J. D Salinger

Bibliografie e biografie commentate dei grandi scrittori
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J. D Salinger

Messaggio da leggere da Vita » 05/06/2007, 12:37

Come è possibile che tra i grandi autori manchi Salinger? Ok provo a colmare la lacuna, voglio però sottolineare che Salinger è un autore che ho da poco avvicinato, uno di quelli che pensavo sempre di dover leggere, ma che poi finiva sempre in fondo alla pila di libri "da leggere". Ho da poco letto però il classico "Il Giovane Holden" è l'ho trovato... sorprendente, così tanto che m i sento di dire che Salinger è il precursore diretto del caro zio Buk.
Non ne so un granchè della sua biografia, mi limito quindi ad un copia-incolla da wikipedia, ma vi prego di aggiungere carne al fuoco così da colmare la mia ingiustificabile mancanza.





Jerome David Salinger (Manhattan, 1 gennaio 1919) è uno scrittore statunitense, celebre per Il giovane Holden (The Catcher in the Rye), un classico romanzo di formazione che ha conosciuto una enorme popolarità fin dalla sua pubblicazione nel 1951.

I temi principali nei lavori di Salinger sono la descrizione dei pensieri e delle azioni di giovani disadattati, la capacità di redenzione che i bambini hanno su questi, e il disgusto per la società borghese e convenzionale.

Dal 1953 si è spostato da New York andando a vivere a Cornish, New Hampshire riducendo progressivamente i contatti umani fino a vivere praticamente da recluso.

Salinger è anche conosciuto per la sua natura schiva e riservata; negli ultimi cinquant'anni ha rilasciato pochissime interviste. Nel 1953 ad una studentessa per la pagina scolastica The Daily Eagle di Cornish, nel 1974 a The New York Times. Non ha mai effettuato apparizioni pubbliche, né pubblicato nulla di nuovo dal 1965, anno in cui apparve sul "New Yorker" un ultimo racconto.


[modifica] Vita
J.D. Salinger nacque a Manhattan New York da una famiglia di origine ebraica. Frequentò l'accademia militare in Pennsylvania.

Non essendo riuscito a laurearsi in diverse scuole, frequentò un corso serale di scrittura presso la Columbia University nel 1939. Whit Burnett, insegnante ed editore del periodico Story Magazine, si accorse del talento del giovane autore. Nel numero di Story Magazine del mese di marzo/aprile 1940 pubblicò il racconto di debutto di Salinger, intitolato I giovani amici.

Salinger servì nell'esercito statunitense durante la seconda guerra mondiale, partecipando allo sbarco in Normandia (Utah Beach). Questa esperienza segnò profondamente lo scrittore, e se ne può trovare traccia in alcuni suoi racconti, tra cui Per Esmè: Con amore e squallore. Continuò a pubblicare storie in diverse riviste durante la sua esperienza di guerra.

A partire dal 1948, con la pubblicazione del racconto Un giorno perfetto per i pesci-banana, Salinger pubblicò quasi esclusivamente sulla rivista New Yorker. Nel 1953 pubblicò una raccolta di sette fra i suoi racconti usciti sul New Yorker, insieme ad altri due che erano stati rifiutati, con il semplice titolo di Nove racconti. Più tardi, nel 1961, Salinger pubblicò Franny e Zooey e Alzate l'architrave, carpentieri e Seymour. Introduzione. Da allora Salinger non ha pubblicato più nulla (sebbene siano circolate voci circa un suo nuovo lavoro).

Pubblicò il suo capolavoro, Il giovane Holden, nel 1951 ed ottenne un grande e immediato successo di pubblico, anche se all'inizio le reazioni critiche furono controverse. Anche se mai confermato dall'autore, diversi eventi del romanzo sono autobiografici. Il protagonista dell'opera, narrata in prima persona, è Holden.

La figlia dell'autore, Margaret, ha pubblicato L'acchiappa sogni in cui descrive il rapporto complicato con un padre adorato ed allo stesso tempo odiato.

Il critico e poeta britannico Ian Hamilton ha tentato di scrivere una biografia di Salinger, suscitando l'ira dello scrittore ormai rinchiuso a difesa della propria privacy. La biografia con i tagli imposti e la storia della stessa si trovano nel libro In cerca di Salinger.


Curiosità sul giovane Holden, nell'originale il titolo era "The catcher in the rye" e far riferimento ad una canzone scozzese attribuita a R. Burns, essendo praticamente intraducibile poichèp letteralmente in italiano significherebbe (colui che afferra nella segale) sin dalle prime traduzioni si è deciso di variare il titolo in Il giovane Holden. Di seguito trascrivo la strofa cui Holden (il protagonista) fa riferimento nel romanzo:

«Gin a body meet a body
Coming thro' the rye,
Gin a body kiss a body
Need a body cry?»

