Esercizio numero tre

Sezione nella quale si svolgono gli esercizi previsti da questa iniziativa.
Gaetano Intile
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Re: Esercizio numero tre

Messaggio da Gaetano Intile »

Pecci Gabriele ha scritto: 30/03/2023, 13:08 -3 ...2....1_____________ non sento più nulla, secondo molti dovrei perdere ora i miei 21 grammi... almeno quelli. E ora? Morte e rinascita? Dovessi scegliere sceglierei una donna con una quinta di petto, almeno risparmierei il tempo di dovermele andare a cercare altrove.

Non vedo tunnel, comunque, se può interessare, quello laggiù mi pare proprio... caspita, devo dire che sono seriamente sorpreso, direi quasi imbarazzato, credetemi se vi dico che non l' avrei mai detto, ma... un elefante arcobaleno scuro che balla in verticale sulle zampe di un gorilla albino, non penso sia una scena così scontata, voi che dite? Mi chiedo cosa avrebbe significato questo per Froid.

Se volete una mia opinione, è tutta una farsa, tutto un circo, siamo solo biglie roteanti su loro stesse, ma almeno ho vinto la scommessa, ho puntato tutto sulla fisica, peccato non poterglielo dire.
Una sequenza riflessiva, non c'è che dire. Anche qui ho dato una breve sistemata. Il se di sé stesse non va accentato, si accenta solo quando è solo soletto per distinguere il pronome dalla congiunzione. Quando è accompagnato da stesso o medesimo si capisce che un pronome e quindi si può omettere l'accentazione. Nel tuo caso era loro stessi, comunque.
Grazie per i bei racconti, soprattutto il primo, con una bella verve umoristica e autoironica.
Spero che questa partecipazione ti sia stata fino a questo momento proficua.
Ho pensato al tuo amore per la fisica. La fisica è struttura. Anche la narratologia è struttura. Se ti va, in abbozzo di una struttura narrativa faccio un parallelo.
Pecci Gabriele
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Re: Esercizio numero tre

Messaggio da Pecci Gabriele »

Grazie Namio per le correzioni, purtroppo ho solo un vago ricordo delle regole grammaticali, nel racconto a dialoghi ho cercato di renderlo il più fedele possibile ad una reale conversazione. Contento che sia piaciuto.
Xarabass
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Re: Esercizio numero tre

Messaggio da Xarabass »

provo

Dialogo tra due poi tre

─ Stai in linea, spalla contro spalla.
─ Certo, certo. Guarda a destra, la cavalleria di Ney è allo sbando.
─ Cammina e taci.
─ Una volta saliti sulla collina ci troveremo davanti i cannoni del Duca e sarà la fine.
─ Zitto e rimani in linea.
─ Accidenti Gerard, la vuoi capire che moriremo?
─ No, noi siamo la Guardia dell’Imperatore, noi non moriremo.
─ Possiamo cadere, far finta di essere colpiti.
─ Mi vergogno per te, non sei degno di far parte della Vecchia Guardia. Rimani in linea imbecille.
─ Gerard, là, a sinistra! Giubbe grigio-verdi. Sono i prussiani. È finita.
─ No, l’Imperatore ci ha mandati per eliminare una volta per tutte i cannoni inglesi. E noi lo faremo.
─ Io scappo, vieni via con me. Aiutami Gerard!
─ Alfonse? Alfonse? Claude tieni la linea, spalla contro spalla. Avanti!

come hai scritto nel "dialogo" ho messo in rapporto due personaggi opposti, contrastanti:

Un uomo della vecchia guardia, fedele, ligio all'imperatore sino alla morte. Non vede nulla se non gli ordini

Dall'altra un soldato pauroso (visto che viene rimproverato di appartenere alla Vecchia Guardia dovrebbe essere un nuovo o un ragazzino) che cerca di scappare. Un soldato che non muore neppure in silenzio come vuole la Vecchia Guardia.
Xarabass
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Re: Esercizio numero tre

Messaggio da Xarabass »

non sono pienamente convinto di questo

Stupido Alfonse! Non sei neppure morto da soldato. Sei un vigliacco. Se prendo chi di ha messo nella Vecchia Guardia, gli strappo il cuore. Non avevi alcun diritto di entrare nel nostro corpo. Non sei mai stato uno di noi. Pensavi che la sola campagna di Russia fosse sufficiente per farti diventare un mio commilitone? Un mio amico? Sei più stupido di quello che sembri. Sono sicuro che sei sempre stato nelle retrovie e che non hai mai ucciso nessuno.
Brutto codardo.
Hai infangato l’Aquila e per questo tuo nome merita di essere cancellato per sempre.
Cannoni, Prussiani? Io non ho paura di nulla, io me li mangio a colazione e poi li piscio fuori; per la gloria dell’Imperatore e della Francia!

