Hermann Hesse

Bibliografie e biografie commentate dei grandi scrittori
Michela
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Hermann Hesse

Messaggio da leggere da Michela » 02/02/2006, 12:21

Ciao a tutti!
Inserisco qui un articoletto (solo la biografia, omettendo le poesie scelte) che ho scritto per il portale dell'arte Whipart.


Hermann Hesse
nacque il 2 luglio 1877 a Calw in una famiglia di rigorosi missionari pietisti. Trascorse l'infanzia tra la citt? natale e Basilea, manifestando sin da allora un temperamento irrequieto, ma anche un'intelligenza vivace. Frequent? il ginnasio a Calw e poi la scuola umanistica a G?ppingen; sostenuto l'esame di stato intraprese un corso di studi teologici presso il seminario di Maulbronn per diventare pastore o professore, ma fugg? appena sette mesi dopo, nel marzo del 1892.

Fu una fuga da una situazione di crisi che il giovane Hesse non riusciva a risolvere: aveva capito di voler essere "un poeta e nient'altro", ma sia i genitori che gli insegnanti non vedevano di buon occhio questa propensione alla poesia, n?, d'altra parte, esisteva un corso di studi o un percorso professionale da seguire per raggiungere quell'obiettivo.

A seguito di questa vicenda fu portato dai genitori dal pastore Cristoph Blumhardt, ma, avendo minacciato di suicidarsi, fu rinchiuso nella clinica neurologica di Stetten per tre mesi. Tornato a casa e iscrittosi di nuovo a scuola, decise di non portare a termine il ciclo di studi. Lavor? cos? come aiutante del padre nella casa editrice delle Missioni, poi in una fabbrica di orologi da campanile; infine trov? un impiego pi? confacente alle sue inclinazioni in una libreria di T?bingen.

Nel 1898 furono pubblicate le sue prime due opere: Canti romantici e Un'ora dopo Mezzanotte; nel 1903 Hermann Lauscher. Ma fu nel 1904 che raggiunse il successo letterario, con la pubblicazione del romanzo Peter Camenzind. All'et? di ventisette anni, scrittore affermato, spos? Maria Bernoulli, fotografa, appassionata di musica e alpinismo, e con lei si trasfer? dapprima a Gaienhofen e poi a Berna. In quegli anni furono pubblicati due saggi biografici, il romanzo Sotto la ruota e alcune raccolte di racconti e poesie.

E' del 1911 il viaggio in Oriente, insieme a un amico pittore, che lo port? ad assaporare quella spiritualit? orientale che aveva gi? conosciuto sia attraverso i suoi genitori missionari sia attraverso il nonno, noto studioso dell'India. E' la materia del suo romanzo pi? celebre, Siddharta.

Durante la Prima Guerra Mondiale prest? assistenza ai profughi, e al dolore per il conflitto si aggiunsero alcuni problemi familiari che lo indussero a sottoporsi a sedute psicoanalitiche.
Di questi anni sono Knulp, alcune nuove poesie e Demian, pubblicato con uno pseudonimo.


Dopo il trasferimento a Montagnola inizi? a dedicarsi alla pittura, considerandosi sempre un dilettante, ma creando in realt? magnifici acquerelli.

Nel 1922 pubblica Siddharta.
Dopo aver ottenuto il divorzio dalla prima moglie, spos? nel 1924 Ruth Wenger, una giovane e bella cantante lirica, ma il matrimonio si rivel? presto un fallimento e si concluse con un nuovo divorzio.
Di questo periodo e degli anni immediatamente successivi sono La cura, Il lupo della steppa e Narciso e Boccadoro.

Hesse spos? in terze nozze Ninon Ausl?nder, donna intelligente, appassionata di arte e di storia antica, con la quale rest? fino alla morte.

Negli anni trenta pubblic? Pellegrinaggio in Oriente e Ore in giardino, ma poi il regime nazista caus? grosse difficolt? alla sua attivit? letteraria; il romanzo Il giuoco delle perle di vetro, iniziato nel 1932, vide la luce solo nel 1943.

Tre anni pi? tardi, nel 1946, ricevette il Premio Goethe, e quindi il Premio Nobel per la Letteratura. Il 2 agosto del 1962 mor? nella sua casa di Montagnola.


Michela :D

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Messaggio da leggere da carlo » 02/02/2006, 14:39

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Non ci credo che non c'era Hesse tra i grandi autori :oops: :oops:

Grazie Michela!

