Josè Saramago

Bibliografie e biografie commentate dei grandi scrittori
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Josè Saramago

Messaggio da leggere da carlo » 03/06/2004, 17:34

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Jos? Saramago

Bio-bibliografia
Jos? Saramago ? nato ad Azinhaga, in Portogallo il 16 novembre 1922. Il suo primo romanzo, Terra del peccato, del 1947, non riceve un grande successo nel Portogallo oscurantista di Salazar.
Nel 1959 si iscrive al Partito Comunista Portoghese che opera nella clandestinit? sfuggendo sempre alle insidie ed alle trappole della famigerata Pide, la poliziapolitica del regime. Negli anni sessanta Saramago diventa uno dei critici pi? seguiti del Paese nella nuova edizione della rivista "Seara Nova" e nel '66 pubblica la sua prima raccolta di poesie I poemi possibili.
Diventa quindi direttore letterario e di produzione per dodici anni di una casa editrice e dal 1972 al '73 curatore del supplemento culturale ed editoriale del quotidiano Diario de Lisboa.
Sino allo scoppio della Rivoluzione dei Garofani, nel '74, Saramago vive un periodo di formazione e pubblica poesie (Probabilmente allegria, 1970), cronache (Di questo e d'altro mondo, 1971; Il bagaglio del viaggiatore, 1973; Le opinioni che DL ebbe, 1974) testi teatrali, novelle e romanzi.
Il secondo Saramago (vice direttore del quotidiano Diario de Noticias nel '75 e quindi scrittore a tempo pieno), libera la narrativa portoghese dai complessi precedenti e d? l'avvio ad una generazione post-rivoluzionaria.
Lo scrittore pubblica il lungo romanzo Manuale di pittura e calligrafia nel '77 e quindi nell'ottanta Una terra chiamata Alentejo sulla rivolta della popolazione della regione pi? ad Est del Portogallo. Ma ? con Memoriale del convento (1982) che ottiene finalmente il successo tanto atteso.
In sei anni pubblica tre opere di grande impatto (oltre al Memoriale, L'anno della morte di Riccardo Reis e La zattera di pietra) ottenendo numerosi riconoscimenti. Gli anni Novanta lo consacrano sulla scena internazionale con L'assedio di Lisbona e Il Vangelo secondo Ges?, e quindi con Cecit?. Ma il Saramago autodidatta e comunista senza voce nella terra del salazarismo non si ? mai fatto avvincere dalle lusinghe della notoriet? conservando una schiettezza che spesso pu? tradursi in distacco. Meno riuscito ? il Saramago saggista, editorialista e viaggiatore, probabilmente frutto della necessit? di tenere comunque la scena e di campare. Il suo Portogallo, sia nello scenario del passato che in quello contemporaneo sembra rifarsi alla concretezza della vita e ai suoi risvolti fantasiosi inglobati in una grande storia di cui lo scrittore si fa specchio.



Stralci da un intervista, dopo il nobel:

:"Una grande responsabilit?, ecco cos'?. Sono il primo portoghese a vincerlo e ne sento l'importanza. Ora la mia linguaraggiunger? pi? persone, pi? lettori. La letteratura del mio Paese, non solo per i miei libri, potr? occupare uno spazio pi? considerevole nella coscianza culturale dei popoli. Non smetter? mai di dire che una cultura della periferia non ? cultura periferic".

Assediato da centinaia di giornalisti e di fotografi, nel recinto della Fiera del Libro di Francoforte, ve da una dichiarazione all'altra senza dimenticare i suoi punti fermi: il comunismo, il non europeismo, l'amore per la Lusitania di mare e di viaggi che trova sintesi nella vecchia Lisbona, terra delle radici e, insieme, luogo mitico, simbolo, riferimento costante.
"Io cosa sono se non uno scrittore Portoghese? Scrivo in portoghese, penso in portoghese, sento in portoghese. Le traduzioni non mi hanno trasformato in cosmopolita.". Ha quindi ringraziato "tutti i traduttori, validi interpreti del mio pensiero" e cos? sintetizzato la sua poetica: L'importante ? non credere all'apparenza delle cose. Chi ? da tutte le parti non ? da nessuna parte."

