Un Caffè Sospeso Spaziale

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Domenico De Ferraro
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Un Caffè Sospeso Spaziale

Messaggio da Domenico De Ferraro »

UN CAFFE’ SOSPESO SPAZIALE

In una bella giornata di sole una locomotiva temporale di Crono atterrò senza rumore sul binario 24 della Stazione Centrale di Napoli. Nessuno fece caso all’astronave: sembrava solo un treno regionale un po’ strano, con le luci al neon che pulsavano come battiti cardiaci cosmici. Nessuno avrebbe mai pensato che in quello strano treno dalla forma bizzarra ci fosse una comitiva di alieni provenienti dal pianeta crono . Comitiva allegra , decisa ad assaporare e gustare un buon caffè napoletano. Un caffè a detta dei loro scienziati avrebbe rafforzato i loro deboli sistemi immunitari e potuto generare una nuova razza di croniani , essendo il caffè fatto a Napoli oltre ad essere un farmaco vitale ,anche altamente afrodisiaco. Certo non tutte le storie hanno una logica in se ma a dispetto della logica il lungo viaggio attraverso lo spazio ed il tempo , aveva portato la nostra simpatica comitiva direttamente alla stazione centrale di Napoli.
Quella mattina piena di sole dal portellone del vagone ferrotranviario temporale dell’astronave , scesero gli abitanti di Crono, altissimi, fasciati in mantelli argentati, le teste circondate da un alone blu che li faceva sembrare lampioni viventi. Avanzarono tra la folla di pendolari e viaggiatori lenti, con un solo obiettivo preciso: prendere un caffè al bar della stazione centrale. Un caffè è una storia , un bevanda capace di riprodurre inenarrabili emozioni , un fremito vitale sarebbe corso di li a poco lungo la loro schiena come un fulmine a ciel sereno.

Giunti al bar , ridenti chiesero in coro un caffè .
Il Barista napoletano rispose prontamente :
«Simpatici viaggiatori che vi porto? Cappuccino? Cornetto?»
Viaggiatore di Crono:
«Noi vogliamo solo caffè il nero più nero di un buco nero. Non zucchero, non latte. Vogliamo la bevanda calda che da la scossa , quella che tiene sveglio l’universo e la nostra immaginazione.»
Un altro alieno:
«Sa signore, il nostro pianeta gira più veloce della vostra terra. Un secondo da voi è un’ora da noi. Abbiamo bisogno di un caffè concentrato, forte, eterno , fumante come la lava del vostro vulcano .»
Il barista li guardò, si aggiustò il grembiule e senza scomporsi, rispose:
«Qua a Napoli il caffè è un mito , fraté. Il nostro caffè fa resuscitare i morti , è un brivido caldo e nero, che corre dentro l’animo, Siediti, e vedrai quando ti sveglierai in un altra dimensione. Dirai aveva ragione il barista»
Gli alieni a quella risposta si accomodarono. In silenzio , composti aspettarono , rispettosi l’arrivo del caffè. Le tazzine giunsero in breve tempo , fumavano come vulcani miniaturizzati.

Un alieno col mantello luminoso,
preso dalla vibrazione del bar,
si alzò e iniziò a scandire:

"Siamo sulla terra , cantiamo il nostro tempo ,
canto di piacere alla stazione Centrale,
caffè , fumante, rap forte, energia totale,
dalla galassia arrivammo , attraverso lo spazio
giungemmo a Napoli ove la logica non ha regole
Ed il nostro cuore , canta ed esulta
dopo aver bevuto una tazza di caffè.”
Crono , cruna dell’ago dell’universo
Gran caffè . Fumo della solfatara.

Ascoltando il rap tutti al bar cominciarono a battere il tempo con le mani sul bancone.

Mentre i croniani bevevano entusiasti il caffè , una scintilla azzurrognola avvolse la sala. I loro orologi biologici iniziarono a pulsare come tamburi. La realtà tremò e mutò .
Viaggiatore di Crono:
«Attenzione! La linea temporale si sta piegando. Troppa energia nel caffè… rischiamo di congelare i minuti!»
Barista:
«E che vi credevate? Questo lo faccio con la moka di mia nonna. Se non reggete, alla scossa sedetevi e bevetevi il cappuccino.»
Gli alieni, in coro, esplosero in una risata vibrante, che fece tintinnare i piattini.
Uno di loro si mise in piedi e improvvisò un freestyle:
Terra, Terra, Crono appare ,
ma qui il tempo non ci acchiappa,
Caffè bollente, odore di mare,
tra sfogliatelle e stelle matte.
Sul binario c’è futuro, c’è passato,
ma col caffè ogni attimo è fermato,
Stazione Centrale, ritmo immortale,
questo è il rap della nostra moka ."*
L’intera sala applaudì, come se fosse un concerto improvvisato.

Gli abitanti di Crono dopo aver bevuto il caffè , si alzarono e s’inchinarono al barista.
Viaggiatore di Crono:
«Porteremo il ricordo di questo giorno speciale dal sapore di caffè alle stelle. Lo inseriremo nelle nostre cronologie infinite, il caffè di Napoli sarà per tutti noi un algoritmo, costante di un sogno universale .»
Barista, ridendo:
«Va bene, grazie , ma ricordatevi di pagare, pure se venite dal futuro.»
Gli alieni lasciarono sul banco monete che rilucevano come pianeti in miniatura. Poi risalirono sul loro treno cosmico, è in un attimo sparirono nel nulla.
E per qualche istante, tutta la Stazione Centrale rimase sospesa, nel tempo di un sorriso , come se il caffè avesse davvero fermato il tempo. Sul banco comparve una scritta ed un sacchetto di monete , paghiamo caffè sospesi per chiunque si segga qui in questo luogo senza tempo ad assaporare il vero gusto della vita..
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