Come vedete non c'è riferimento nell'originale alla parola catch, Holden infatti ne cambia l'incipit in

IF A BODY CATCH A BODY COMING THROUGH THE RYE...
"Combattere e vincere porta il meraviglioso
combattere e perdere porta quasi il divino...
tu sarai sempre tra i due senza scelta..."

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carlo
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Re: J. D Salinger

Messaggio da leggere da carlo » 28/01/2010, 20:33

Jerome David Salinger (New York, 1º gennaio 1919 – Cornish, 28 gennaio 2010) è stato uno scrittore statunitense.
Indice [nascondi]
1 Biografia
1.1 La vita
1.2 La seconda guerra mondiale
1.3 Dal The New Yorker ai romanzi
2 Il ritiro dalla vita pubblica
2.1 Gli anni successivi e indiscrezioni sulla sua vita
2.2 La morte
3 Le convinzioni religiose e filosofiche
4 I rapporti con Hollywood e il mondo del cinema
5 Opere
5.1 Pubblicate ed uscite in raccolte e libri
5.2 Pubblicate solo su riviste letterarie
5.3 Non pubblicate
5.3.1 Alla biblioteca di Princeton
6 Note
7 Bibliografia
8 Altri progetti
9 Collegamenti esterni
È divenuto celebre per Il giovane Holden (The Catcher in the Rye), un classico romanzo di formazione che ha conosciuto una enorme popolarità fin dalla sua pubblicazione nel 1951.
I temi principali nei lavori di Salinger sono la descrizione dei pensieri e delle azioni di giovani disadattati, la capacità di redenzione che i bambini hanno su questi, e il disgusto per la società borghese e convenzionale.
Dal 1953 si è spostato da New York andando a vivere a Cornish, New Hampshire riducendo progressivamente i contatti umani fino a vivere praticamente da recluso.
Salinger è conosciuto per la sua natura schiva e riservata; negli ultimi cinquant'anni ha rilasciato pochissime interviste. Nel 1953 ad una studentessa per la pagina scolastica The Daily Eagle di Cornish, nel 1974 a The New York Times. Non ha mai effettuato apparizioni pubbliche, né pubblicato nulla di nuovo dal 1965, anno in cui apparve sul "New Yorker" un ultimo racconto.
Biografia [modifica]

