Esercizio numero uno

Sezione nella quale si svolgono gli esercizi previsti da questa iniziativa.
Gaetano Intile
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Re: Esercizio numero uno

Messaggio da Gaetano Intile »

Roberto ha scritto: 14/03/2023, 20:59 Suppongo allora che una delle tecniche in cui si estrinseca lo "straniamento" di cui ci hai parlato inizialmente sia proprio questa: "tirarsi fuori" dal racconto, lasciando una voce narrante la cui autonomia si manifesta, paradossalmente, nell'accompagnare il pensiero dell'uomo dell'epoca anziché stigmatizzarlo.

E se è così, confermo che, in effetti, questa tecnica nello scrivere è stata usata ad arte poiché quella muta voce sembrava aumentare in noi di pari passo con la lettura.
Sì, perfetto. Hai compreso in maniera precisa. La posizione dell'autore non viene veicolata dal narratore, ma dall'assenza di critica nei confronti di quel che pensa la voce collettiva attraverso il narratore. Una presenza attraveso l'assenza.
Geniale. Perché quel che pensa Verga della condizione dei minatori emerge prepotente dal complesso del discorso narrativo.
Robennskii
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Re: Esercizio numero uno

Messaggio da Robennskii »

Sì, geniale. Deve essere qualcosa di straordinariamente difficile.

Interessantissimo davvero.
Maria E.
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Re: Esercizio numero uno

Messaggio da Maria E. »

Anticipo che amo questa novella e amo Verga, unico nel suo genere e capace di scuotere le nostre menti. e' vero che lui era molto pessimista e regionalista ma è altrettanto vero che in quel periodo non vi era molto di cui essere "felici". La sua tecnica di scrittura è variegata, alternando discorsi indiretti, diretti, corali eccetera.

1. breve sinossi
Malpelo, così come il padre, lavora nella cava di rena rossa. Lui, odiato e bistrattato da tutti, finisce per odiare se stesso e la sua inutile vita. Cerca di provare sentimenti ma con risultati carenti. Ama il suo papà ma viene traumatizzato quando quest'ultimo muore sotto le macerie davanti ai suoi occhi (l'unico rimasto per scavare e cercare di salvare il padre, tutti gli altri con fare menefreghista fanno quasi finta di nulla. Si scopre poi che Misciu aveva provato ad uscirne, trovandogli le mani insanguinate e le unghie rotte). Prova a fare amicizia con Ranocchio ma il suo modo di esprimere dei sentimenti è troppo burbero e violento, nonostante effettivamente ci si era affezionato a quel ragazzo a tal punto da togliersi la paga per aiutarlo, donandogli anche i suoi vestiti. Per Ranocchio, sfortunatamente, non vi è nulla da fare; il troppo lavoro e la malattia lo hanno ucciso. Malpelo, incurante di ogni pericolo, accetta un lavoro troppo pericoloso all'interno della miniera, finendo per perdersi e non uscire mai più. O meglio, è quello che si crede, le possibilità sarebbero infinite in quanto l'autore ha lasciato, volutamente, vago il finale.

2. Tema centrale
Il tema centrale di questa novella, come per tanti scritti di Verga, è la denuncia sociale di una povertà assoluta del Sud, le condizioni di lavoro e di vita, la mentalità regionalista (malpelo è cattivo perchè ha i capelli rossi, basta per capire quanta superstizione vi era, una persona non puo' essere maledetta solo perchè ha i capelli rossi! SIC) e pessimista di tutti i personaggi. In quei tempi si usava fare tanti figli proprio per avere maggiore forza lavoro. Ci troviamo nel periodo storico delle questioni meridionali e del brigantaggio, le tragiche condizioni di lavoro nei latifondi e l'incertezza politica, in questo scritto traspare ogni dettaglio, ogni problematica legata al momento storico.
Mentre l'Italia viene unita e l'opinione pubblica dipinge un quadro di benessere, tutt'altra storia nella realtà e nelle campagne; le persone sono allo stremo, si lavora dalle 12 alle 14 ore al giorno per paghe "ridicole", l'aspettativa di vita è nettamente inferiore rispetto alle altre regioni italiane, il pessimismo dilaga e il valore di una vita è pari a zero (su tutto questo ne leggiamo su "La Sicilia nel 1876" di Sonnino e Franchetti, un ottimo saggio che consiglio)
Il pensiero di Verga (l'ideale dell'ostrica, la marea) portava verso una impossibile risoluzione delle problematiche in Sicilia, a tal punto da indurlo a pensare che giammai si risolveranno. Ancor oggi le problematiche siciliane sono variegate e sono lontane da una facile risoluzione, ai postumi Verga aveva ragione.

Ci ho provato ma sono anni che non faccio analisi del testo, sono ritornata ai ricordi del liceo. :D
Gaetano Intile
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Re: Esercizio numero uno

Messaggio da Gaetano Intile »

Maria E. ha scritto: 31/05/2023, 16:45 Anticipo che amo questa novella e amo Verga, unico nel suo genere e capace di scuotere le nostre menti. e' vero che lui era molto pessimista e regionalista ma è altrettanto vero che in quel periodo non vi era molto di cui essere "felici". La sua tecnica di scrittura è variegata, alternando discorsi indiretti, diretti, corali eccetera.