Poi, una coda semipolemica: a chi gli chiede come spender? i denari del premio, ha risposto: "Non giocando al Casino, n? comprando macchine di lusso o televisioni. Siamo cos? abituati al fatto che gli scrittori debbano essere poveri che ogni volta che uno scrittore dispone di pi? soldi del normale gli chiedono cosa intenda farne. Ma perch? queste domande non le fate mai a tennisti e calciatori?".
Torna poi a parlare del suo antieuropeismo. "L'unione Europea, ho detto spesso, terr? in pochissimo conto i rapporti di potere fra i diversi Paesi che la compongono. Ci saranno Paesi forti e Paesi deboli che dovranno obbedire. In Europa si sta consolidando un potere che riduce i cittadini a consumatori. In una cornice mondiale che, tra l'indifferenza generale, sta distruggendo sistematicamente volont?, ideologie, coscienze".

I commenti al nobel di altri autori:

Lo scorso anno Dario Fo, appena ricevuto il premio, chiam? Saramago. un gesto di stima del vincitore verso il vinto.
"Per fortuna Saramago ha dovuto aspettare solo un anno, dopo il premio assegnato a me. Lui ed io siamo uniti da un filo rosso di libert?. I suoi temi sono simili ai miei: la presa di coscienza, la lotta, il non voler mai accettare compromessi col regime, coi regimi. Con lui Stoccolma ha premiato non solo lo scrittore, ma anche l'uomo delle bataglie civili. Questa scelta ? la continuazione di quella dell'anno scorso: si ? voluto premiare ancora una volta un autore per le sue battaglie civili insieme alla sua qualit? di scrittore."

Fuori dal coro Aldo Busi:
"Jos? Saramago? Uno scrittore tedioso, noioso. Anzi non ? neppure uno scrittore, ? un letterato, incapace di particolari invenzioni".

"Non lo sopporto, le sue opere sono vuote." tuona da Varsavia Czeslaw Milosz, Nobel per la letteratura nel 1980.

"La notizia che il Premio Nobel ? stato assegnato a Jos? Saramago mi ha procurato grande gioia e soddisfazione" replica Jorge Amado. "Conosco Saramago da molti anni e sono convinto che se qualcuno maritava il Premio Nobel questo era proprio lui. Hanno premiato la letteratura Portoghese attraverso uno dei pi? espressivi scrittori del mondo contemporaneo. C'? poi un altro aspetto che credo vada sottolineato in questa occasione, ed ? il fatto che il massimo premio letterario finalmente renda giustizia alla lingua portoghese".

All'Osservatore Romano, invece, il Nobel per la letteratura a Jos? Saramago non ? piaciuto nemmeno un po':
"? un riconoscimento orientato ideologicamente, Saramago ? rimasto un vetero-comunista. In particolare il suo recente libro Il vangelo secondo Ges? Cristo testimonia la sua visione sostanzialmente antireligiosa."
 





A me personalmente l'autore non fa impazzire, seppur ripeto di non esserne un vero conoscitore. Forse ? troppo "politico" per i miei gusti, e la figura dello "scrittore comunista" ? ormai troppo un clich
Ultima modifica di carlo il 19/06/2010, 17:09, modificato 1 volta in totale.

Roberta
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R: Jos? Saramago

Messaggio da leggere da Roberta » 04/06/2004, 9:41

Grazie per aver pubblicato la sua bibliografia. :)
Ti consiglio di leggere Cecit?.

http://www.asaland.com/naut/viewtopic.php?t=475

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Messaggio da leggere da carlo » 04/06/2004, 15:19

brava che hai messo il link all'altra discussione, mica ci avevo pensato!
Cecit?, lo legger? sicuramente appena finisco gli ultimi che ho preso. Comunque per me ? davvero un piacere inserire notizie e bibliografie, anche perch? almeno mi faccio un po di cultura a leggerle, e poi mi piace moltissimo vedere le facce degli autori! I preferiti dichiarati dagli utenti, ci saranno tutti, basta che non mi si dica baricco o la tamaro...