La vita [modifica]
Jerome David Salinger è nato a Manhattan, figlio di Sol Salinger, un ebreo di origini polacche che operava nel commercio di carni, e di Marie Jillich, di origini metà scozzesi e metà irlandesi.[1]. Quando si sposarono, la madre di Salinger cambiò il proprio nome in Miriam e si convertì all'Ebraismo; J. D. non seppe che sua madre era convertita fino al giorno del suo bar mitzvah.[2] Jerome David fu il secondo figlio della coppia, dopo la primogenita Doris, nata nel 1911.[3]
Il giovane Salinger frequentò le scuole pubbliche nell'Upper West Side di Manhattan, completando gli studi di base alla McBurney School, dopodiché fu felice di sottrarsi all'iperprotettività della madre iscrivendosi al Valley Forge Military Academy and College di Wayne in Pennsylvania.[4] Nonostante avesse già in precedenza scritto sul giornalino scolastico della McBurney, è alla Valley Forge che Salinger iniziò a scrivere racconti "la notte, sotto le coperte, con l'aiuto di una pila elettrica."[5]
Si iscrisse poi come matricola alla New York University, ma nella primavera successiva abbandonò i corsi per accettare un lavoro su di una nave da crociera. In autunno si convinse ad apprendere il lavoro del padre nel settore dell'importazione di carne, e fu mandato presso la filiale di Vienna della società, dove perfezionò la conoscenza del francese e del tedesco.
Lasciò l'Austria solo un mese prima che il paese cadesse sotto il controllo di Hitler, il 12 marzo 1938. L'autunno seguente frequentò l' Ursinus College di Collegeville in Pennsylvania, ma lo fece soltanto per un semestre. Nel 1939 frequentò poi il corso serale di scrittura della Columbia University. Il suo insegnante era Whit Burnett, a lungo direttore della rivista Story Magazine. Nel corso del secondo semestre Burnett capì che quel giovane autore aveva talento e, nel numero di marzo/aprile 1940 della rivista, pubblicò il racconto di debutto di Salinger, un breve ritratto di alcuni giovani senza uno scopo nella vita intitolato The Young Folks. Burnett e Salinger da allora rimasero a lungo in contatto epistolare, anche se un insieme di incomprensioni, alcune causate dalla proposta di pubblicare una raccolta di racconti a sua volta intitolata The Young Folks, finì per allontanarli.
La seconda guerra mondiale [modifica]
Nel 1941 Salinger iniziò una relazione sentimentale con Oona O'Neill, figlia di Eugene O'Neill, a cui scriveva ogni giorno lunghissime lettere. La relazione finì quando Oona iniziò a frequentare Charlie Chaplin. Salinger fu sorteggiato per servire sotto le armi nel 1942 e, con il 12° reggimento di fanteria degli Stati Uniti, partecipò ad alcune delle più dure battaglie della seconda guerra mondiale, tra cui lo sbarco ad Utah Beach nel D-Day e la battaglia delle Ardenne. Durante l'avanzata dalla Normandia verso la Germania conobbe Ernest Hemingway, allora corrispondente di guerra da Parigi, e rimase in contatto epistolare con lui. Dopo aver letto gli scritti di Salinger, Hemingway commentò "Gesù ! Ha un talento straordinario!".[1]
Fu assegnato al servizio di controspionaggio, nell'ambito del quale interrogò i prigionieri di guerra, mettendo a frutto la propria conoscenza delle lingue. Fu tra i primi soldati ad entrare in un campo di concentramento liberato dagli alleati. In seguito disse alla figlia "È impossibile non sentire più l'odore dei corpi bruciati, non importa quanto a lungo tu viva."[6] Questa esperienza, forse, lo segnò duramente sotto il profilo emotivo (dopo la sconfitta della Germania fu ricoverato per alcune settimane in ospedale per curare una sindrome da reazione allo stress del combattimento) ed è probabile che si sia servito dei propri ricordi di guerra in molti dei suoi racconti, come For Esmé with Love and Squalor, narrato in prima persona da un soldato rimasto traumatizzato. Sia nel corso della sua esperienza di guerra che quando questa ebbe termine, continuò a pubblicare racconti su riviste di alto profilo come Collier's Weekly e il Saturday Evening Post.
Dopo la fine della guerra, Salinger si offrì per trascorrere un periodo di sei mesi dedicato all'attività di de-nazificazione della Germania, nel corso del quale incontrò una donna tedesca di nome Shula che poi sposò nel 1945. La portò con sé negli Stati Uniti, ma il matrimonio fallì dopo appena otto mesi e Shula tornò in Germania.[7] (Nel 1972, mentre era assieme a sua figlia Margaret, ricevette una lettera da parte di Sylvia. Guardò la busta, la stracciò e la gettò via. Disse che era la prima volta che riceveva sue notizie da quando l'aveva lasciato, ma "quando aveva chiuso con una persona, aveva chiuso per sempre")[8].
Dal The New Yorker ai romanzi [modifica]
Nel 1948 Salinger propose al The New Yorker un breve racconto intitolato "Un giorno perfetto per i pescibanana". Alla redazione della rivista, nota per essere severa nei giudizi, rimasero così impressionati dalla "eccezionale qualità del racconto" che i suoi editor lo accettarono immediatamente per la pubblicazione e fecero firmare allo scrittore un contratto che concedeva loro il diritto di prelazione su tutti i suoi futuri lavori.[9] L'entusiasmo con cui "Bananafish" fu accolto, unito al fatto che a Salinger non piaceva che i racconti fossero modificati dai "furbastri"[10], spinse lo scrittore a pubblicare i suoi lavori quasi esclusivamente sul The New Yorker.[11] "Bananafish" tuttavia non rappresentava in realtà la prima volta che Salinger entrava in contatto con la rivista; nel 1942 avevano accettato di pubblicare un racconto intitolato "Slight Rebellion off Madison", in cui era presente un personaggio semi-autobiografico chiamato Holden Caulfield. Il racconto però non venne poi pubblicato a causa della guerra. "Slight Rebellion" era collegato a varie altre storie che avevano come protagonista la famiglia Caulfield, ma il punto di vista con cui vennero affrontate si spostò poi dal fratello maggiore, Vince, al minore, Holden.
Salinger aveva confidato a varie persone che sentiva che il personaggio di Holden meritava di essere il protagonista di un romanzo. Nel 1951 uscì quindi Il giovane Holden, che riscosse un immediato successo, anche se le prime reazioni della critica non furono unanimi nel giudicarlo positivamente. Nel 1953, in un'intervista rilasciata ad un giornalino scolastico, Salinger ammise che il romanzo era "una specie di autobiografia", spiegando che "la mia adolescenza fu molto simile a quella del ragazzo del libro.... è stato un grande sollievo parlarne alla gente."[12]
Il romanzo è dominato dal personaggio di Holden, complesso e ricco di sfumature, e la trama è in sé piuttosto semplice. Divenne famoso per l'eccezionale abilità di Salinger nel cogliere i più complessi particolari e dettagli, per la cura delle descrizioni, per il tono ironico e per le atmosfere tristi e disperate con cui viene dipinta New York.
Tuttavia, alcuni lettori si scandalizzarono per il fatto che Salinger affrontava la religione in termini critici e dissacratori e parlava di sesso nell'adolescenza in modo aperto e disinvolto: la popolarità del libro iniziò così a vacillare. Diversi critici sostennero che il libro non andava considerato come un'opera letteraria seria, motivando l'opinione con il tono spontaneo ed informale con cui era scritto. Il romanzo fu vietato dalla censura in alcuni paesi ed in alcune scuole statunitensi per il suo uso disinvolto di un linguaggio volgare; la parola goddamn (It. "maledizione !") vi compare 255 volte insieme ad un certo numero di fuck (It "cazzo !"); sono inoltre presenti alcune situazioni piuttosto scabrose, come l'incontro con una prostituta.
Il romanzo è comunque tuttora popolarissimo, specialmente negli Stati Uniti, dove è considerato una perfetta descrizione dell'angoscia adolescenziale. È piuttosto facile trovare Il giovane Holden nella lista delle letture obbligatorie per gli studenti delle scuole superiori.
Nel luglio del 1951 il suo amico ed editor del New Yorker William Maxwell, in un articolo sulla rivista Book of the Month Club News, chiese a Salinger di spiegare quali fossero le sue influenze letterarie. Salinger disse: "Uno scrittore, quando gli viene chiesto di parlare della sua arte, dovrebbe alzarsi in piedi e gridare forte semplicemente i nomi degli autori che ama. Io amo Kafka, Flaubert, Tolstoj, Čechov, Dostoevskij, Proust, O'Casey, Rilke, Garcia Lorca, Keats, Rimbaud, Burns, E. Brontë, Jane Austen, Henry James, Blake, Coleridge. Non farò alcun nome di autori ancora in vita. Penso che non sia giusto."[13]
Nel 1953 Salinger pubblicò una raccolta di sette racconti tratti dal The New Yorker (tra di essi c'è "Bananafish") oltre ad altri due che la rivista aveva rifiutato. La raccolta fu pubblicata con il titolo di Nove racconti. Anche questo libro riscosse molto successo, anche se lo scrittore, già restio a pubblicizzare i suoi lavori, non avrebbe permesso all'editore di ritrarre i suoi personaggi nelle illustrazioni della sovraccoperta perché i lettori non si creassero idee preconcette sull'aspetto che avrebbero dovuto avere.
Il ritiro dalla vita pubblica [modifica]