1. breve sinossi
Malpelo, così come il padre, lavora nella cava di rena rossa. Lui, odiato e bistrattato da tutti, finisce per odiare se stesso e la sua inutile vita. Cerca di provare sentimenti ma con risultati carenti. Ama il suo papà ma viene traumatizzato quando quest'ultimo muore sotto le macerie davanti ai suoi occhi (l'unico rimasto per scavare e cercare di salvare il padre, tutti gli altri con fare menefreghista fanno quasi finta di nulla. Si scopre poi che Misciu aveva provato ad uscirne, trovandogli le mani insanguinate e le unghie rotte). Prova a fare amicizia con Ranocchio ma il suo modo di esprimere dei sentimenti è troppo burbero e violento, nonostante effettivamente ci si era affezionato a quel ragazzo a tal punto da togliersi la paga per aiutarlo, donandogli anche i suoi vestiti. Per Ranocchio, sfortunatamente, non vi è nulla da fare; il troppo lavoro e la malattia lo hanno ucciso. Malpelo, incurante di ogni pericolo, accetta un lavoro troppo pericoloso all'interno della miniera, finendo per perdersi e non uscire mai più. O meglio, è quello che si crede, le possibilità sarebbero infinite in quanto l'autore ha lasciato, volutamente, vago il finale.

2. Tema centrale
Il tema centrale di questa novella, come per tanti scritti di Verga, è la denuncia sociale di una povertà assoluta del Sud, le condizioni di lavoro e di vita, la mentalità regionalista (malpelo è cattivo perchè ha i capelli rossi, basta per capire quanta superstizione vi era, una persona non puo' essere maledetta solo perchè ha i capelli rossi! SIC) e pessimista di tutti i personaggi. In quei tempi si usava fare tanti figli proprio per avere maggiore forza lavoro. Ci troviamo nel periodo storico delle questioni meridionali e del brigantaggio, le tragiche condizioni di lavoro nei latifondi e l'incertezza politica, in questo scritto traspare ogni dettaglio, ogni problematica legata al momento storico.
Mentre l'Italia viene unita e l'opinione pubblica dipinge un quadro di benessere, tutt'altra storia nella realtà e nelle campagne; le persone sono allo stremo, si lavora dalle 12 alle 14 ore al giorno per paghe "ridicole", l'aspettativa di vita è nettamente inferiore rispetto alle altre regioni italiane, il pessimismo dilaga e il valore di una vita è pari a zero (su tutto questo ne leggiamo su "La Sicilia nel 1876" di Sonnino e Franchetti, un ottimo saggio che consiglio)
Il pensiero di Verga (l'ideale dell'ostrica, la marea) portava verso una impossibile risoluzione delle problematiche in Sicilia, a tal punto da indurlo a pensare che giammai si risolveranno. Ancor oggi le problematiche siciliane sono variegate e sono lontane da una facile risoluzione, ai postumi Verga aveva ragione.

Ci ho provato ma sono anni che non faccio analisi del testo, sono ritornata ai ricordi del liceo. :D
Che rapidità.
Sulla sinossi di Rosso Malpelo, ma anche sulla sinossi in generale, riprendo quanto avevo già scritto a proposito.

Provo a fare io una sinossi di Rosso Malpelo.
Un ragazzo, cui muore il padre nella miniera in cui lavora anche lui conosce un coetaneo, Ranocchio, al lavoro nella miniera come lui. Ranocchio però si ammala e muore. Malpelo, rimasto solo acconsente ad esplorare la miniera e di lui si perdono le tracce.
Beh, direi che ho riassunto la storia anch'io, ma in maniera insignificante. Non ho detto nulla.
Proviamo a smontare il racconto.
Lo schema compositivo di Rosso Malpelo potrebbe essere così riassunto.
Mancanza iniziale o disgrazia: morte del padre= prima privazione
Eroe (orfano) perseguitato: subisce violenze in casa e in miniera
Reazione dell'erore: persecuzione (l'asino)
Incontro dell'Eroe con un compagno: Ranocchio
Ritrovamento del corpo del padre: gli oggetti del desiderio, i pantaloni, le scarpe, gli attrezzi.
Morte del compagno: seconda definitiva privazione
Missione e scomparsa dell'Eroe = la leggenda di Malpelo.
Mentre la sinossi prova a inquadrare le vicende dei vari personaggi all'interno della storia, quindi prova a riassumere gli elementi salienti del racconto, una indagine appena un po' più approfondita può mettere in luce gli elementi strutturali della narrazione, la fabula o schema compositivo. Ci torneremo in seguito.
Lo smontaggio del racconto mette in luce delle sequenze, di cui tratto nel capitolo seguente.
La sequenza è una unità di contenuto, quella di apertura procede alla presentazione di Rosso con gli occhi della gente.

La sinossi non è quindi solo un riassunto, ma un modo per comprendere un racconto.
Un appunto, quando tu scrivi: finisce per odiare se stesso e la sua vita inutile, a proposito di Rosso Malpelo esprimi un giudizio simile a quello della voce narrante. La vita di Malpelo è inutile perché gli altri la considerano inutile, perché la voce narrante popolare lo considera in tal modo.
Se leggi i messaggi tra me e Roberto a proposito troverai tanti spunti.
Sei un'alunna diligente, Maria. Il passo numero uno è fatto. Quando vuoi, coi tuoi tempi, puoi passare al secondo.
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