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Re: Jos? Saramago

Messaggio da leggere da carlo » 19/06/2010, 17:09

addio josè.... 18 giugno 2010. negli ultimi 2 o 3 anni se ne sono andati davvero tantissimi grandi autori.    Mi sembra il minimo postare una nuova biografia più aggiornata e meglio formattata.....



José Saramago

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.



« Il Maestro è uno degli ultimi titani di un genere letterario in via di estinzione »
(Harold Bloom su Saramago, Il genio, BUR, 2003)
José Saramago

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Nobel per la letteratura 1998José de Sousa Saramago – pron. ʒuˈzɛ sɐɾɐˈmaɡu – (Azinhaga, 16 novembre 1922 – Tías, 18 giugno 2010) è stato uno scrittore, poeta e critico letterario portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998.

Indice

1 Biografia
2 Prese di posizione
2.1 Il rapporto con la religione
2.2 Le accuse di antisemitismo
2.3 La polemica sulle vignette anti-islamiche
2.4 L'iberismo
3 Lo stile narrativo
4 Il blog
5 Opere
5.1 Poesia
5.2 Teatro
5.3 Cronache
5.4 Romanzi
5.5 Altri
6 Bibliografia
7 Note
8 Altri progetti
9 Collegamenti esterni


Biografia 

Il padre di Saramago, José de Sousa, era un agricoltore, che si trasferì con la famiglia a Lisbona nel 1924, dove trovò lavoro come poliziotto. Il fratello minore di Saramago, Francisco, morì a soli due anni, pochi mesi dopo l'arrivo a Lisbona.

A causa delle difficoltà economiche, Saramago fu costretto ad abbandonare gli studi all'Istituto Tecnico. Dopo occupazioni precarie di ogni tipo, trovò un impiego stabile nel campo dell'editoria e per dodici anni lavorò come direttore di produzione.

Saramago sposò Ida Reis nel 1944. La loro unica figlia, Violante, nacque nel 1947.

Nel 1947 scrisse il suo primo romanzo Terra del peccato (che in seguito ripudiò come un figlio scapestrato), ma il dittatore del Portogallo, Salazar, a cui Saramago si era sempre opposto tenacemente e dal quale era sempre stato pesantemente censurato nella propria attività giornalistica, non l'accolse benevolmente. S'iscrisse clandestinamente al Partito Comunista portoghese nel 1969, riuscendo sempre ad evitare di finire nelle mani della polizia politica del regime.

Durante gli anni sessanta riscosse molto successo la sua attività di critico letterario per la rivista Seara Nova. La sua prima raccolta di poesie I poemi possibili risale a quegli anni, precisamente al 1966.

Negli anni settanta diventò direttore di produzione per una casa editrice e, dal 1972 al 1973, curò l'edizione del giornale Diario de Lisboa. In quegli stessi anni pubblicò diverse poesie, Probabilmente allegria (1970), diverse cronache, come Di questo e d'altro mondo (1971), Il bagaglio del viaggiatore (1973) e Le opinioni che DL ebbe (1974), ma anche testi teatrali, romanzi e racconti.

Dal 1974 in poi, in seguito alla cosiddetta "Rivoluzione dei garofani" Saramago si dedicò completamente alla scrittura e gettò le fondamenta di quello che può essere definito un nuovo stile letterario ed una nuova generazione post-rivoluzionaria.

Saramago pubblicò qualche anno dopo, nel 1977, il romanzo Manuale di pittura e calligrafia e, nel 1980, Una terra chiamata Alentejo. Il successo arrivò, però, con Memoriale del convento (1982). Nello spazio di pochi anni videro la luce altre due opere importanti, L'anno della morte di Ricardo Reis e La zattera di pietra, che gli varranno, oltre al successo di pubblico, numerosi riconoscimenti della critica.

Il riconoscimento a livello internazionale arrivò solo negli anni novanta, con Storia dell'assedio di Lisbona, una delle più belle storie d'amore mai scritte, il controverso Il Vangelo secondo Gesù Cristo e Cecità.

Nel 2002 fu eletto presidente onorario dell'Associazione Luca Coscioni (associazione Radicale) per la libertà di ricerca scientifica.