Dopo aver raggiunto una grande notorietà grazie a Il giovane Holden, Salinger si rinchiuse gradualmente in se stesso. Nel 1953 si trasferì da New York a Cornish, nel New Hampshire. Nel periodo successivo al trasferimento nella cittadina si mostrò relativamente socievole, in particolare con gli studenti della Windsor High School, che frequentemente invitò a casa sua per ascoltare dischi e discutere di problemi scolastici.[14] Una di questi studenti, Shirley Blaney, convinse Salinger a concederle un'intervista per la pagina dedicata alla scuola del The Daily Eagle, il quotidiano locale. Tuttavia, dopo che l'intervista della Blaney apparve in "magnifica evidenza" nella parte del giornale dedicata agli editoriali, Salinger interruppe ogni contatto con gli studenti senza alcuna spiegazione.[14] Si fece inoltre vedere in città con frequenza molto minore, e prese a frequentare un solo amico, il giurista Learned Hand, ma anch'egli in modo piuttosto irregolare.
Nel giugno del 1955, all'età di 36 anni, sposò la studentessa Claire Douglas. In dicembre nacque la loro primogenita Margaret, mentre nel 1960 nacque il secondo figlio, Matt. Salinger insistette perché Claire abbandonasse gli studi, solo quattro mesi prima di laurearsi, e andasse a vivere con lui, cosa che la ragazza fece. Alcuni particolari del racconto Franny , pubblicato nel gennaio 1955, sono ispirati a Claire, tra cui il fatto che Claire possedeva una copia del libro La via di un pellegrino.[15] Sia per l'isolamento della località in cui vivevano che per l'inclinazione personale dello scrittore, finirono per trascorrere lunghi periodi di tempo senza praticamente mai vedere nessuno. Margaret racconta che la madre ammise che vivere con Salinger non era facile, sia per l'isolamento che per il suo carattere dominante; inoltre era gelosa del fatto che la figlia andava sostituendola, finendo per rappresentare l'affetto principale per il marito.[16]
La piccola Margaret era ammalata la maggior parte del tempo, ma Salinger, che seguiva i dettami della Chiesa scientista, rifiutava di portarla da un medico. Anni dopo Claire confessò a Margaret che aveva praticamente superato il limite di rottura, e aveva progettato di ucciderla per poi suicidarsi. Stava per succedere durante un viaggio a New York in compagnia del marito. Claire però fu vinta dall'impulso di prendere la figlia dall'hotel in cui alloggiavano e fuggire via con lei; dopo alcuni mesi, però, Salinger riuscì a convincerla a tornare da lui a Cornish.[17]
Salinger pubblicò Franny e Zooey nel 1961, e Alzate l'architrave, carpentieri e Seymour. Introduzione nel 1963. Quattro lunghi racconti - due per ogni volume - in cui si sviluppava la saga della famiglia Glass, ovvero dei fratelli Seymour (già protagonista del racconto "Un giorno perfetto per i pescibanana"), Buddy, Walter, Franny, Zooey e Boo Boo.
Nonostante il Time magazine nel 1961 avesse scritto che tale saga "è lontana dall'essere completa....Salinger intende scrivere una trilogia sui Glass"[1] da allora fino ai giorni nostri Salinger ha pubblicato soltanto un altro racconto. Il suo ultimo lavoro è stato "Hapworth 16, 1924", un breve romanzo epistolare, scritto sotto la forma di una lunga lettera scritta dal campo estivo dal piccolo Seymour Glass, di sette anni. Proprio in quel periodo, la situazione di isolamento da amici e parenti in cui Salinger costringeva la moglie - Margaret in seguito scrisse che era una "prigioniera virtuale" - [18] spinse Claire a separarsi da lui: era il settembre del 1966. Il divorzio venne ufficializzato nell'ottobre 1967.
Nel 1972, quando aveva 53 anni, ebbe per un anno una relazione con la diciottenne scrittrice Joyce Maynard, che già pubblicava per la rivista Seventeen. Il New York Times aveva chiesto alla Maynard di scrivere un articolo per loro che, quando il 23/4/1972 fu pubblicato con il titolo di "An Eighteen Year Old Looks Back On Life" l'aveva resa la celebrità del momento. Salinger le scrisse una lettera, mettendola in guardia sui rischi che la fama comporta. Dopo che si furono scambiati 25 lettere, l'estate successiva al primo anno trascorso all'Università Yale, la Maynard andò da Salinger.[19]
Quell'autunno la Maynard non tornò a Yale e passò dieci mesi ospite nella casa di Salinger a Cornish; la relazione finì, disse in seguito Salinger alla figlia Margaret, perché la ragazza voleva dei figli e lui invece sentiva di non poter sopportare di nuovo dei bambini reali (al contrario dei bambini immaginari che compaiono nei suoi scritti).[20]
Salinger continuò a scrivere con regolarità, sedendosi a tavolino per qualche ora tutte le mattine; secondo la Maynard entro il 1972 aveva già completato due nuovi romanzi.[21] In una delle rare interviste, concessa al The New York Times nel 1974, lo scrittore spiegò: "Non pubblicare mi dà una meravigliosa tranquillità...Mi piace scrivere. Amo scrivere. Ma scrivo solo per me stesso e per mio piacere."[22]
Si dice che diverse volte, durante gli anni '70 sia stato sul punto di pubblicare uno dei suoi nuovi scritti, ma che abbia cambiato idea all'ultimo momento. Nel 1978 la rivista Newsweek scrisse che Salinger, mentre partecipava ad una festa in onore di un vecchio commilitone, disse che aveva da poco completato un "libro lungo e romantico ambientato durante la seconda guerra mondiale", ma di quest'episodio non si sa nient'altro. Nella sua biografia Margaret Salinger ha descritto l'accurato sistema di archiviazione che suo padre usa per i manoscritti che non pubblica:" Un contrassegno rosso significa, se muoio prima di averlo finito pubblicatelo così com'è, uno blu significa pubblicatelo ma prima sottoponetelo a revisione, e così via."[23]
Gli anni successivi e indiscrezioni sulla sua vita [modifica]