Michela
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Messaggio da leggere da Michela » 03/02/2006, 8:45

Per me ? sempre un grande piacere poter parlare di H. H. :D

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bravecharlie
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Messaggio da leggere da bravecharlie » 03/02/2006, 11:55

Ho un suo libro di aforismi...arguto

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Messaggio da leggere da DevilMaster » 04/02/2006, 4:49

[quote=""Carlo""]
Non ci credo che non c'era Hesse tra i grandi autori

Grazie Michela!
[/quote]

Evidentemente... non siamo patiti di Hesse.
Penso di non aver mai letto niente di Hesse.
Mi sarebbe potuto venire in mente, come altri di cui non ho mai letto niente ma ho pubblicato la bibliografia solo per il "nome", ma non mi ?, evidentemente, venuto in mente... come a te. Alla fine... non penso che sia una cosa cos? grave. ;)

P.s. x Michela
In bocca al lupo per il libro.
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Messaggio da leggere da carlo » 04/02/2006, 5:47

appunto, il dramma ? che io l'ho letto e mi piaceva pure :( siddartha tra l'altro ? un libro che credevo avessero letto piu o meno tutit, come il piccolo principe, o i promessi sposi :)

comunque, per maggiori info su Hesse:

http://www.viaggio-in-germania.de/hesse-links.html

ottima pagina di link

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Messaggio da leggere da DevilMaster » 05/02/2006, 1:14

Non ho mai letto interamente i promessi sposi. Diffido sempre di una persona che lo abbia letto interamente, ancor di pi? se nel privato e non per motivi scolastici. ;)
Siddartha non l'ho mai letto e non ho mai visto nemmeno film tratti da quel libro.
Il piccolo principe l'ho letto, ma in modo incredibile e non pi? di tre anni fa. Ce l'aveva un mio amico sul soppalco del suo negozio. A 26 anni il tipo mi ha talmente attaccato la pippa su sto libro che me lo sono dovuto leggere sul suddetto soppalco. L'ho letto in circa un'oretta. Carino e con un paio di pezzi che meritano riflessione. Se non fosse accaduto questo episodio non avrei letto nemmeno il piccolo principe. Non sono certamente una enciclopedia, ci mancherebbe, ma penso di aver letto qualche libro. Sicuramente pi? della media (1 o 2 all'anno) e dei tre libri che citi, di cui pensavi tutti fossero a conoscenza letteraria, ne ho letto uno per sbaglio. Forse... devi rivedere le tue certezze. ;)
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Messaggio da leggere da kurtz » 05/02/2006, 16:40

io non lo leggo pi? da diversi anni, per? a suo tempo mi piaceva moltissimo.... uno scrittore grandissimo, soprattutto IL LUPO DELLA STEPPA, KNULP, L'ULTIMA ESTATE DI KLINGSOR...

forse il fenomeno modaiolo SIDDARTHA lo ha un p? penalizzato!!!

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Messaggio da leggere da carlo » 05/02/2006, 19:29

concordo :)

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Critica a Hermann Hesse

Messaggio da leggere da oroboros » 28/05/2007, 18:36

In un suo scritto sulle religioni, lo scrittore Herman Hesse magnificava entusiasta la risposta di un monaco buddista che, alla domanda fattagli da Alessandro Magno sul senso della vita, così rispose: «Nulla di sacro, aperta distanza». Quel monaco confondeva l’Infinito con l’indefinito, il Sacro col profano. Alessandro aveva incontrato il monaco sbagliato, ed H. Hesse non poteva capirlo.
La conoscenza, sulla superficie della sfera, incontra nel suo procedere l’indefinita aperta distanza e ruota continuamente senza poter approdare alla sintesi della certezza assoluta, poiché l’estensione deve escludere l’essenziale, che non è esteso ed è il principio che la determina, simboleggiato proprio dal centro. Per questo l'estensione non può essere Infinita. L’Infinito non deve escludere nulla perché, se lo facesse, l’esclusione diverrebbe il suo limite. L’indefinito è invece caratterizzato da un limite, il quale, come se l’Infinito che l’ha creato lo chiamasse a sé, mentre sta per essere raggiunto si allontana divenendo un orizzonte irraggiungibile. Il drago che si morde la coda (L'Uroboros o Ouroboros o Oroboros della Tradizione) è il simbolo della razionalità che non riesce a comprendere interamente le ragioni della totalità di cui è parte. L’indefinito limite costituisce il confine della manifestazione che può risolversi solo nell’Infinito, il quale, senza contingenze che lo circoscrivono, crea la realtà relativa senza subirne le limitanti conseguenze, poiché la causa non è modificata dal suo effetto. Il fuoco non brucia il fuoco nello stesso modo in cui l’acqua non bagna l’acqua.
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Messaggio da leggere da patrizia » 28/05/2007, 19:01

siccome sono ignorante...nel senso che ignoro.....
sono andata su wikipedia e questo è ciò che ho trovato (classico copia incolla eslusa foto)