Saramago è morto il 18 giugno 2010 intorno alle 13,00 nella sua residenza di Tías, nelle Isole Canarie.[1]

Prese di posizione 

Il rapporto con la religione

Le sue posizioni sulla religione (si è dichiarato ateo) hanno suscitato notevoli controversie in Portogallo. Dopo la pubblicazione de Il Vangelo secondo Gesù Cristo, le aspre critiche rivoltegli lo indussero a lasciare il paese per vivere alle Canarie. Di nuovo, nel 2009, con l'uscita del suo ultimo romanzo Caino, Saramago si trovò a polemizzare con la chiesa cattolica portoghese, criticando la Bibbia, poiché descrive un Dio «vendicativo, rancoroso, cattivo, indegno di fiducia».

Le accuse di antisemitismo 

Nel commentare il conflitto israelo-palestinese, Saramago aveva recentemente affermato che gli ebrei non si meriterebbero più «comprensione per le sofferenze patite durante l'olocausto. Vivere nell'ombra dell'olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese. Evidentemente non hanno imparato molto dalla sofferenza dei loro genitori e dei loro nonni». La Lega per l'Anti-Diffamazione (ADL), potente associazione lobbistica ebraica per i diritti civili, ha definito queste affermazioni anti-semite. Abraham Foxman, presidente dell'ADL, ha dichiarato: «I commenti di José Saramago sono sovversivi e profondamente offensivi, oltre a dimostrare l'ignoranza relativa agli argomenti che porta a sostegno dei suoi pregiudizi nei confronti degli ebrei».[2]

Saramago dichiarò, per contro, che i suoi commenti erano diretti alla politica dello Stato di Israele nei confronti dei palestinesi. Sostenne che Israele non poteva affermare di rappresentare legittimamente il giudaismo a livello mondiale e che stava usando le accuse di anti-semitismo per sminuire qualsiasi critica riguardante azioni ingiustificabili e che sarebbero considerate inaccettabili se perpetrate da qualsiasi altro Stato medio-orientale. Tutto ciò è spiegato in questa lettera scritta con altri intellettuali:

« Una lettera di John Berger, Noam Chomsky, Harold Pinter, José Saramago, Gore Vidal
Il capitolo più recente del conflitto tra Israele e Palestina è iniziato quando effettivi israeliani hanno prelevato con la forza da Gaza due civili, un medico e suo fratello. Di questo incidente non si è parlato da nessuna parte, eccetto sulla stampa turca. Il giorno dopo i palestinesi hanno catturato un soldato israeliano proponendo uno scambio con i prigionieri in mano agli israeliani: ce ne sono circa 10 mila nelle carceri di Israele.

Che questo "rapimento" sia ritenuto un'atrocità, mentre si considera un fatto deplorevole ma che fa parte della vita che le Forze di Difesa Israeliane esercitino l'illegale occupazione militare della Cisgiordania e l'appropriazione sistematica delle sue risorse naturali, in particolare dell'acqua, è tipica della doppia morale usata con ricorrenza dall'Occidente di fronte a quanto sopravvenuto ai palestinesi, negli ultimi settanta anni, nella terra assegnata loro dai trattati internazionali.

Oggi, all'atrocità segue un'altra atrocità: i razzi artigianali si incrociano con i sofisticati missili. Questi ultimi hanno il loro bersaglio dove vivono i poveri ed i diseredati che aspettano l'arrivo di quello che qualche volta si è chiamata giustizia. Entrambe le categorie di proiettili lacerano i corpi in maniera orribile; chi, salvo i comandanti in campo, può dimenticare questo per un momento?

Ogni provocazione ed il suo contraccolpo vengono impugnati e sono motivo di sermoni. Ma gli argomenti che seguono, accuse e solenni promesse, servono solo da distrazione per evitare che il mondo presti attenzione ad uno stratagemma militare, economico e geografico di lungo termine il cui obiettivo politico non è niente di meno che la liquidazione della nazione palestinese.

