Tema del racconto

Discutiamo qui dell'analisi del contenuto di un testo.
Robennskii
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Re: Tema del racconto

Messaggio da Robennskii »

Ciao Roberto, ti posso confermare che è proprio come ipotizzi tu ma non è mai stato un grosso problema per nessuno. I nostri non sono saggi, bensì racconti. Ti posso dire per esperienza personale che io spesso acquisisco materiale per qualche mese, poi provvedo alla stesura di un racconto. Oggi abbiamo con la rete una gran facilità di reperire tutte le informazioni necessarie, ma sempre ricordandoci che per un racconto ci bastano soltanto quelle indispensabili: il nostro focus è la trama.

Aggiungo che questo metodo di lavoro porta moltissimi benefici a livello di conoscenza personale perché ci si appassiona e si scoprono veramente molte molte cose che non si conoscevano prima.
Gaetano Intile
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Re: Tema del racconto

Messaggio da Gaetano Intile »

Roberto Di Lauro ha scritto: 27/01/2024, 12:22
Gaetano Intile ha scritto: 27/01/2024, 11:11 Se il romanzo è un mondo virtuale, il romanziere, per forza di cose, deve provare a sapere tutto del mondo.
Ma se io non sono un fisico, e volessi scrivere di fantascienza, rischierei di lavorare solo di fantasia ed il racconto non avrebbe spessore.
Quello che mancherebbe sarebbe l'incapacità di collegare le tecnologie fantascientifiche narrate con le più moderne teorie della fisica odierna, cioè il motore curvatura è fattibile o è fantasia ?
Dato che non sono un fisico, difronte a questa domanda lavorerei di fantasia. Se fossi un fisico, proverei a dare dettagli tecnici già oggi conosciuti che possano un giorno arrivare a quel motore curvatura.

Comunque, da quello che ho capito, per essere uno scrittore bisogna conoscere bene una materia e da lì scrivere romanzi e/o racconti.
Il lavorare di fantasia o meno dipende dalle tue capacità di approfondimento e dal tipo di scrittore che vuoi essere. Quanto alla fantascienza, spesso il genere è utilizzato per riflessioni sociali e psicologiche piuttosto che per speculazioni scientifiche. Non mi pare che qualcuno abbia mai spiegato come possano avvenire i viaggi a velocità superiore a quelle della luce, per il semplice fatto che sono impossibili alla luce della fisica attuale. Quindi devi creare un universo tutto tuo o utilizzare le conoscenze attuali per spiegare come fare. Per questo Interstellar di Cristopher Nolan, che aveva un premio Nobel per la fisica a guidarlo passo passo, è un po' un'eccezione.
Ti faccio un altro esempio. Oggi non si fa altro che parlare di energia da fusione come un traguardo alla portata della nostra generazione. Basterebbe approfondire, anche ai tanti giornalisti, leggere in rete qualche articolo sul progetto ITER, farsi qualche domanda su cosa sia la fusione, quali le tecnologie, quale lo stato di avanzamento, passare insomma un pomeriggio di ricerca, per capire quanto quello che si dice sia in realtà quasi tutta fantasia. E come il traguardo di reattori a fusione per uso civile sia quasi fantascienza.
Se vuoi scrivere di uomini che vivono sulla Luna, devi sapere che le radiazioni gamma che provengono dal fondo cosmico uccidono qualsiasi essere vivente nel giro di due o tre anni. Che è impossibile vivere all'aperto in un pianeta che non abbia una magnetosfera, ma che le magnetosfere nei pianeti rocciosi sono rarissime. Che Marte è sterile perché non ha magnetosfera, che è inondato da raggi UV e non può crescervi nulla, come in qualche film hanno raccontato. Che la bassa gravità deforma il nostro sistema cardio circolatorio e lo scheletro. Che l'acqua terrestre è più unica che rara, e su Marte c'è solo H2O2, acqua pesante buona a nulla. La provenienza dell'acqua terrestre è uno dei misteri insoluti della scienza moderna.
Per questo motivo la fantascienza non parla mai di fisica, ma di rapporti umani.
digitoergosum
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Re: Tema del racconto