L'Uroboro (dal Greco "ουροβóρος") è un simbolo molto antico che rappresenta un serpente che si morde la coda, ricreandosi continuamente e formando così un cerchio. È un simbolo associato all'alchimia, allo Gnosticismo e all'Ermetismo. Rappresenta la natura ciclica delle cose, la teoria dell'eterno ritorno, e tutto quello che è rappresentabile attraverso un ciclo che ricomincia dall'inizio dopo aver raggiunto la propria fine. In alcune rappresentazioni il serpente è rappresentato mezzo bianco e mezzo nero, richiamando il simbolo dello Yin Yang, che illustra la natura dualistica di tutte le cose e soprattutto che gli opposti non sono in conflitto tra loro.
Pare che il simbolo si ispiri alla forma della Via Lattea, dal momento che in alcuni antichi testi era considerata un enorme serpente di luce che risiedeva nel cielo e circondava tutta la Terra.
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Messaggio da leggere da oroboros » 28/05/2007, 19:12

Ciao Patrizia, purtroppo Wikipedia è composta dai lettori e riflette una conoscenza equivoca e frammentata, tipica della "massa" e dei suoi limiti di comprensione. In realtà l'Oroboros o Auroboros o Ouroboros è un cerchio solo nella sua rappresentazione bidimensionale, come il Tao composto dall'insieme di inn e yang, ma la rappresentazione che più gli si confà, com'è anche per il Tao, è quella tridimensionale che lo vede essere la rappresentazione di una spira della spirale cosmica che è il modulo d'espressione della legge universale dell'esistenza. Su un primo piano interpretativo è il simbolo della conoscenza che si morde la coda essendo incapace di trascendersi senza la considerazione del Centro che la determina. Da una visuale più elevata simboleggia la legge universale del Principio Primo.
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Messaggio da leggere da DevilMaster » 28/05/2007, 19:18

:shock: wow! :D
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Messaggio da leggere da Vita » 28/05/2007, 22:06

Siccome io sono molto, ma molto più ignorante di Patrizia vorrei chiedere a Oro di usare un linguaggio meno contorto giacchè di norma sul forum si va di fretta nella lettura. Grazie in anticipo.

Ps Cmq dovrebbe essere Yin Yang.... CoRna
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Messaggio da leggere da DevilMaster » 29/05/2007, 0:18

Beh, ma sei su un sito di letteratura... se nemmeno qui si può parlare un po' contorto... dove, allora? ;)
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Messaggio da leggere da Vita » 29/05/2007, 9:11

Caro Devil, in realtà non credo che un linguaggio più forbito possa rendere un discorso più interessante, al contrario credo che soprattutto in rete, possa solo renderlo barocco e concreto oltre l' inimmaginabile cosa del tutto inutile giacchè internet dovrebbe essere un mezzo di comunicazione di massa e non solo di laureati...

Sono convinta che un linguaggio chiaro, cristallino e semplice possa essere spesse volte molto più utile.
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Messaggio da leggere da oroboros » 29/05/2007, 9:32

Ho ancora molta strada da fare per riuscire a esprimere concetti contorti in parole semplici. Per quel che riguarda i miei studi...io ho la terza media presa a settembre. Devo fare i conti con una "cultura" della quale sono sprovvisto e attraverso la quale il mio sapere deve passare per essere intellegibile per quello che la sua natura concede. Se v'interessa ciò che dico dovrete avere pazienza e attenzione, oltre che imparare a mettere la malevolenza che suscito in secondo piano. Quella malevolenza che il mondo scatena tutte le volte che si parla di come lasciarlo.
Scusate per gli eventuali errori di battitura, è vero Yin-Yang si scrive così.
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Messaggio da leggere da oroboros » 29/05/2007, 9:35

Il detto degli antichi cinesi:- "La Verità sta nel mezzo", si appoggia a una simbologia spaziale per comunicare che la Verità sta nel mezzo dell'ipotetico cerchio della realtà. Questo significa che, preso un piano della spirale dell'esistenza e, intendendolo come se fosse un cerchio, la Verità si trova sulla verticale che unisce questo cerchio a quello più elevato e successivo. Questa Verticale si trova nel mezzo perché è il punto di equilibrio del cerchio, essendo equidistante da tutti i punti che si trovano sulla circonferenza. Gli antichi saggi non intendevano affatto dire che non esiste il nero e non esiste il bianco, ma tutto è grigio. Intendevano dire, invece, che ogni piano orizzontale della spirale dell'esistenza è collegato a tutti gli altri dall'asse verticale che costituisce l'immobile perno attorno al quale gira il vortice della vita. Viene anche chiamato "Volontà del Cielo", o anche "Via di Mezzo". L'essere che esaurisce tutte le possibilità del piano orizzontale sul quale si trova a vivere, inevitabilmente si situa nel centro di questo piano che è l'unica via d'accesso al piano più elevato successivo. Quando qualcuno non ama la fatica del pensare taglia sempre corto dicendo che, per lui-lei, la verità sta nel mezzo. E non valuta che, per esempio, la Verità non può stare in mezzo a due menzogne. La Verità è nel mezzo della realtà perché costituisce la ragione d'essere centrale della realtà. In altre parole il suo "Principio".
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Messaggio da leggere da DevilMaster » 29/05/2007, 15:16