Questo bisogna dirlo forte e chiaro perché lo stratagemma, solo per metà manifesto, ed a volte occulto, avanza molto rapidamente nei giorni che passano e, secondo la nostra opinione, dobbiamo riconoscerlo quale è, incessantemente ed eternamente, ed opporci ad esso.

Mieussy, Francia

23 luglio 2006 »
 

La polemica sulle vignette anti-islamiche

Nel 2007 José Saramago fu al centro di numerose critiche relative all'atteggiamento tenuto nei confronti delle reazioni verificatesi in alcuni paesi musulmani, dopo la pubblicazione da parte di un quotidiano danese di alcune vignette satiriche antiislamiche.

Saramago si pronunciò in questo modo:

« quello che mi ha davvero spiazzato è l' irresponsabilità dell' autore o degli autori di quei disegni. Alcuni ritengono che la libertà di espressione sia un diritto assoluto. Ma la cruda realtà impone dei limiti »
 

parole che da più parti vennero ritenute quantomeno in disaccordo con l'abituale atteggiamento senza compromessi tenuto dallo scrittore portoghese nei confronti della religione cristiana.[3]




L'iberismo 

Saramago è stato un convinto sostenitore dell'iberismo (cioè la necessità di avere un'unica entità politica nella penisola iberica). A luglio 2007 in una lunga intervista al Diario de Noticias (che ha pure diretto) affermò che tra Spagna e Portogallo vi sarebbe stata una naturale integrazione che avrebbe portato ad una futura unità.

Lo stile narrativo 

Uno dei tratti che più caratterizzano le opere di Saramago è il narrare eventi da prospettive piuttosto insolite e controverse, cercando di mettere in luce il fattore umano dietro l'evento. Sotto molti aspetti, alcune sue opere potrebbero essere definite allegoriche.

Saramago tende a scrivere frasi molto lunghe, usando la punteggiatura in un modo anticonvenzionale. Ad esempio, non usa le virgolette per delimitare i dialoghi, non segna le domande col punto interrogativo; i periodi possono essere lunghi anche più di una pagina e interrotti solo da virgole dove la maggior parte degli scrittori userebbe dei punti.

Molte delle sue opere, come Cecità, Saggio sulla lucidità e Le intermittenze della morte iniziano con un avvenimento inaspettato, surreale o impossibile, che si verifica in un luogo imprecisato. Non ci si deve domandare come sia potuto accadere: è successo, punto e basta. Da questo avvenimento scaturisce poi una storia complessa, occasione per studiare le mille forme del comportamento e del pensiero umano. I protagonisti (spesso senza nomi propri) devono cercare con le loro sole forze di uscire dalla situazione che si è venuta a creare.

È frequente l'uso dell'ironia: ai personaggi non vengono risparmiate critiche per i loro comportamenti, spesso discutibili, ma profondamente umani. Non ci sono eroi, ma semplicemente uomini, con i loro pregi ed i loro difetti. Ed in effetti non manca la pietà e la compassione dello scrittore per essi, piccoli rappresentanti del genere umano.

Il blog 

« “Até quando, ó Berlusconi, abusarás da nossa paciência?” Fino a quando, o Berlusconi, abuserai della nostra pazienza? »
( José Saramago, dal suo libro «O Caderno de Saramago» ISBN 9788535914917)

Saramago aveva aperto un blog dove scriveva costantemente, mantenendo così il contatto diretto con i suoi lettori. Dalle sue pagine aveva anche contestato il premier italiano Silvio Berlusconi per la sua politica [4]. In seguito a tale articolo[senza fonte], la casa editrice Einaudi (Gruppo Mondadori[5]) annunciò che non avrebbe pubblicato la raccolta dei suoi scritti sul blog denominata Il quaderno, la quale invece sarà poi edita in Italia da Bollati Boringhieri[6]. L'opera di Saramago è oggi pubblicata in Italia da Giangiacomo Feltrinelli editore.