Messaggio da digitoergosum »

Ho cominciato finalmente a studiare questo esemplare corso. Conosco la profondità di Gaetano e non sono sorpreso, semmai sono ammirato. Eppure ancora mi sfugge qualcosa sul tema. Mi sembra di capire che sia diverso dall'argomento. Che riguardi più qualcosa vicino all'ideale umano anziché a qualcosa di "toccante con mano". Un tema deve essere solamente qualcosa come "insoddisfazione", "perdita di valori", "confusione"? O può essere anche "acqua", "suono (musica)", "i cinque sensi", "la pietra"? Non intendo provocare, vorrei capire meglio, con parole semplici, cosa debba intendersi per "tema". Grazie.
Gaetano Intile
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Re: Tema del racconto

Messaggio da Gaetano Intile »

Ogni narrazione ha una forma, comica, ironica, drammatica, tragica, epica, ed esistono poi trama e intreccio, o meglio, fabula e intreccio. Troverai in Analisi della Struttura delle sezioni dedicata a fabula e intreccio, spero intellegibili se certo non esaustive: elementi che hanno fondamentalmente a che vedere col tempo. Tempo della Storia e Tempo della Narrazione. Il tema invece è il legame che unisce trama, intreccio e forma e ogni altro elemento strutturale del romanzo. È un legame spesso non visibile, sotterraneo, che non viene citato, ma che può esser detto, e che rappresenta, adopero una metafora per cercare chiarezza, la chiglia di un'imbarcazione. Ossia quell'elemento strutturale, che dall'imbarcazione più piccola alla nave più grande, a cui è legato ogni altro elemento costruttivo, dalle ordinate al fasciame al baglio e così via.
La prima cosa, quando si costruisce una nave, è infatti la posa della chiglia. Ecco, il tema è la chiglia di ogni narrazione, dal più piccolo racconto al più grande romanzo.
Può essere il tema di una narrazione l'acqua? O del suo contrario, un luogo arido come un deserto? A mio avviso no, perché il tema deve avere a che fare con l'esplorazione esistenziale della vita umana. L'amore, quello filiale, quello materno, quello sessuale, la guerra, con i suoi orrori e i suoi eroismi, il desiderio di vendetta, il senso di colpa, la pietà, la necessità del castigo. L'acqua, il mare, il deserto, possono essere legati al tema esistenziale, lo possono affiancare ed essere presenti e preponderanti in trama e intreccio, ma non potranno avere vita autonoma.
Prendi ad esempio uno dei miei racconti di mare. L'ultimo che ha vinto su BA si intitola La passe. Il mare è protagonista, è ovunque nel racconto, permea le vite dei due protagonisti, le forgia, le piega, ma il tema del racconto non è certo il mare, e non potrà mai esserlo, ma ciò che esso rappresenta per i due. Il tema del racconto è fondamentalmente il rapporto con la morte, anche se poi esistono dei temi minori che gli si legano, le ordinate verrebbe da dire.
Se tu vuoi scrivere un racconto sul deserto, certo scriverai del deserto in ogni sua sfaccettatura, ma dato che l'uomo e la sua esistenza è al centro di ogni narrazione (uomo è l'autore, uomo è il lettore), il deserto finirà per rappresentare qualcosa legato all'esperienza umana, all'esperienza del protagonista. Certo, possiamo far parlare il deserto, ma il deserto ci dirà cose umane, non credi?
Il narratore è un esploratore della vita e la vita, lo vogliamo o no, è fondamentalmente l'esistenza umana. Perché quando non ci saranno più uomini non ci saranno più racconti.
Spero di esser riuscito a farmi capire.
A proposito, ho riletto il tuo testo. E adesso è molto più chiaro. Il mio consiglio è sempre lo stesso: aver bene chiaro quale sia il tema del racconto e poi iniziare a costruirci sopra. Se il tema si perde strada facendo vuol dire che non era quello giusto.
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