POESIE ISTANTANEE 4

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hombre sincero
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Re: POESIE ISTANTANEE 4

Messaggio da hombre sincero »

Nell'acquario,
la pancia galleggiante
di un pesce morto,
senza saperlo
tocca in profondità
l'esattezza di un'inquietudine.

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Re: POESIE ISTANTANEE 4

Messaggio da hombre sincero »

Parole convulse
si avventano in stormi aguzzi sulla faccia,
bucano la pelle con fasci di aghi parlanti.
Sono grida impazzite che rimbalzano dentro,
sguardi taglienti su occhi sanguinanti.
Improvvisamente irrompe un silenzio innocente,
affiorato dal caso.
Era quello che avevamo invocato, desiderato,
ed ecco che arriva a rimpolpare di entusiasmo
la febbrile magrezza del quotidiano distratto.
Viene con un odore
e una presenza
morbida e umida di quiete.
E’ spento il caos
e l’apatia
è ingoiata
dall’eccitazione di un sorriso.

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Re: POESIE ISTANTANEE 4

Messaggio da hombre sincero »

A discapito dei pensieri morbidi,
sotto i passi, si schiudono scricchiolii di foglie rigide
che lanciano manciate di suoni affilati.
Sui tronchi circostanti, ci sono piantati canti
e parole clandestine
partorite nottetempo.

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Re: POESIE ISTANTANEE 4

Messaggio da hombre sincero »

Voglio
scrivere poesie che non sia possibile leggere
che vadano a disabitare gli spazi vuoti
e i silenzi indicibili.
Quasi niente.

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Re: POESIE ISTANTANEE 4

Messaggio da hombre sincero »

Ho deposto le armi
e gli astuti trucchi da circo,
adesso
distaccato sto.

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Re: POESIE ISTANTANEE 4

Messaggio da hombre sincero »

In una nassa dimenticata
trovai alcune parole.
Mi misi a guardarle,
e ne scorsi di bellissime, di schive, di violente, di nette e di ambigue
e mentre stavo là a osservarle, quelle creaturine vive mutavano velocemente,
chi fino a pochi minuti fa era affabile, adesso era scontrosa,
quella timida si dimostrava poco dopo audace e,
nessuna di loro, sembrava possedere caratteristiche stabili,
ma dotate di naturale neutralità mutavano costantemente
variando il loro temperamento in base a qualche invisibile influenza
che io non riuscivo a percepire.
Finii per trascurare tutto il resto, gli impegni, gli affetti, i doveri
e tutta la mia attenzione era attratta incondizionatamente da loro e dal loro mutevole carattere, desideravo oltremodo unirmi a loro, riportarle alla loro beltà originaria.
Con il passare del tempo scoprii che ero finito dentro la nassa,
e ancora non mi bastava, volevo vederle da vicino, conoscerle, interagire con tutte le loro sfaccettature, plasmarle creando variabili inaspettate, contesti mirabolanti, accadimenti vivi e autonomi.
Non so ma forse mi sentii di aver oltrepassato le paure e i limiti, e con l’aiuto delle mie complici sentii profondamente di potere tutto.
Più stavo là e più diventavo vittima e carnefice delle mie amiche fino a diventarne totalmente dipendente.
Credetti di poter gestire la magia per sempre, di poter amare, curare, perfino resuscitare con loro e con la loro complicità.
La loro vicinanza mi convinse che avrei potuto eternamente vivere nella bellezza e nella possibilità.
Il tempo apparentemente passava, ma noi riuscivamo a indirizzarlo, cambiarlo, fino a farci obbedire ciecamente e con il tempo anche le stagioni, i sentimenti, gli elementi.
Eravamo Dei fra gli Dei, nei secoli dei secoli.
Non mi ricordo per quale motivo mi distrassi, per poco tempo la mia attenzione fu catturata da non so cosa fino a quando capii che il tempo non era poco, anzi, aveva smesso di obbedirmi e mi scorsi improvvisamente fuori dalla nassa. Si le mie amiche le ricordavo perfettamente ma pian piano si sbiadiva quella percezione magica e concreta di onnipotenza, fiducia, apertura.
Le stagioni, i sentimenti, gli elementi andavano per la loro strada ed io finivo per subire i loro capricci e gli dei non esistevano più.
I giorni e gli anni passarono e quando penso a quelle creaturine e a tutte le avventure passate mi commuovo e mi sento in colpa per averle trascurate e lasciate andare.
Oggi sono preso interamente da impegni, affetti, doveri e a proposito di doveri, stamani mi ero ripromesso di sbarazzare il garage, fare spazio ad altre cose che dovranno essere sbarazzate…
Mentre ero là tra polvere e le cianfrusaglie ho trovato una nassa, boh chissà come c’è finita.
Ho deciso di non gettarla, di tenerla con me, di conoscerla meglio.

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