Salinger tentò di sfuggire alla visibilità ed alla pubblica attenzione il più possibile (Ha scritto: "Il desiderio che uno scrittore ha di anonimato-oscurità è la seconda dote più importante che gli sia stata affidata"). Tuttavia dovette continuare a lottare contro le indesiderate attenzioni che riceveva come personaggio entrato nella cultura popolare. Decine di studenti e semplici lettori andarono fino a Cornish solo per riuscire a vederlo di sfuggita. Alcuni scrittori gli inviarono dei loro manoscritti. Negli anni '70 ed '80, lo scrittore Franz Douskey, solitario quanto lui e suo vicino di casa, prese l'abitudine di sviare i turisti mandandoli per una serie di stradine sterrate allontanandoli da casa Salinger ed indirizzandoli nelle cittadine circostanti.
Subito dopo essere venuto a conoscenza del fatto che lo scrittore britannico Ian Hamilton aveva intenzione di pubblicare In Search of J. D. Salinger: A Writing Life (1935-65), una sua biografia che comprendeva alcune lettere che aveva scritto ad altri autori ed amici, Salinger intentò causa per impedire l'uscita del libro. Il libro uscì nel 1988 ma con le lettere, anziché in originale, parafrasate. Il tribunale aveva stabilito che, anche se una persona può possedere fisicamente delle lettere, il linguaggio con cui sono scritte appartiene comunque all'autore. Una conseguenza imprevista della causa fu che molti dettagli della vita privata di Salinger, tra cui il fatto che aveva passato gli ultimi vent'anni scrivendo, parole sue, "Solo un'opera di fantasia... tutto qui"[24], divennero pubblici grazie alla trascrizione degli atti del processo. Finirono per essere ampiamente diffusi anche estratti dalle sue lettere.
Nel corso degli anni '80 Salinger intrattenne una relazione sentimentale con l'attrice televisiva Elaine Joyce.[19] La relazione finì quando incontrò Colleen O'Neill, che sposò verso il 1988. [25] La O'Neill, che è quarant'anni più giovane dello scrittore, una volta ha detto a Margaret che stavano cercando di avere un figlio.[26]
Con una mossa a sorpresa nel 1997 Salinger concesse ad un piccolo editore, la Orchises Press, il permesso di pubblicare Hapworth 16, 1924, il racconto che in precedenza non era mai stato incluso in alcuna raccolta; la pubblicazione era prevista per quello stesso anno, e il libro fu incluso tra l'elenco delle novità di Amazon.com ed altri librai. Tuttavia è stata più volte rinviata, fino al 2002. Alla fine né fu pubblicato né fu più fissata una nuova data.
Nel 1999, venticinque anni dopo la fine della loro relazione, Joyce Maynard mise all'asta alcune lettere che Salinger le aveva scritto. La vendita servì per pubblicizzare un'autobiografia della Maynard stessa, At Home in the World: A Memoir, che uscì in quell'anno. Tra le altre indiscrezioni, il libro racconta come la madre della Maynard l'avesse consigliata su come fare colpo sull'attempato scrittore, e descrive per intero la sua relazione con lui.
Nel dibattito che seguì sia sull'autobiografia che sulle lettere, la Maynard sostenne che era stata costretta a metterle all'asta per problemi economici e che avrebbe preferito donarle alla Beinecke Library. La lettere furono acquistate per $156.500 dallo sviluppatore di software Peter Norton, che annunciò la sua intenzione di restituirle a Salinger.[27]
L'anno seguente, sua figlia Margaret, con l'aiuto della sua seconda moglie Claire, pubblicò Dream Catcher: A Memoir. Nel suo libro di "rivelazioni", la Salinger descrisse il terribile dominio e controllo che il padre esercitava su sua madre e sfatò molti dei miti su Salinger che erano stati diffusi dal libro di Ian Hamilton. La donna scrive: "I pochi uomini che sopravvissero a questo ne riportarono ferite nel corpo e nell'anima", ma dopotutto per lei suo padre era "Uno dei primi soldati ad entrare in un vero campo di concentramento appena liberato". Una delle tesi di Hamilton era che l'esperienza di Salinger e il conseguente disturbo post-traumatico da stress che aveva sofferto, lo avessero lasciato psicologicamente segnato, e che fosse incapace di affrontare l'aspetto traumatico della sua esperienza bellica. La figlia invece fa un ritratto del padre come quello di un uomo enormemente orgoglioso del suo curriculum militare, che aveva mantenuto lo stesso taglio di capelli della leva e conservato la divisa, e che per spostarsi nei suoi campi ed andare in paese usava una vecchia Jeep.
Margaret presentò al pubblico anche altre indiscrezioni sulla "mitologia" salingeriana, tra cui il suo supposto interesse per la macrobiotica e l'adesione a quella che oggi viene definita "medicina alternativa", nonché la passione per le filosofie orientali. Poche settimane dopo la presentazione del libro, il fratello Matt, con una lettera al The New York Observer, screditò il valore dell'autobiografia. Definì lo scritto della sorella "un racconto gotico ispirato ad una nostra immaginaria infanzia" ed affermò "Non ho alcuna autorità per dire se stia alterando i fatti in modo conscio o meno. So solo che sono cresciuto in una casa molto diversa e con due genitori molto diversi da quelli descritti da mia sorella".[28]
Nel giugno 2009 Salinger attraverso i propri avvocati ha chiesto il divieto alla pubblicazione di 60 Years Later: Coming Through the Rye, il cui autore usa lo pseudonimo di J.D. California: si tratta di un volume presentato come il seguito del Giovane Holden, senza aver ottenuto l'autorizzazione da parte dello stesso Salinger, che del proprio capolavoro intende così tutelare il copyright assoluto, compreso il diritto di pubblicare eventuali sequels[29].
La morte [modifica]
J.D. Salinger è morto il 28 gennaio 2010 nel New Hampshire per cause naturali.[30]
Le convinzioni religiose e filosofiche [modifica]

