Philip Kindred Dick

Bibliografie e biografie commentate dei grandi scrittori
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Philip Kindred Dick

Messaggio da leggere da carlo » 03/01/2005, 0:00

ricordo tutti i racconti che citi, perch? ho avuto la stupida idea di prendere quest'estate "perky pat" sperando di trovarvi qualche racconto che non conscevo (e invece li avevo gi? tutti, editi da mondadori...) e son daccordo con te sopratutto su piccola citt?, stupendo, e sul racconto che da il titolo alla raccolta, davvero geniale, sopratutto se lo si rilegge in questi anni di Grande fratello in tv.... un racconto in particolare per? non citi, e mi colp? molto: ? "la cosa padre", se non ricordo male il titolo, che in poche pagine riassume un capolavoro del cinema di fantascienza come "invaders", anticipa i temi di quasi tutta la fantascienza anni 70, il raccontino di per se non ? un capolavoro, ma se penso che ? stato scritto nei primi anni 50... :shock: Dick era un vero genio. Ora sto leggendo "In terra ostile", una delle sue fughe dalla fantascienza, ambietato in una america anni 50 estremamente realista, beh, forse per un amante dell'autore ? proprio in questi testi che pi? si rivela la sua grandezza. Felice, kurtz, di vederti daccordo pure su Dick dopo Vonnegut... :D

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Messaggio da leggere da GIAN PAOLO BENINI » 03/01/2005, 20:00

In terra ostile ? micidiale. Propongo : la storia narrata in questo romanzo potrebbe essere semplicemente un'avventura di Joe Chip scaricato su un pianeta (all'interno di una mente?) alieno (aliena) per ritrovare qualcosa per conto della sua agenzia ?
Agli occhi di Dick il mondo doveva sempre apparire come un rimando ad altro. Non si ? mai l? e non si ? mai qualcuno in particolare, si ? sempre un tutto indistinto. A volte qualche parte prende il sopravvento, a costo di lotte immani, per poi soccombere subito dopo. Ci? che rimane fisso ? solo un ronzio di sottofondo che rappresenta la minima energia vitale indispensabile per generare la realt?. Una realt? cos? debole da non essere mai utilizzabile nemmeno come sfondo, ma solo come idea e come tale continuamente cangiante e destinata a tornare nell'oblio.

Ciao a tutti
IAN PAOLO BENINI - FERRARA

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Messaggio da leggere da carlo » 08/01/2005, 4:30

In terra ostile l'ho veramente apprezzato, un ottimo romanzo, di un realismo inquietante, perch? al contempo profondamente "irreale". Un mondo che in fondo ti incastra, e ti fa solo credere di aver scelto tu cosa fare della tua vita. Una prova veramente intensa, per quanto non stilisticamente eccelsa, della genialit? Dickiana anche applicata al quotidiano.
E, come giustamente dice Gianpaolo, la perenne sensazione che dietro ci sia sempre qualcosa altro.

se leggo il post di Benini, quello pure per me ? Joe Chip. Il joe Chip di Ubik catapultato in una realt? che mantiene costante quel velo di maya tanto caro alla fantasia dickiana.

Testo consigliato agli amanti di Dick, o a chi vuole approcciare l'autore, odiando astronavi e fantascienza.

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Messaggio da leggere da DevilMaster » 20/01/2005, 23:41

Sto leggendo "Se vi pare che questo mondo sia brutto" e... quell'uomo stava veramente male! :lol: Per quello che ne sapevo io, tanto sano di mente non deve essere mai stato, ma dalla primavera del 1974 gli ? partita completamente la brocca. Dick parla dei suoi libri come di "verit?" e non finzione. Ma non lo dice scherzando... ci crede veramente! Le sue teorie sono assolutamente affascinanti, anche se, a volte, molto incoerenti fra loro. Leggendole sono rimasto assolutamente interessato e la mia fantasia (anch'essa non troppo sana :wink: ) le ha "riprogrammate" a modo suo, ma... sono teorie affascinanti, non la realt?. A forza di Penthotal il buon dick c'? "rimasto sotto" (dalle mie parti si diceva cos?). Certo, in fondo, meglio cos?. Se teniamo conto dalla perdit? totale di razionalit? e buon senso, l'autore ha tratto direttamente la saga di valis (che io non ho ancora letto, ma che mi si dice non sia niente male). :)

