Paolo De Castro, professor-Ministro

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Mario Pulimanti
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Paolo De Castro, professor-Ministro

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:oops: Il Professor Paolo De Castro, tecnico prodiano pugliese e salentino, ? stato ministro agricolo nel primo governo Prodi, prima di essere sacrificato, per esigenze di coalizione, per fare spazio al verde Pecoraro Scanio. Il suo ritorno ? stato salutato con un generale apprezzamento da parte degli addetti al settore. Infatti in agricoltura c?? necessit? di un ministero condotto in modo professionale e competente. L?agricoltura non pu? attendere. A mio modesto parere ? l?uomo giusto al posto giusto. Penso, difatti, che potr? essere un ottimo ministro essendo, tra l?altro, molto esperto di politica economica agraria. Credo abbia una buona visione sui pi? realistici orizzonti possibili per l'agricoltura italiana. Del resto che De Castro abbia i numeri per fare bene il suo lavoro ? fuori di dubbio, lo ha gi? svolto alla grande a fine secolo scorso e non c?? motivo per pensare che non si ripeta. De Castro ? un profondo conoscitore dei problemi dell?agricoltura italiana ed europea e personalit? di elevato spessore politico e tecnico. Sapr? senz?altro ancora una volta fornire un apporto significativo al rilancio e allo sviluppo del settore. A lui si chiede che si dia finalmente vita alla Conferenza nazionale sull?agricoltura e lo sviluppo rurale che nella precedente legislatura, dopo esser stata annunciata, ? stata accantonata. Il comparto agroalimentare ha bisogno di accelerare ulteriormente con un processo di rinnovamento strutturale che ha ormai un solido riferimento istituzionale nel tavolo agroalimentare e che ora necessita di essere supportato da una forte iniziativa riformatrice a livello comunitario e da una politica economica di largo respiro a livello nazionale. Non voglio, comunque, dimenticare l?ex ministro Alemanno, che ? stato molto apprezzato anche per il fatto di aver osteggiato gli OGM in modo indipendente dalla stessa maggioranza di cui faceva parte, aprendo anche a destra un fronte nella lotta agli OGM. Inoltre si ? dato da fare molto per il settore del biologico, dei prodotti di qualit?, che sono quelli che danno reddito alle zone marginali e quindi mantengono i piccoli agricoltori nelle campagne e contemporaneamente si collegano alle tradizioni rurali italiane, anche considerando che l'arrivo degli OGM ora come ora significherebbe dipendenza dal potere straniero delle multinazionali delle sementi.
CiAOtuT Mario Pulimanti (Lido di Ostia ?Roma)
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