Verso la fine degli anni '40, Salinger fu un entusiasta seguace del Buddhismo Zen, al punto che "Dava delle liste di letture sull'argomento alle ragazze con cui aveva appuntamento"[1] ed incontrò lo studioso buddista D. T. Suzuki. Da allora lo scrittore, come descritto nel libro di Som P.Ranchan An Adventure in Vedanta: J. D. Salinger's the Glass Family, studiò per tutta la vita l'Induismo nella versione Advaita Vedānta. Altre importanti figure furono per lui i contemporanei Sri Ramakrishna ed il suo allievo Vivekananda. Questa scuola di pensiero pone l'attenzione sul celibato e sul distacco dalle responsabiltà umane come la famiglia, come vie da seguire per coloro che cercano l'illuminazione. Margaret sostiene che, forse, se suo padre non avesse letto Autobiography of a Yogi di Paramahansa Yogananda, che espone la possibilità di raggiungere l'illuminazione per coloro che seguono la via del "capofamiglia" (ovviamente una persona sposata con figli), non sarebbe mai venuta al mondo.
J. D. e Claire furono iniziati a questo percorso di Kriya yoga in un piccolo tempio Hindu che si trovava in quartiere non molto agiato di Washington. Vennero loro insegnati un mantra e degli esercizi di respirazione che dovevano praticare per dieci minuti due volte al giorno. Salinger si entusiasmava all'improvviso di volta in volta per credi diversi, credi che insisteva perché anche Claire seguisse. Si accostò a Dianetics (che in seguito prese il nome di Scientology) e, secondo Claire, incontrò anche il fondatore stesso L. Ron Hubbard.[18][31]
A questi si sostituì via via la passione per un gran numero di teorie e convinzioni spiritual/medico/nutrizionali, tra cui la Chiesa Scientista, gli insegnamenti di Edgar Cayce, l'omeopatia, l'agopuntura, la macrobiotica, il digiuno, enormi dosi di vitamina C, il vomito per espellere le impurità, l'abbronzatura per mezzo di specchi solari, l'urinoterapia, la glossolalia (tecnica che apprese dalla Chiesa Carismatica), e le sedute all'interno di un "accumulatore di orgone" per accumulare energia secondo i dettami della psichiatria Reichiana.
I rapporti con Hollywood e il mondo del cinema [modifica]