Comunque non si tratta di discutere il senso di realt?. Penso che tutti siano liberi di interpretare la realt?, gli avvenimenti e il loro aspetto, come meglio preferiscono. Io stesso ho avuto spesso la sensazione che le cose non siano come in effetti ci sembrano. Il sospetto... ci pu? anche stare. Il "sospetto", appunto, non la certezza. Quel senso di un qualcosa che si muove silente e invisibile intorno a noi... penso che capiti a moltissime persone. Forse addirittura a tutti, almeno una volta nella vita. Dick, invece, negli articoli di cui ? composto questo libro, si pone quasi come un "profeta" (ce lo suggerisce lui stesso nel pezzo che da il titolo al libro). Un profeta che ci svela la verit?. Ci dice che lui stesso non ne era a conoscenza, ma ora (1974 l'anno del cambiamento, 1977 quello in cui ce lo svela) lo sa: tutti i suoi romanzi sono "realt?" e non finzione narrativa. Una realt? che lui ha vissuto prima di passare nella "nostra" realt?. Il mondo terribile da cui proviene (chiamato da lui binario A), fa sembrare il nostro (binario B), quasi un paradiso, per cui guardate bene dal lamentarvi perch? "Se vi pare che questo mondo sia brutto, dovreste vederne qualche altro". Ma... no, un paradiso... no. Forse prima poteva sembrare tale, ma il nostro autore/eroe ha avuto la fortuna di passare ben 6 ore (forse la durata della dose di penthotal? :roll: ) nel binario C, quello che potremmo tranquillamente definire (sintetizzando il pensiero di Dick), il paradiso terrestre. L'Eden che, piano piano, si sovrapporr? alla nostra realt? e, un bel giorno, ci sveglieremo come se fossimo sempre stati l?. Come se non ci fosse mai stato altro. Nessun ricordo di quella che ora ? la nostra realt? e che, conoscendo il binario C, si sveler? come la terra di mezzo. Un mondo che potrebbe essere meglio, ma anche peggio. Ci viene svelato, anche, che la nostra religione non ci prepara nel modo giusto ad affrontare la visione di un luogo che ha molto poco di cristiano, ma molto di greco. Le rivelazioni di Dick in questo breve scritto sono innumerevoli, ma, come lui stesso ci dice, non possono essere dimostrate. Sar?... io so solo che non riesco a non sentirmi di fronte a un sedicente Morpheus(matrix) che mi dice che la realt? ? molto diversa da come la vediamo. Ci svela cosa ? Matrix. Gi?, Morpheus, per? con una differenza: Morpheus chiede a Neo di scegliere. Pasticca rossa o pasticca blu? Con una, seppur brutta, potrai vedere la realt?; con l'altra dimenticherai tutto e la vita scorrer? come se tu non avessi saputo mai niente. Dick, invece, questa scelta non ce la concede e ci chiede di credere anche se la realt? ci sembrer? sempre uguale. Morpheus ci mostra cos'? Matrix, Dick vorrebbe mostrarci Valis o il Riprogrammatore (che poi sono la stessa cosa), ma non pu? fare altro che raccontarceli nei suoi romanzi.

