Venerdì, sabato e domenica. E pure lunedì. (Teatri Manfredi

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Venerdì, sabato e domenica. E pure lunedì. (Teatri Manfredi

Messaggio da leggere da Mario Pulimanti » 21/10/2013, 14:39

Venerdì, sabato e domenica. E pure lunedì. (Teatri Manfredi e Fara Nume. E pure mamma).

Venerdì sera, 18 ottobre (compleanno di mio figlio Gabriele) ho visto al teatro Nino Manfredi di Ostia “Taxi a due piazze (20 anni prima)”, il seguito di “Chat a due piazze (20 anni dopo)” entrambi di Ray Cooney, con Gianluca Guidi e Gianluca Ramazzotti.
“Taxi a due piazze”, nell’originale inglese “Run for your wife” dell’autore Ray Cooney racconta la storia del tassista bigamo che suo malgrado si trova coinvolto a nascondere il segreto della sua vita, diverte e affascina gli spettatori di tutto il mondo garantendo risate senza sosta.
Con un cast straordinario, capeggiato dai due mattatori Guidi e Ramazzotti, ho assistito ad una commedia travolgentemente comica.
Accanto a Gianluca Guidi e Gianluca Ramazzotti, recitano Renato Cortesi, Silvia Delfino, Bianca Maria Lelli, Antonio Pisu, Claudia Ferri e Piero Di Blasio.
Superba la regia di Gianluca Guidi.
Scene curate da Nicola Cattaneo.
Costumi a cura di Maria Grazia Santonocito.
Luci di Stefano Lattavo.
Musiche di Gianluigi Guidi.
Sabato sera, 19 ottobre, invece ho assistito alla rappresentazione della brillante commedia “Arsenico e vecchi merletti” al Teatro Fara Nume di Ostia.
“La pazzia scorre nelle vene della mia famiglia...anzi, galoppa, direi!”
Con questa frase Mortimer riassume il senso di una delle commedie americane più divertenti e famose di tutto il ‘900.
Portata al successo dall’omonimo film di Frank Capra rimane a tuttora una delle pieces teatrali più comiche e piacevoli.
Attori molto bravi e preparati. Ecco il cast: Eleonora Santini, Carla Viero, Luca Di Tommaso, Giulia D’Andrea, Vanessa Guerriero, Lucio Molinari, Roberto Evangelista, Mauro Costantini, Riccardo D’Ercoli, Caterina Novelli, Riccardo Barcherini e Jessica Spinsanti.
Ott6ima la regia dei Andrea Serafini, coadiuvato da Fabiana Candellero.
Luci e suoni di Edoardo Arturo Serafini.
Costumi Stefania Maccari
Scene Fabrizio Lavenia.
Foto di scena Valerio Faccini
Riprese video Domenico Negro.

Inoltre domenica 20 ottobre siamo andati a trovare mamma Ernesta al camposanto di Collevecchio.
Oggi, lunedì 21 ottobre, avrebbe compiuto 81 anni.
Ma non ha fatto in tempo a compierli perché un anno fa mamma moriva: era una maledetta domenica, quella del 29 luglio 2012.
Il giorno prima era stata operata per la rottura di un femore all’ospedale San Camillo.
Un intervento perfetto, durato poco più di un’ora.
La fase post operatoria sembrava procedere regolarmente.
Ma attorno alle sei di pomeriggio del giorno dopo, domenica 29 luglio, il suo cuore ha smesso di battere.
Debbo ritenermi soddisfatto, rifletto allungando le gambe sul letto, di avere avuto una mamma come lei.
Lei, che mi ha guarito i graffi e le ferite con una carezza magica.
Lei, un posto caldo dove ho trovato sempre un abbraccio.
Lei, con quell’odore di buono che mi faceva tornare bambino.
Lei, che mi lasciava andare anche se avrebbe voluto tenermi stretto a sé.
Lei, una canzone nella notte.
Lei, una ninna nanna speciale.
Lei, uno sguardo che non aveva bisogno di parole.
Lei, quella che sapeva, sempre, cosa era la cosa migliore per me.
Lei, quella mano che mi ha tenuto mentre traballando imparavo a camminare.
Lei, il bum bum del cuore che sentivo appoggiando la testa sul suo petto.
Lei, mamma, una parola: la prima che ho detto.
Lei, mamma, un sorriso: il primo che ho visto.
Lei, mamma, una voce: la prima che ho udito.
Lei, mamma, un sapore: il primo che ho assaggiato.
Lei, mamma, una culla: la prima che ho avuto.
Lei, mamma, che soffrendo mi ha fatto nascere.
Lei, che mi ha parlato nel cuore della notte.
Quando tutto il mondo era addormentato. E nessuno, tranne me, udiva le sue parole.
E, tenendomi fra le braccia, mi avvolgeva di un amore che aveva una forza inaudita.
Sfoglio un vecchio album di fotografie: qui avevo sei anni.
“Vieni!” sembra dirmi, prendendomi la mano per condurmi a casa.
Mi manchi, mamma.



Mario Pulimanti (Lido di Ostia -Roma)
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