Opere

Poesia 

1966 - I poemi possibili (Os poemas possíveis)
1970 - Probabilmente allegria (Provavelmente alegria)
1975 - L'anno mille993 (O Ano de 1993)

Teatro 

1979 - La notte (A Noite)
1980 - Cosa ne farò di questo libro? (Que Farei Com Este Livro?)
1987 - La seconda vita di Francesco d'Assisi (A Segunda Vida de Francisco de Assis)
1993 - In Nomine Dei (In Nomine Dei)
2005 - Don Giovanni, o Il dissoluto assolto (Don Giovanni ou O dissoluto absolvido)

Cronache

1971 - Di questo mondo e degli altri (Deste Mundo e do Outro)
1973 - A Bagagem do Viajante
1974 - As Opiniões que o DL teve
1976 - Os Apontamentos

Romanzi 

1947 - Terra do pecado
1977 - Manuale di pittura e calligrafia (Manual de pintura e caligrafia)
1980 - Una terra chiamata Alentejo (Levantado do chão), Feltrinelli (ISBN 9788807721830)
1982 - Memoriale del convento (Memorial do convento), Feltrinelli (ISBN 9788807722073)
1984 - L'anno della morte di Ricardo Reis[7] (O ano da morte de Ricardo Reis), Feltrinelli (ISBN 9788807721700)
1986 - La zattera di pietra (A jangada de pedra)
1989 - Storia dell'assedio di Lisbona (História do cerco de Lisboa)
1991 - Il Vangelo secondo Gesù Cristo (O Evangelho segundo Jesus Cristo), Feltrinelli (ISBN 9788807721694)
1995 - Cecità (Ensaio sobre a cegueira), Feltrinelli (ISBN 9788807721823)
1997 - Tutti i nomi (Todos os nomes)
2001 - La caverna (A caverna)
2002 - L'uomo duplicato (O homem duplicado), Feltrinelli (ISBN 9788807721717)
2004 - Saggio sulla lucidità (Ensaio sobre a lucidez)
2005 - Le intermittenze della morte (As intermitências da morte)
2006 - Le piccole memorie (As pequenas memórias)
2008 - Il viaggio dell'elefante (A viagem do elefante)
2009 - Caino (Caim), Feltrinelli (ISBN 9788807018060)

Altri

1978 - Oggetto quasi (Objecto quase)
1981 - Viaggio in Portogallo (Viagem a Portugal)
1999 - Il racconto dell'isola sconosciuta
2002 - Scolpire il verso
2002 - Andrea Mantegna. Un'etica, un'estetica
2005 - Esteban Cuscueta
2006 - Pensar, pensar, y pensar
2009 - Il Quaderno - Testi scritti per il blog (settembre 2008-marzo 2009)

Bibliografia 

Giulia Lanciani (a cura di), José Saramago. Il bagaglio dello scrittore, Roma, Bulzoni, 1996. ISBN 88-7119-933-2
Igino Creati e Massimo Pamio (a cura di), Saramago. Un Nobel per il Portogallo. Atti del convegno internazionale. Penne, novembre 1998, Chieti, NoUbs, 1999.
Juan Arias, José Saramago. L'amore possibile, Milano, Frassinelli, 1999. ISBN 88-7684-574-7
Luciana Stegagno Picchio, José Saramago. Istantanee per un ritratto, Firenze-Antella, Passigli, 2000. ISBN 88-368-0597-3
Francesca Borrelli, Biografi del possibile. Incontri con Wilson Harris, José Saramago, Alain Robbe-Grillet, Kurt Vonnegut, Alvaro Mutis, Günter Grass, Derek Walcott, Toni Morrison, Vidiadhar Surajprasad Naipaul, Susan Sontag, Wole Soyinka, Kenzaburo Oe, Agota Kristof, Abraham B. Yehoshua, Don DeLillo, Antonia Susan Byatt, Seamus Heaney, John Banville, Tobias Wolff, Julian Barnes, Paul Auster, Ian McEwan, Javier Marìas, Michael Cunningham, Kazuo Ishiguro, Jonathan Franzen, Torino, Bollati Boringhieri, 2005. ISBN 88-339-1581-6
Venanzio Nocchi, Breve storia del capovolgimento del Mito di Don Giovanni, da Tirso de Molina a José Saramago, Città di Castello, Libreria editrice "La Tifernate", 2005.



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addio josè e grazie di tutto...

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