Ora, questo commento non ? per prendere in giro Dick, anzi, ma ? solo una presa di coscenza, da parte di un suo lettore, di quanto siano autobiagrafici tutti i suoi romanzi. L'autobiografia di un pazzo, per?, quindi senza nessun valore storico. Ho preso in esame solo "Se vi pare che questo mondo sia brutto, dovreste vederne altri", perch? ? quello, fra quelli che ho letto, in cui Dick si lascia pi? andare, perch? l'ho trovato appassionante e, in un certo senso, sconvolgente e perch? se commentassi anche "L'androide e l'umano" e "Uomo, androide e macchina" dovrei rimanere a scrivere questo msg per tutta la notte. ;) Infatti anche i primi due articoli sono molto interessanti e, seppur molto pi? soft, i temi sono comunque collegati con quello del terzo. Si sofferma, come si intuisce dal titolo, pi? sulla "sua" idea di "androide" e di "macchina" che sulla visione generale della realt?, che resta per? sempre fra i suoi argomenti. E' interessante notare l'evoluzione del pensiero dell'autore leggendo i suoi articoli scritti in periodi differenti della sua vita e sono curioso di leggere il prossimo "Come costruire un universo che non cada a pezzi dopo due giorni", proprio perch?, mentre leggevo, mi divertivo a "far cadere in pezzi" tutte le teorie di Dick. ;)
Non ho mai consigliato un libro mentre lo stavo ancora leggendo, ma in questo caso, e vista la tipologia di libro, mi sento di consigliarlo assolutamente a tutti i lettori di Dick e di sf in generale.
Da oggi ho due certezze in pi?:
- Dick aveva il cervello fottuto
- Legger?, e rilegger?, tutto quello che mi capiter? di questo autore in modo diverso, sicuramente con pi? attenzione, e con una consapevolezza diversa.
Ultima modifica di DevilMaster il 20/01/2005, 23:46, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da leggere da DevilMaster » 20/01/2005, 23:41

E tenete conto che ho tralasciato un casino di cose (Carlo lo sa). ;)
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Messaggio da leggere da carlo » 21/01/2005, 4:06

aspetta devil, prima di definirti consapevole leggi pure vita breve e felice di uno scrittore di fantascienza...
Dick era matto? s?, probabile, ma uno dei matti pi? affascinanti che abbia mai letto in vita mia. Quel che dici tu ? vero, ma l'impronta pesante delle sue due ossessioni (la vera esistenza di palmer eldrich e della sua maschera di ferro, e Valis, con il suo raggio informatore) ? forte e, per me, inquietante, solo nella trilogia di Valis, che io consiglio solo dopo aver letto quasi tutta la produzione precedente, che in effetti anticipa il momento scatenante della follia. Seguendolo con attenzione, si rischia di intravvedere il raggio. Se ti costrusci attorno dei mondi come quelli, ? difficile uscirne. Nei romanzi pi? diversi di P.K. vi si coglie sempre quella coerenza di fondo, quell'insicurezza cos? personale, che spesso lascia decisamente scotatti.

Ti sconsiglio per? di leggerlo cosniderandolo "un pazzo", faresti un grave errore, come considerare pazzo nietzsche... pazzi, si, ma non del tutto, e certamente non solo.

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Messaggio da leggere da DevilMaster » 21/01/2005, 4:19

Lo sapevo che avresti reagito "male" (le virgolette hanno la loro importanza). Seppur il mio commento poteva risultare denigratorio, era proprio il contrario. Qui parliamo di romanzi e... penso di aver fatto un complimento allo scrittore. All'uomo... forse no, ma allo scrittore penso di s?. La consapevolezza, ovviamente, ? limitata e non mancher? di seguire i suoi consigli. Per quanto riguarda il "non solo": forse. Noto una coerenza in tanti "folli", per esempio h.p. lovecraft, che in Dick non c'?. Questo mi fa usare con tanta leggerezza il termine follia. Per quanto riguarda quello che legger? e rilegger? di Dick: non si preoccupi, non legger? come se stessi leggendo pinocchio. ;)
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Messaggio da leggere da carlo » 21/01/2005, 13:57

ma ne son certo, e son anche certo che pi? lo legger? pi? lo apprezzer?, il mio intervento era pi? che altro per i posteri.... :mrgreen:

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Messaggio da leggere da DevilMaster » 27/01/2005, 3:07

[quote=""carlo""]un racconto in particolare per? non citi, e mi colp? molto: ? "la cosa padre", se non ricordo male il titolo, che in poche pagine riassume un capolavoro del cinema di fantascienza come "invaders", anticipa i temi di quasi tutta la fantascienza anni 70, il raccontino di per se non ? un capolavoro, ma se penso che ? stato scritto nei primi anni 50... :shock: Dick era un vero genio. Ora sto leggendo "In terra ostile", una delle sue fughe dalla fantascienza, ambietato in una america anni 50 estremamente realista, beh, forse per un amante dell'autore ? proprio in questi testi che pi? si rivela la sua grandezza. Felice, kurtz, di vederti daccordo pure su Dick dopo Vonnegut... :D[/quote]

