Vorrei segnalare una modifica apportata al mio racconto in fase di pubblicazione, senza che fosse concordata con l’autore.
In particolare, una sequenza sul finale è stata compattata eliminando gli “a capo”, probabilmente per esigenze di impaginazione. Comprendo questo tipo di necessità, ma in quel passaggio l’andare a capo non aveva una funzione decorativa: era strutturale.
La scena rappresenta una memoria umana contenuta in una struttura cibernetica che sta collassando a causa di connessioni irreversibilmente danneggiate e l’intervento di un drone esterno che la termina. La frammentazione del testo, con frasi isolate e vuoti tra una riga e l’altra, non era una scelta stilistica, ma il modo stesso in cui la scena accadeva: una disconnessione progressiva, fatta di impulsi incompleti, ritardi, perdite di segnale. Non un flusso, ma una serie di interruzioni.
La sostituzione degli "a capo" con puntini di sospensione ha trasformato questa disintegrazione a scatti in una narrazione continua, alterando ritmo e senso. I puntini suggeriscono una continuità sospesa. I In questo passaggio, invece, la continuità doveva essere spezzata.
Anche l’ultimo elemento della sequenza, l’onomatopea “Pop”, perde significato se non isolato: non è parte della coscienza che si esprime, ma un evento esterno, il rumore meccanico dello spegnimento del supporto. Compattandolo, diventa quasi una sillaba finale della memoria stessa.
Ritengo che interventi di questo tipo avrebbero dovuto essere condivisi con gli autori. Personalmente, se fosse stato necessario scegliere, avrei preferito rinunciare all’immagine che accompagnava il racconto piuttosto che alla sua struttura interna.
Nel racconto breve, e in particolare in testi di questo tipo, la forma non è un contenitore neutro: è parte del significato.
Note sulla pubblicazione
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Naoise
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Re: Note sulla pubblicazione
Sono stati eliminati alcuni a capo, non sostituiti. I puntini di sospensione sono tali e quali all'originale.
La struttura originale del testo citato è questa:
… il contatto di un bacio che non è un inizio, ma un ritorno. Una promessa. Ricordati di me.
… Lampo. Silenzio bianco.
… Un soffio mi colpisce.
… Gelo nel nucleo. Frrrreddo.
… Io.
…
Pop.
Non ha senso mantenere sia i puntini, sia gli a capo. E, in quella forma, non hanno senso neppure gli spazi dopo i puntini.
Tra l'altro, il tuo testo originale è infarcito di puntini di sospensione e, tranne forse un paio, sono rimasti tali.
La parte di testo citata è diventata:
... il contatto di un bacio che non è un inizio, ma un ritorno. Una promessa. Ricordati di me… Lampo. Silenzio bianco… Un soffio mi colpisce… Gelo nel nucleo. Frrrreddo… Io… Pop.
Nulla di decorativo, è stata una scelta. Si trova a fondo pagina solo per puro caso. Se ci fosse occorso spazio, l'avremmo trovato in altro modo, come capita per circa 1 racconto su 5.
Così quei puntini hanno più senso, sospendendo una frase, [spazio] e cominciandone un'altra.
Semmai avremmo potuto eliminare quei puntini e mantenere gli "a capo", ma si sarebbe certamente questionato anche su quella scelta.
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Naoise
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Re: Note sulla pubblicazione
Prendo atto della spiegazione, ma resto in disaccordo sul punto centrale.Massimo Baglione ha scritto: 26/12/2025, 16:21
Non ha senso mantenere sia i puntini, sia gli a capo. E, in quella forma, non hanno senso neppure gli spazi dopo i puntini.
Nel mio testo puntini di sospensione e a capo non svolgono la stessa funzione e non sono intercambiabili. I puntini indicano un residuo di segnale. L’"a capo" introduce un’interruzione reale. Tenerli entrambi non è ridondante, ma intenzionale. Eliminare gli "a capo", anche lasciando invariati i puntini, modifica il ritmo e il funzionamento della sequenza.
Dire che “non ha senso mantenere sia i puntini sia gli a capo” è una scelta interpretativa, non un dato oggettivo. In questo caso, quella combinazione faceva parte della costruzione della scena. Non voleva suggerire una sospensione continua, ma una disconnessione progressiva, fatta di arresti, vuoti e riprese incomplete.
Aggiungo, per chiarezza, che un altro mio racconto, Noli Tangere. Noli Aspicere, con una struttura analoga in alcuni passaggi, è stato pubblicato nell’antologia Le tenebre di Lovecraft: Un’antologia illustrata dedicata al Solitario di Providence H.P. Lovecraft, senza interventi sugli a capo originali e senza che ciò abbia creato problemi di impaginazione o di leggibilità.
Il punto per me non è stabilire quale soluzione sia “più sensata”, ma che interventi che incidono sulla struttura di un testo — e non sulla sola formattazione — andrebbero condivisi con l’autore. In alcuni passaggi, come questo, la forma coincide con il significato.
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Re: Note sulla pubblicazione
Io ti rispondo da lettore.
"In questo caso, quella combinazione faceva parte della costruzione della scena. Non voleva suggerire una sospensione continua, ma una disconnessione progressiva, fatta di arresti, vuoti e riprese incomplete." Questa tua visione di disconnessione progressiva non mi è arrivata, quindi, a mio giudizio, divengono superflui e ridondanti gli accapo.
Forse se il messaggio non passa così facilmente, potrebbe essere che non sia descritto nella maniera corretta?
"In questo caso, quella combinazione faceva parte della costruzione della scena. Non voleva suggerire una sospensione continua, ma una disconnessione progressiva, fatta di arresti, vuoti e riprese incomplete." Questa tua visione di disconnessione progressiva non mi è arrivata, quindi, a mio giudizio, divengono superflui e ridondanti gli accapo.
Forse se il messaggio non passa così facilmente, potrebbe essere che non sia descritto nella maniera corretta?
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