In una lettera a Whit Burnett del 1942, Salinger scrisse con entusiasmo: "Volevo vendere un po' di roba al cinema, tramite le riviste. Devo cercare di fare un bel colpo, in modo di poter andarmene a lavorare dopo la guerra." Dopo essere però rimasto deluso in quest'aspirazione, secondo Hamilton, quando "le chiacchere provenienti da Hollywood" riguardo al suo racconto del 1943 The Varioni Brothers non si concretizzarono[32], Salinger non esitò quando il produttore indipendente Samuel Goldwyn si offrì di acquistare i diritti cinematografici del racconto Uncle Wiggily in Connecticut. Nonostante lo scrittore avesse venduto i diritti con la speranza, secondo quanto riportato dalla sua agente Dorothy Olding, che "ne avrebbero tratto un buon film" [33], la versione cinematografica del racconto fu stroncata dalla critica al momento dell'uscita nel 1949. Il film, un melodramma intitolato My Foolish Heart ed interpretato da Dana Andrews e Susan Hayward, si discostò talmente dal testo di Salinger che il biografo di Goldwyn A. Scott Berg lo definì un "imbastardimento"[34].
Dopo questi fatti Salinger non concesse più a registi e produttori hollywoodiani il controllo sul suo lavoro, anche se, quando nel 1951 fu pubblicato Il giovane Holden, gli arrivarono numerose offerte per poterne realizzare l'adattamento per il grande schermo (tra queste anche quella di Samuel Goldwyn).[34] A partire dalla sua uscita, il romanzo ha suscitato un grande interesse nel mondo del cinema, e tra coloro che hanno cercato di assicurarsene i diritti ci sono nomi come Billy Wilder[35], Harvey Weinstein e Steven Spielberg[36]. Anche attori di fama come Jack Nicholson e Tobey Maguire hanno fatto offerte allo scrittore per poter interpretare Holden Caulfield[37], e Salinger ha rivelato che "Jerry Lewis tentò per anni di mettere le mani sulla parte di Holden"[38]. Lo scrittore però, si e ripetutamente opposto e, nel 1999, Joyce Maynard concluse che "L'unica persona ad aver potuto interpretare Holden Caulfield è stato J. D. Salinger."[38]
Nel 1995 il regista iraniano Dariush Mehrjui girò Pari. un libero adattamento non autorizzato di Franny e Zooey. Il film ha potuto essere liberamente distribuito e proiettato in Iran, dato che il paese non ha relazioni ufficiali con gli Stati Uniti (tantomeno in ambito di copyright)[39]. Salinger ha dato mandato ai suoi legali di impedire una proiezione del film al Lincoln Center che era stata organizzata nel 1998.[40]
Mehrjui definì la mossa di Salinger "sconcertante", spiegando che vedeva il film come una sorta di scambio culturale"[40]
Nonostante le dispute relative agli adattamenti delle sue opere, Salinger è stato comunque descritto come un grande appassionato di cinema e tra i suoi film preferiti ci sono Gigi, La signora scompare, Il prigioniero di Amsterdam e Il club dei trentanove (Il film preferito di Phoebe ne "Il giovane Holden"), oltre a tutti i film di W.C. Fields, Stanlio e Ollio e dei Fratelli Marx.[41]
Prima dell'avvento del videoregistratore, Salinger aveva già un'ampia collezione di classici degli anni '40 in 16mm. La figlia Margaret si è spinta a dire che la visione del mondo di suo padre "Essenzialmente è un prodotto dei film della sua epoca. Secondo mio padre tutti quelli che parlano spagnolo sono portoricani, lavandaie o quegli zingari sdentati e sogghignanti che si vedono nei film dei Fratelli Marx."[42]
Opere [modifica]