Non ricordi male, il titolo ? proprio "La Cosa-Padre". Ho iniziato a leggere la raccolta di racconti "I giorni di Perky Pat e altre storie" questa sera e sono sostanzialmente daccordo con Carlo: "La Cosa-Padre" ha una idea dietro che anticipa i tempi, ma, non solo, riesce anche a "creare una certa atmosfera" che in Dick non avevo ancora provato. Niente da dire, pi? lo leggo pi? devo ammettere che Phillip aveva fantasia (psicosi?) da vendere (forse entrambe le cose mischiate). Peccato che all'idea, spesso ottima, raramente ? unita l'arte del saper descrivere (scrivere). In compenso, Dick, ha un dono che non si pu? insegnare: l'arte del saper fare intuire; o perlomeno, immaginare. Sono convinto che se confrontassi le idee, le immagini e le sensazioni che Dick mi ha fatto provare nella maggior parte delle volte che l'ho letto con quelle di qualche altra persona che ha letto le stesse cose... difficilmente le impressioni sarebbero simili.
Diciamo che l'autore lascia molto spazio alla fantasia del lettore e che il modo in cui lo fa mi piace molto.
Appena finisco sta raccolta (penso al massimo domani), mi sa che uscir? per andarmi a comprare "Le tre stimmate di Palmer Eldritch" che, al momento, ? forse il romanzo (in assoluto) che mi incuriosisce di pi?.
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Messaggio da leggere da carlo » 27/01/2005, 3:24

se ti posso dire, leggitene qualcun altro prima di quello, i temi della droga (il chew z) e della religione presenti in quel libro sono veramente profondi, e psichedelicamente inquietanti....
Oddio, ora che ci penso tu puoi anche leggerlo... :mrgreen:
Un ottimo libro! non ho una lira, ma appena ripasso in libreria, di certo continuo con lui, per ora ne ho letti 21 suoi, e non mi sentirei di sconsigliarne neache uno, se non, come gia detto, di "rimandare" la trilogia di valis alla fine, cos? come son stati scritti.... rispettare la cronologia in un autore ? sempre importante, in Dick lo ? di pi?, e in modo particolarmente "sottile".... :D
Devil, son veramente contento che lo apprezzi. Quando sento che piacciono Dick o Vonnegut, ? come se lo prendessi per un complimento a me! :mrgreen:

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Messaggio da leggere da carlo » 27/01/2005, 3:29

ho trovato dei link molto interessanti sull'autore:

http://www.intercom.publinet.it/dick.htm ricco di ottimi articoli, in italiano


http://www.philipkdickfans.com/ il sito dei fan


http://www.philipkdick.com/ il sito ufficiale

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Messaggio da leggere da DevilMaster » 14/03/2005, 4:05

Ho appena finito di leggere le tre stimmate di Palmer Eldritch e... devo ammettere di essere colpito. Premettendo che da un punto di vista puramente "godibile" continuo a preferire Ubik, devo riconoscere che questo romanzo ? di una complessit? nemmeno lontanamente paragonabile a... forse a niente. ;)
Ubik mi ha stupito, visti i romanzi e i racconti che avevo letto di Dick, per la sua leggibilit?, per la sua chiarezza, per la sua "scrittura piacevolmente lineare ( se "lineare" si pu? usare come aggettivo per uno scritto del Dick) e "stranamente" non confusionaria. Per?, Ubik, non mi ha dato la sensazione che ho provato arrivando alla fine delle tre stimmate. IO DEVO ASSOLUTAMENTE RILEGGERLO!!!Questo ? il pensiero che mi ha attraversato, con una forza assoluta, una volta che ho finito di leggere Palmer Eldritch. A differenza di altre volte, lo stato confusionale in cui mi immagino l'autore durante la stesura del romanzo ? solo apparente. In realt?: tutto si incastra perfettamente, ma come in puzzle... bisogna mettere insieme i pezzi; e non ? per niente facile. Non ricordo di aver letto altri romanzi di tale complessit?. Tutto ? mischiato, tutto ? il contrario di tutto. Il bene ? il male, il male ? il bene... ed entrambi sono anche una via di mezzo. Leo, Barney, Anne, Roni, Eldritch... tutti sono tutto e tutti. Pazzesco! Veramente pazzesco. Conoscendo la storia dell'autore, tutto appare ancora pi? incredibile. La religione, le fobie, il sesso, l'amore, la ricerca dell'avuto ormai perdutomaforsenoeinveces?manonsisa... tutto e niente sono presenti in una quantit? indefinibile ma equivalente. Incredibile!
Mi viene da definire questo romanzo in un solo modo: assolutamente "concentrico". L'inizio ? in realt? la fine, ma forse l'inizio... dio... come si fa a definire l'assoluta perfezione della confusione? Una confusione cos? perfetta da essere assolutamente lineare nella sua irregolarit??
Mi viene da pensare che Dick, con questo romanzo, volesse "dipingere" il momento in cui ha visto e compreso, o creduto di, cosa ? Dio.
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Messaggio da leggere da carlo » 14/03/2005, 4:14

