e interessanti che la fantascienza ha sviluppato nella propria storia, con riferimento ai grandi maestri come più in generale alle diverse 'correnti' tematiche che da essa hanno preso il via. Non fate mancare riferimenti alle vostre opere o speculazioni, ma vi prego di farlo nella discussione riguardante il tema che avete sviluppato, senza aprire un'ulteriore topic a meno che il tema che vi sta a cuore non sia ancora stato trattato (esempio: se volete parlare della critica sociale insita nelle vostre opere non aprite una discussione apposta, ma contribuite alla riflessione direttamente nel topic 'Critica sociale nella fantascienza', o aprite voi un topic similmente generale).

Su consiglio di Carlo aprirò anche una discussione su i principali sottogeneri tematici della fantascienza, per permettervi di orientarvi e dire la vostra. Sono contenitori molto generici comunque, e come ho già detto per i singoli temi ci saranno topic specifici. Sappiate ad ogni modo che i sottogeneri sono categorie spesso vaghe e fluttuanti, dove gli autori non possono essere inquadrati come in compartimenti stagni.
Giusto per fare un esempio: quale potrebbe essere il sottogenere a cui aderisce Asimov? Space Opera, come si vede nelle sue prime opere e nell'ampio, epico respiro del ciclo della fondazione? Hard Sci-fi, per la precisione scientifica che appare in molte delle sue opere mature? Pre-Cyberpunk, per l'attenzione al tema dei robot 'quasi umani' e delle intelligenze artificiali? Capite come questo dibattito in realtà sia futile. La divisione in sottogeneri deve aiutarci a mettere meglio a fuoco i temi e le questioni, non farci perdere in contenziosi inutili su dove comincia un sottogenere e dove finisce l'altro.
I sottogeneri, secondo un approccio interessato all'aspetto tematico piuttosto che cronologico o di altro tipo, sono:
- Space Opera
- Fantascienza Hard
- Cyberpunk, con tutte le sue filiazioni più o meno interessanti
- Fantascienza Soft
- Ucronia/Storia alternativa
- Science Fantasy

Nei prossimi giorni provvederò a compilare i topic riservati a questi filoni (con esempi di autori che rispecchiano le rispettive tendenze) e a proporvi discussioni su alcuni dei temi che più mi stanno a cuore, sperando che tutto venga arricchito dalla vostra partecipazione.
E Dio disse: ANNULLA linee da Uno ad Aleph. CARICA. ESEGUI.
E l'universo cessò di esistere

Poi ponderò per un po' di eoni, sospirò e aggiunse: CANCELLA.
E l'universo non fu mai esistito.

- Arthur C. Clarke, siseneG

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Massimo Baglione
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Re: Struttura della sezione

Messaggio da leggere da Massimo Baglione » 03/04/2012, 16:55

Ottimo! Si preannuncia una sezione piuttosto corposa :-)
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carlo
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Re: Struttura della sezione

Messaggio da leggere da carlo » 03/04/2012, 18:23

esatto, e molto interessante, fa pure copia e incolla da wikipedia quando serve, basta che segnali sempre la fonte.

quaesitor
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Re: Struttura della sezione

Messaggio da leggere da quaesitor » 01/04/2013, 21:14

Segnalo ai nuovi arrivati questa sezione piena di discussioni che aspettano i loro pareri

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Massimo Vaj
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Re: Struttura della sezione