Gerard! Marcia e muori da soldato della Vecchia Guardia.
Gaetano Intile
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Re: Esercizio numero tre

Messaggio da Gaetano Intile »

Xarabass ha scritto: 21/04/2023, 17:02 provo

Dialogo tra due poi tre

─ Stai in linea, spalla contro spalla.
─ Certo, certo. Guarda a destra, la cavalleria di Ney è allo sbando.
─ Cammina e taci.
─ Una volta saliti sulla collina ci troveremo davanti i cannoni del Duca e sarà la fine.
─ Zitto e rimani in linea.
─ Accidenti Gerard, la vuoi capire che moriremo?
─ No, noi siamo la Guardia dell’Imperatore, noi non moriremo.
─ Possiamo cadere, far finta di essere colpiti.
─ Mi vergogno per te, non sei degno di far parte della Vecchia Guardia. Rimani in linea imbecille.
─ Gerard, là, a sinistra! Giubbe grigio-verdi. Sono i prussiani. È finita.
─ No, l’Imperatore ci ha mandati per eliminare una volta per tutte i cannoni inglesi. E noi lo faremo.
─ Io scappo, vieni via con me. Aiutami Gerard!
─ Alfonse? Alfonse? Claude tieni la linea, spalla contro spalla. Avanti!

come hai scritto nel "dialogo" ho messo in rapporto due personaggi opposti, contrastanti:

Un uomo della vecchia guardia, fedele, ligio all'imperatore sino alla morte. Non vede nulla se non gli ordini

Dall'altra un soldato pauroso (visto che viene rimproverato di appartenere alla Vecchia Guardia dovrebbe essere un nuovo o un ragazzino) che cerca di scappare. Un soldato che non muore neppure in silenzio come vuole la Vecchia Guardia.
La sequenza solo dialogica è corretta. E con la contrapposizione che hai introdotto il dialogo è più fluido e introduce elementi narrativi. Buon lavoro.
Quando scrivi, mi raccomando, attenzione al vocativo.
Accidenti, Gerard. Claude, tieni la linea. Aiutami, Gerard.
Su BA avevo scritto un articolo sul vocativo, che mi pare oggi in molti ignorino, Provo a recuperarlo.
Gaetano Intile
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Re: Esercizio numero tre

Messaggio da Gaetano Intile »

Xarabass ha scritto: 21/04/2023, 17:40 non sono pienamente convinto di questo

Stupido Alfonse! Non sei neppure morto da soldato. Sei un vigliacco. Se prendo chi di ha messo nella Vecchia Guardia, gli strappo il cuore. Non avevi alcun diritto di entrare nel nostro corpo. Non sei mai stato uno di noi. Pensavi che la sola campagna di Russia fosse sufficiente per farti diventare un mio commilitone? Un mio amico? Sei più stupido di quello che sembri. Sono sicuro che sei sempre stato nelle retrovie e che non hai mai ucciso nessuno.
Brutto codardo.
Hai infangato l’Aquila e per questo tuo nome merita di essere cancellato per sempre.
Cannoni, Prussiani? Io non ho paura di nulla, io me li mangio a colazione e poi li piscio fuori; per la gloria dell’Imperatore e della Francia!