no. Quello ? Valis. Il suo contatto con il raggio. e li si, che puoi dire che ? complesso...
Le tre stimmate ? stupendo, uno dei suoi testi pi? inquietanti!

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Messaggio da leggere da DevilMaster » 14/03/2005, 4:22

La saga di Valis, come scritto in un messaggio precedente, non l'ho ancora letto (ma lo far?). Non metto in dubbio che possa essere ancora pi? "estraneo", ma per ora mi baso su quello che ho letto. Potrebbe anche essere, se non sapessi che non ? cos?, che sia solo un primo tentativo di svelarci "l'arcano". Per?, pensandoci bene, ? lo stesso Dick a dirci che quello che ha scritto prima del 1974 era lui stesso a ignorarne il vero significato. Era inconsapevole di scrivere "la realt?", per cui non condivido il tuo "NO" categorico. Valis ? stato scritto dopo la sua presa di "coscenza", Le tre stimmate prima... ma il fulcro suppongo sia lo stesso,
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Messaggio da leggere da carlo » 14/03/2005, 14:37

s?, questo ? vero, ? il modo di scrivere, che viene stravolto dall'esperienza...

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Messaggio da leggere da DevilMaster » 14/03/2005, 19:54

Chi vuole pu? leggere la recensione de Le Tre Stimmate di Palmer Eldritch a questo indirizzo:

http://www.devilhouse.org/indez/mod-pag ... d-16.phtml
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Messaggio da leggere da carlo » 14/03/2005, 19:57

ho una voglia di Chew-Z...
Bravo devil, interessantissima!

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Messaggio da leggere da DevilMaster » 14/03/2005, 19:59

Ammazza, gi? l'hai letta? :shock:

Grazie, comunque. :)
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Messaggio da leggere da carlo » 14/03/2005, 20:01

certo, appena hai postato ho visto! ? scritta bene davvero, bravo!

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Messaggio da leggere da kurtz » 14/03/2005, 20:03

io stasera attacco a leggere UBIK :idea:

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Messaggio da leggere da carlo » 14/03/2005, 22:07

Glen Runciter...

dio come ti invidio! sto facendo di tutto per perder la memoria, cos? da poter rileggere questi libri per la prima volta! :mrgreen:

vedrai, ti aprir? un mondo...

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Messaggio da leggere da DevilMaster » 14/03/2005, 22:50

Grrrr... m'avete gi? fatto scomparire il link alla recensione. :evil: :wink:
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Messaggio da leggere da carlo » 14/03/2005, 23:10

Le Tre Stimmate di Palmer Eldritch

http://www.devilhouse.org/indez/mod-pag ... d-16.phtml

ma dici questo? :roll:

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Messaggio da leggere da DevilMaster » 14/03/2005, 23:22

Ehehehe, s? dicevo quello. :P

Mica tutti vanno a controllare le pagine precedenti.
Fammela fa' un po' di pubblicit? regresso, no? :wink: :roll:
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Messaggio da leggere da DevilMaster » 27/03/2005, 8:21

