Le Favolose Avventure di Fievel Toposkovich: visita a Napoli

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Domenico De Ferraro
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Le Favolose Avventure di Fievel Toposkovich: visita a Napoli

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Le Favolose Avventure di Fievel Toposkovich: visita a Napoli

Fievel Toposkovich è un simpatico topo viaggiatore, nato in una gelida terra tra le travi di Cracovia ma da anni , causa aver dovuto emigrare per altri luoghi per riuscire a sopravvivere insieme alla sua famiglia, era diventato un cittadino del mondo. In un insolito dicembre passato nei sotterranei della metropolitana di Manhattan dopo aver scoperto di avere dei lontani parenti napoletani ed aver letto di quei luoghi ameni e del suo dolce clima , decise di far visita ai suoi lontani parenti meridionali, i Topone di Napoli, che vivevano tra le ombre calde dei vicoli di Spaccanapoli e i profumi di sfogliatelle appena sfornate. Partì una mattina dal porto di New York su una nave merci carica di noci, e il viaggio durò dieci giorni e dieci notti: abbastanza per imparare qualche parola d’italiano dalle formiche imbarcate come clandestine e per ascoltare, al chiaro di luna, il canto malinconico dei gabbiani. Il suo animo era colmo di gioia e curiosità di poter presto conoscere i suoi parenti partenopei.

Quando arrivò al porto, Napoli lo accolse con luci tremolanti e festose orchestrine locali. I parenti nel vederlo scendere dalla nave , corsero ad abbracciarlo entusiasti , tra un turbine di baffi, code e risate. Uhe Fievel come si bello. Ma questa coppola è meravigliosa , ti dona assai . Fievel , fratello mio fatti abbracciare , ognuno dei cugini gli promise una settimana di meraviglie: di far visita a presepi fatti di pecorino stagionato , mangiate notturne a sbafo e se fosse stato fortunato, una visita alla leggenda urbana dei Topi del Tesoro, che erano bravi nel rubare briciole dai panettoni al formaggio di San Gregorio Armeno.

La prima notte, in una Napoli illuminata a giorno con tante luci colorate Fievel uscì in esplorazione in compagnia di suo cugino Tonino . Vide pupazzi di sughero e pastori che si muovevano da soli quando il vento passava tra i presepi. D’un tratto, la statua del Re Ratto gli parlò: «Straniero , vieni dalle nevi, segui la luce blu che danza sulle cupole. Ti condurrà a ciò che cerchi.»
Fievel, curioso, corse tra i vicoli seguendo quella luce che si muoveva come una lucciola incantata. Lo portò fino a una cantina sotto San Lorenzo, dove trovò un presepe animato da topi musicisti che suonavano mandolini di guscio di noce. Al centro, su un trono di pane secco, sedeva una piccola regina dai lunghi denti d’avorio: la Topina Lucia, custode dei desideri natalizi dei roditori.

«Benvenuto, Fievel Toposkovich», disse la regina con voce assai dolce. «Ogni topo che giunge in questa città porta un sogno nascosto. Qual è il tuo?» Lui esitò, poi confessò: «Vorrei passare dei giorni piacevoli , senz’altro conoscere meglio questa città , trovare un posto che possa chiamare casa da condividere con amici e parenti ».

La regina sorrise. Batté le zampe, e l’aria si riempì del profumo di pizza e gorgonzola . E al suono di mandolini disse «Allora, resta con noi. Ogni topo che ama viaggiare deve avere, almeno a Natale, una tana dove poter stare al caldo.»
La ringrazio signora regina , se vuole potrò insegnare l’inglese a chi lo desidera .
Bella idea Fievel , cosi sia chiunque vorrà imparare la tua lingua potrà venire da te a lezione gratis .

E così fu. Da quel giorno, ogni dicembre, un piccolo topo viaggiatore con la sciarpa rossa siede al tavolo dei Topone, raccontando nella sua lingua storie di fredde terre lontane ai cuginetti napoletani , mentre fuori, tra presepi e bancarelle, la città di Napoli luccica come una lucciola mentre i topi continuano a sognare e a lottare di essere liberi di rubare varie leccornie , senza essere arrestati da alcun guardia gatto in giro.
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