Messaggio da leggere da Massimo Vaj » 22/06/2013, 7:38

No, la questione è molto più complessa del semplice domandarsi chi è Dio, perché a Dio è associata la negazione che distingue la Realtà assoluta. Dalla più tenera età è stato insegnato che Dio è infinito, eterno, assoluto e non creato, tutti attributi che sottolineano negazioni: infinito=senza limiti,eterno=non sottomesso alla durata, assoluto= privo di relazioni in sé, unico quindi. Come si vede per definire ciò che non si presta a essere definito, perché non è un essere, occorre dire ciò che esso non è. È questo un obbligo dato dai limiti impliciti al linguaggio che appartiene all'ordine relativo e consequenziale, che non potrebbe comprendere in sé quello che alle relazioni sfugge tanto quanto ai nomi che di volta in volta si è deciso di attribuirgli, e sfugge perché il più non può stare all'interno del meno senza capovolgersi. In India l'Assoluto è chiamato Brahman, che significa "Quello", ed è così perché chiamarlo "quello" è il modo per poterne dire nel modo più impersonale possibile. Dal Brahman ha origine Brahma il quale ha due volti, Brahma nirguna - privo di attributi - e Brahma saguna - con attributi. Il Dio come è concepito dai cristiani è chiamato Ishvara ed è la prima affermazione dell'Essere. Essendo la causa dell'essere come tutte le cause anticipa i propri effetti, e di conseguenza non appartiene all'essere nel suo rientrare nella realtà chiamata "Non essere" per le limitazioni imposte dal linguaggio, che non può estendersi nel descrivere ciò che non "è". Naturalmente solo il Brahman è Realtà assoluta, mentre il suo irradiarsi, pur non appartenendo ancora al dominio dell'esistenza, corrisponde a quello che si potrebbe definire uno "zero affermato".
La stessa questione del chiedersi se Dio esiste è contraddittoria, perché se esistesse sarebbe necessariamente limitato, poiché l'esistenza è affermazione di sé, e ogni affermazione è caratterizzata da quello che, affermandosi, necessariamente esclude altro da quella affermazione. L'Assoluto nulla esclude né include, perché non ha un dentro e un fuori da sé. Anche il chiedersi cosa è Dio è paradossale per le stesse ragioni esposte sopra. La realtà relativa, capovolta espressione dell'unità che si divide in unicità e molteplicità, è da considerarsi negativa nei confronti della Realtà priva di limiti, perché non relativa, dunque ogni negazione espressa da un'altra negazione corrisponde alla migliore affermazione possibile. Per questo, negandolo, si afferma l'Assoluto senza attribuirgli alcun limite o forma. La metafisica non è le filosofie, e non è dottrina con matrice umana, e chi ha studiato che essa è parte della filosofia dovrà considerare che una dottrina universale non può essere parte delle conoscenze limitate che sono espressione della creatività immaginativa umana che produce sistemi di pensiero i quali, essendo sistemi, devono escludere tutto quanto non rientra nei termini nei quali il sistema è stato pensato ed espresso. La metafisica è universale e illimitata allo stesso modo della Realtà della quale si occupa; Realtà che è al di là del tempo, anche se sarebbe improprio dire al di là o al di qua o sopra oppure sotto perché essendo considerazioni implicanti l'estensione dovranno essere considerate solo come espressione di analogie. Le religioni sono molte perché gli esseri sono diversi, la metafisica è unica perché gli esseri che hanno accesso alla vista dei princìpi universali normativi dell'esistenza vedono tutti gli stessi princìpi, e le visuali dai quali le conseguenze di questi princìpi possono essere osservate sono parti della stessa e unica dottrina, tutte quante partecipi dell'ortodossia stabilita dalla loro rigorosa aderenza ai princìpi universali. È anche una dottrina che può essere studiata, certo, e anche insegnata, ma essendo totale deve essere applicata all'esistenza di chi la conosce, e sia lo studio che il suo insegnamento saranno sempre mancanti dell'Essenziale, che è incomunicabile nel suo non poter rientrare nella dimensione relativa. La centralità dell'essere umano implica la connessione che lega tra loro padre e figlio, ed è il legame che la religione cristiana chiama spirito santo. Attraverso questo legame, che è stato aperto per volere dell'Assoluto, si apre un canale di comunicazione col centro di sé, ed è attraverso quel comunicare che un individuo stabilisce la comunicazione, chiamata Ispirazione spirituale, che trasforma l'intelligenza individuale in quella illimitata perché universale. Le persone che "vedono" i princìpi non ipotizzano più, e non sono proprietarie di quel vedere. Se vogliono possono esporre o complicare approfondendo la dottrina, ma devono farlo nella costrizione di non poterne comunicare la fonte che è inesprimibile e costituisce l'essenziale della dottrina, ma anche possono decidere di tacere, e sarà sempre impossibile compiere per altri ciò che ognuno deve attuare da sé.

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