Gerard! Marcia e muori da soldato della Vecchia Guardia.
No, anche questo va bene. Nella tua sequenza il personaggio che pone in essere la riflessione esprime un giudizio personale. Ci siamo.
Vedo che sei dei nostri.
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Re: Esercizio numero tre

Messaggio da Xarabass »

Gaetano Intile ha scritto: 22/04/2023, 16:47
Quando scrivi, mi raccomando, attenzione al vocativo.
Accidenti, Gerard. Claude, tieni la linea. Aiutami, Gerard.
ok.

molte grazie
Maria E.
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Re: Esercizio numero tre

Messaggio da Maria E. »

Buongiorno a tutti, mi presento con questo esercizio. :D


-Oh cavoli, ho dimenticato ancora di comprare il latte!
-E ti pareva, sono quattro giorni che lo devi prendere.
-Amica mia, ho troppi grilli per la testa ora; mi ci manca il latte.
-Si si, tu ci sei nata coi grilli in testa. Piuttosto di pensare alle cavolate, hai riflettuto su quello che ci siamo dette ieri notte?
-Sulle mie ossessioni notturne dici?
-Si
-Quelle non andranno mai via, a volte m’incanalo in spirali di paranoie, dalle più gravi alle più stupide: per esempio, ieri pensavo di aver lasciato il profumatore attaccato alla spina e pensavo che l’ufficio esplodesse...buffo no?
-Beh, mi sembra chiaro che dovresti cambiare spacciatore!
-A me sembra, invece, che tu voglia confondermi oltre modo.
-Sono qui per questo.
-Va beh ho capito, oggi sei sarcastica.
-Senti, piuttosto, una paranoia seria a cui dobbiamo porre rimedio: come faccio a farti uscire dalla mia mente?
Maria E.
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Re: Esercizio numero tre

Messaggio da Maria E. »

sequenza riflessiva

Mentre aprivo la porta di casa mi blocco d’un tratto. Avevo dimenticato ancora di comperare il latte. Una vocetta stridula e fastidiosa sghignazzava turlupinandosi di me, quasi come un bulletto da quattro soldi. Gli stessi quattro i giorni in cui accadeva sempre la stessa cosa. Quel maledetto latte scatenò un turbinio di altre paranoie che, a grappolo, si incatenarono alla mia mente. Quella che pungeva conficcandosi dentro al cervelletto, però, non era una semplice paranoia; era come un’unghia che andava sempre più a fondo, sempre più dentro. Mi sentii quasi violata, a tal punto da credere di essere impazzita. Presi allora uno specchio e parlai alla “bestia”, invano cercai di cacciarla, invano cercai di farla smettere, non ricevetti niuna risposta. Solo un silenzio assordante seguito da un senso di nausea e abbandono.



Non sono sicura della correttezza dello svolgimento, attendo un vostro riscontro.
Gaetano Intile
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Re: Esercizio numero tre

Messaggio da Gaetano Intile »

Maria E. ha scritto: 30/05/2023, 14:51 Buongiorno a tutti, mi presento con questo esercizio. :D


-Oh cavoli, ho dimenticato ancora di comprare il latte!
-E ti pareva, sono quattro giorni che lo devi prendere.
-Amica mia, ho troppi grilli per la testa ora; mi ci manca il latte.
-Si si, tu ci sei nata coi grilli in testa. Piuttosto di pensare alle cavolate, hai riflettuto su quello che ci siamo dette ieri notte?
-Sulle mie ossessioni notturne dici?
-Si
-Quelle non andranno mai via, a volte m’incanalo in spirali di paranoie, dalle più gravi alle più stupide: per esempio, ieri pensavo di aver lasciato il profumatore attaccato alla spina e pensavo che l’ufficio esplodesse...buffo no?
-Beh, mi sembra chiaro che dovresti cambiare spacciatore!
-A me sembra, invece, che tu voglia confondermi oltre modo.
-Sono qui per questo.
-Va beh ho capito, oggi sei sarcastica.
-Senti, piuttosto, una paranoia seria a cui dobbiamo porre rimedio: come faccio a farti uscire dalla mia mente?
Ciao, Maria. Non ci conosciamo, sarebbe perciò utile sapere cosa hai letto dell'Officina, cosa ti ha portato qui, perché hai iniziato proprio dall'esercizio tre e non dal primo o dal quarto.
A ogni modo, sei la benvenuta.
La sequenza dialogica è corretta. Ho visto che hai utilizzato il medesimo spunto per la sequenza riflessiva.
La sequenza riflessiva è gestita da una voce che è un io narrante e si interroga su di una voce interiore. Va bene, dunque.
Ho visto qualche indecisione sui tempi verbali. Un presente, blocco, dei passati, come scatenò, che si sarebbero
letti meglio come trapassati.
Se avessi letto ogni sezione dell'Officina ti chiederei di trasformare questa sequenza riflessiva in un monologo interiore.
A rileggerti
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