Sempre perch? a Max ci tengo ed ? importante che non gli distrugga le sue certezze, ho passato la notte a fare ricerche su internet per scrivere una biografia su Philip Kindred Dick come si deve. Chiedo scusa se troverete qualche errore e se ancora non ? completamente finita, ma sono pur sempre le 9 e 14 del mattino e sono abbastanza stanco (s?, ok... sarebbero le 8 e 15... ma sempre tardi ?) per cui, per ora, direi che va bene cos?. Quando mi sveglio (tardiiii... moooolto tardi :) ), vedo di ricontrollarla e di aggiungere quel che mi sono dimenticato. La trovate, come al solito, sulla DH a questo indirizzo:

http://www.devilhouse.org/indez/mod-pag ... id-6.phtml

Penso che gi? cos?, come articolo singolo, sia la biografia pi? completa su Dick presente in italiano sulla rete, ma se cos? non fosse lo sar? sicuramente quando sar? finita. :)
Ovviamente ci tengo che Carlo la legga tutta e me la commenti. ;)

Buona pasqua a tutti!
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Messaggio da leggere da carlo » 27/03/2005, 12:03

ora sto nauseato per una cena di ieri, assonnato che ho fatto gli orari tuoi, e annoiato che devo andare a pranzo da parenti...
Meglio se leggo stasera! a una prima occhiata comunque sembra davvero ben fatta, bravo.

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Messaggio da leggere da DevilMaster » 27/03/2005, 18:44

Beh, quando vuoi Carle', tanto mica la tolgo. :)
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Messaggio da leggere da kurtz » 16/04/2005, 19:08

un interessante link che, seppur esprimendo giudizi critici secondo me opinabili, analizza intelligentemente il rapporto tra Dick e il cinema contemporaneo...

http://www.tempimoderni.com/2002/ottobr ... y/dick.htm

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carlo
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Messaggio da leggere da carlo » 16/04/2005, 19:22

interessante ma opinabile su molto punti, hai ragione

kurtz
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R: Philip Kindred Dick

Messaggio da leggere da kurtz » 25/04/2005, 15:25

occhio nel cielo !
mai letto niente di pi? paranoico, acuto e inquietante in vita mia... nonostante il finale presumibilmente "happy".
per certi versi anticipa molto i suoi temi preferiti, celebrati magnificamente in quelli che a oggi sono i suoi libri che amo di pi?: labirinto di morte e ubik

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Messaggio da leggere da carlo » 25/04/2005, 18:46

Perch?, per te il finale di quel libro ? poi cos? certo?

per essere un libro del '57, quindi ancora appartenente alla prima "fase" della narrativa Dickiana, ? uno dei romanzi che meglio danno l'idea di quel che secondo me intendeva dirci con i suoi ultimi libri, per intenderci quelli successivi, e quelli che immediatamente precedono la sua "esperienza mistica" del '74.

Sicuramente un'ottimo romanzo, secondo me per?, continuando ad affrontare questo geniale autore, ne leggerai di migliori... :D

Io purtroppo mi sono bloccato a 21, causa ristrettezze economiche :(

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Messaggio da leggere da kurtz » 13/07/2005, 21:59

la seconda parte della seguente notizia ? a dir poco inquietante (visti i protagonisti del progetto)

http://www.delcinema.it/hdoc/news.asp?i ... position=1

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Messaggio da leggere da dixit » 01/09/2005, 17:14

Dick e` semplicemente un genio, uno scrittore a parte nel campo della fantascienza. Mi sono sempre chiesto il perche` delle sue stranezze letterarie, anche al di la` della particolarita` delle storie. Le storie sono "diverse", sono ambientate e descritte con una tale naturalezza da chiedersi come abbia fatto Dick a pensare contesti cosi` anomali, "alieni".

Dick scriveva le sue storie senza badare anche a regole fondamentali: ad esempio commetteva l'errore di introdurre personaggi importanti lungo il racconto e poi li abbandonava senza piu` utilizzarli per terminare la storia. Quando leggi un romanzo di Dick ti chiedi: ma che fine ha fatto quel personaggio? Che strano finale! Il fatto e` che non e` finito affatto e non parlo solo di "La svastica sul sole". E` come se Dick ci dicesse: "Non hai capito come va a finire? Be' e` normale, non pretenderai mica di capire a fondo una storia in un luogo ed un tempo quali quelli che ho ideato io, vero???" :)

I personaggi sono spesso strani: perche' si comportano in modo assurdo? Certi personaggi sembrano avere persino delle reazioni "apatiche" agli eventi che lo circondano. Se notate bene accade ad esempio al cacciatore di taglie in "Gli androidi sognano pecore elettriche?". Sembra che alcuni personaggi non abbiano un vero sprint, come se si lasciassero semplicemente vivere: sono irreversibilmente immersi nel loro mondo assurdo, ne fanno parte come oggetti inanimati!