Pubblicate ed uscite in raccolte e libri [modifica]
The Catcher in the rye (1951) - Holden Caulfield
Vita da uomo, traduzione di Jacopo Darca, Roma: Casini, 1952
Il giovane Holden, traduzione di Adriana Motti, Torino: Einaudi, 1961
Nine Stories (1953)
"A Perfect Day for Bananafish" (1948) - La famiglia Glass
"Uncle Wiggily in Connecticut" (1948) - La famiglia Glass
"Just Before the War with the Eskimos" (1948)
"The Laughing Man" (1949)
"Down at the Dinghy (1949) - La famiglia Glass
"For Esmé with Love and Squalor" (1950)
"Pretty Mouth and Green My Eyes" (1951)
"De Daumier-Smith's Blue Period" (1952)
"Teddy" (1953) Theodore McArdle
Nove storie, traduzione di Carlo Fruttero, Torino: Einaudi, 1962
Franny and Zooey (1961)
"Franny" (1955) - La famiglia Glass
"Zooey" (1957) - La famiglia Glass
Franny e Zooey, traduzione di Romano Carlo Cerrone e Ruggero Bianchi, Torino: Einaudi, 1963
Alzate l'architrave, carpentieri e Seymour. Introduzione (1963)
"Raise High the Roof-Beam, Carpenters" (1955) - La famiglia Glass
"Seymour: An Introduction" (1959) - La famiglia Glass
traduzione di Romano Carlo Cerrone, Einaudi, Torino, 1965
The Kit Book for Soldiers, Sailors and Marines (1943)
"The Hang of It" (1941)
Post Stories 1942-45. Ed: Ben Hibbs (1946)
"A Boy in France" (1945)
Best American Short Stories 1949. Ed: Martha Foley (1949)
"A Girl I Knew" (1948)
Stories: The Fiction of the Forties. Ed: Whit Burnett (1949)
"The Long Debut of Lois Taggett" (1942)
The Armchair Esquire. Ed: L. Rust Hills (1959)
"This Sandwich Has no Mayonnaise" (1945) - Vincent (D.B.) Caulfield
Fiction: Form & Experience. Ed: William M. Jones (1969)
"Go see Eddie" (1940)
Wonderful Town: New York Stories from the New Yorker. Ed: David Remnick (2000)
"Slight Rebellion off Madison" (1946) - Holden Caulfield
Pubblicate solo su riviste letterarie [modifica]
The Young Folks (1940)
The Heart of a Broken Story (1941)
Personal Notes of an Infantryman (1942)
The Varioni Brothers (1943)
Both Parties Concerned (1944)
Soft Boiled Sergeant (1944)
Last Day of the Last Furlough (1944) - Holden Caulfield
Once a Week Won't Kill You (1944)
Elaine (1945)
The Stranger (1945)
I'm Crazy (1945) Holden Caulfield
A Young Girl in 1941 with No Waist at All (1947)
The Inverted Forest (1947)
Blue Melody (1948)
Hapworth 16, 1924 (1965) - La famiglia Glass
traduzione Simona Magherini, Milano: Eldonejo, 1997
Vedi The Uncollected Stories of JD Salinger (archiviato dall'url originale)
Non pubblicate [modifica]
Alla biblioteca di Princeton [modifica]
The Ocean Full of Bowling Balls The Ocean Full of Bowling Balls (archiviato dall'url originale) (data sconosciuta) - Holden Caulfield
The Last and Best of the Peter Pans The Last and Best of the Peter Pans (archiviato dall'url originale) (data sconosciuta) - Holden Caulfield
The Magic Foxhole (1945)
Two Lonely Men (1944)
The Children's Echelon (1944)

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Re: J. D Salinger

Messaggio da leggere da carlo » 28/01/2010, 20:35

ho inserito questa biografia più dettagliata, perchè purtroppo j.d. è mancato oggi.

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cignonero
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Re: J. D Salinger

Messaggio da leggere da cignonero » 29/01/2010, 8:12

è un dispiacere grande.
Addio j.d.
se l'invidia è il motore della economia di pace,
lo spreco è il suo carburante. e in guerra papà?

che volevo dire? Ah si, divertitevi! davvero. ma un angolo dello sguardo lasciatelo
a chi soffre, poiché in guerra molti cadono, non tutti muoiono. mentre in tempo di
pace tutti scambiano eppure c'è sempre qualcuno che perde
http://xoomer.alice.it/fabiandirosa/
http://www.youtube.com/fabiandirosa

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