Tutto questo unito assieme mi fa pensare che Dick non si stesse affatto sbagliando, ma che fosse tutto in qualche modo un pretesto per lasciare di stucco il lettore e fargli porre delle domande. In un certo qual modo Dick aveva capito una cosa che molti autori della fantascienza dimenticano: un essere umano del nostro tempo, appartenente alla nostra storia, quella vera, non puo` comprendere al 100% gli avvenimenti di un'epoca futura o contemporanea, con componenti storiche alternative. Ci deve essere del mistero, un mistero nascosto dietro a dell'illogicita`, un po' come un individuo del medioevo si ritrovasse all'improvviso nel tempo presente e non trovasse nulla di logico in cio` che vede.

Questo mi ricorda molto da vicino alcuni racconti "cyberpunk" ambientati in un lontano futuro, dove il lettore non e` chiamato a capire cio` che accade, ma solo a sorprendersi delle stranezze che vede... e a capire che lui, uomo del passato, non puo` capire! :D

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Messaggio da leggere da carlo » 01/09/2005, 23:41

interessante! Condivido pi? o meno tutto, ma non son convinto che l'effetto "mistero" fosse sempre cos? voluto, secondo me, specialmente nell'ultima fase, Dick era convinto di averle chiare, le idee....


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Messaggio da leggere da Massimo Baglione » 20/09/2005, 19:45

Bel sito!

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Messaggio da leggere da carlo » 23/11/2005, 18:52

finalmente riprendo la mia collezione Dick... ho preso "follia per sette clan"... credo sia il mio 24esimo.... :D

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Messaggio da leggere da dixit » 24/11/2005, 10:25

Bah! Non ti raggiungero` mai... :cry:

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Messaggio da leggere da carlo » 06/12/2005, 14:04

ce la farai, ce la farai.... :D

ho finito follia per sette clan, beh, mi sembra davvero un ottimo libro! ottima la caratterizzazione dei personaggi, come sempre trama davvero intrigante, finale geniale, che confonde e lascia porta aperte, come classico in Dick.
Ambientato su una luna alfana abitata da degli psciopatici, che si sono divisi in 7 clan, in 7 diverse citt?, a seconda della propria malattia.... fa molto riflettere sulla psicoanalisi e sulla societ? moderna, ed ? un testo di piacevole e rapida lettura. Tra i pi? delicatamente ironici di questo autore che riscopro sempre pi? geniale.
Vivamente consigliato!

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Messaggio da leggere da DevilMaster » 06/12/2005, 14:32

Caso vuole che in questi giorni mi stia drogando pesantemente di Philip Kindred Dick. Negli ultimi 4 giorni mi sono letto Occhio nel cielo, Labirinto di Morte e ora sto finendo I giocatori di Titano.
Il primo ? ottimo (occhio nel cielo), ma come a volte accade nei libri di Dick, alla fine si ha l'impressione che l'autore si sia stancato e che abbia concluso la storia di botto, immediatamente. In realt? si ha l'impressione che il libro avesse bisogno di essere proseguito per almeno altre 200 pagine, ma tant'?. Labirinto di morte invece ? un libro completo, con una storia con un senso, progettato come si deve e con un finale a sorpresa che lascia piacevolmente stupiti (se teniamo conto di quando ? stato scritto ci si rende conto di quanto Dick fosse avanti rispetto agli altri autori di fantascienza del tempo e di quanto possa sembrare un libro degli anni 90 e non 60). I giocatori di Titano mi sta piacendo parecchio, ma sono ancora a met?, per cui non mi permetto di dare un giudizio. Comunque, tutti e tre i libri, sono collegati fra di loro (come molti altri di Dick) e prendono in esame un futuro che, per un motivo o per un altro, non ci riserva niente di buono. Inoltre la realt? e come viene percepita, tema dominante in tutta o quasi la letteratura del vecchio Philip, ? forse il centro su cui si sviluppano tutti e tre i romanzi (anche se per ora ne I giocatori di Titano questo argomento ? meno palese).
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