Cara Vita, quello che scrivi, come tu stessa ammetti, è quello che credi tu. Si può essere d'accordo o meno, non è una realtà universale.
In questo sito nessuno richiede la laurea per partecipare, anzi... però sarebbe anche assurdo il contrario, no?
Se una persona scrive in modo un po' "diverso" dalla massa, non si può certo farne una colpa.
Io, personalmente, mi limito a leggere quello che viene scritto e agisco di conseguenza. Se mi sento stimolato a rispondere qualcosa, lo faccio; altrimenti, nella maggioranza dei casi, passo oltre. Qui c'è posto per tutti e per tutti gli stili di scrittura, finché si resta nelle vicinanze dell'educazione, questo non significa certo che tutti e tutti gli stili di scrittura devono essere apprezzati dalle altre persone in egual misura.
Tutto qua. :)

Detto questo, riprendo anch'io Oroboros che in 24 ore è riuscito a portare off topic svariate discussioni.
Cerchiamo di restare in tema con il titolo delle pagine, altrimenti c'è la sala da the.
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Messaggio da leggere da carlo » 29/05/2007, 16:18

Concordo con devil su tutto e mi raccomando di rimentare in tema, anche se qui off è vita che ce l'ha mandato, lui di herman hesse parlava all'inizio... :) e comunque non mi pare neanche così contorto!

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Messaggio da leggere da patrizia » 29/05/2007, 17:47

in medio stat virtus

non è dei cinesi ma dei latini.

che poi sia universale.
...
è un altro discorso.


si può suscitare malevolenza e vero, ma bisogna fare anche uno sforzo per non suscitarla.

ciascuno di noi ha in sè le energie per cambiare la sua situazione non c'è Karma che tenga, ne serpente che si morde il culo.

si può credere a tutto ciò che si vuole ma è alquanto scoraggiante pensare di essere solo un medium , o qualcosa di simile...

siamo in vita per modificare anche il nostro Karma, accettarlo supinamente per ragioni trascendentali mi sembra alquanto riduttivo sia in termini di persona credente, in senso molto ampio, si ain senso "ateico" (uso questo termine perchè mi è parso capire che a te Oro le edizioni Mediterranee ti abbiano alquanto assorbito)
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Messaggio da leggere da oroboros » 29/05/2007, 18:07

Karma, in Sanscrito, vuol dire "azione", e l'estensione delle sue conseguenze nella teoria reincarnazionistica non è metafisica, ma solo exoterica e popolare. Diversa è la concezione degli stati molteplici dell'essere, questa sì appartenente alla visuale metafisica. Il detto che dici essere dei latini è molto più antico del popolo latino e significa quello che ho detto. La mia conoscenza non è mia e non deriva dai libri, ma dall'esperienza diretta dell'Assoluto. Che tu lo creda o nò poco importa, perché questo conoscere, non essendo un "credere" ,non si preoccupa di sostituire un credere con un altro, ma solo di creare e facilitare la condizione interiore dell'essere che così può chiedersi e prepararsi al conoscere vero che non è umano e non arriverà da lui, ma dalla volontà del Cielo. E quel Conoscere non sarà mai suo. Lui ne sarà solo, se avrà la qualità per esserlo e la volontà anche, un espositore.
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Messaggio da leggere da patrizia » 29/05/2007, 18:57

è off topic l'argomento

mi fa piacere che tu abbia sperimetato così tanto da essere nel trascendente, dall'avere esperienza diretta dell'Assoluto.

per me il Cielo è cielo e basta, lo Spazio è spazio e basta così come lUniverso è universo o cosmo.

quando la poesia si fa in me posso tentare di dire quel che sento, ho forse un snetore della direzione e dell'essere ma non sono l'Assoluto.

poesia è il silenzio, il Qu, o come cavolo vuoi chiamarlo, ma poesia non la puoi nello stesso tempo definire, se tu sei l'assoluto e non credi nella poesia altra da quella del Qu (o dir si voglia) allora credo tacere sia uno spendido verso.

ma quale Assoluto è tale da non riconoscer nei versi altrui almeno uan parvenza dle suo essere assoluto?
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Messaggio da leggere da oroboros » 29/05/2007, 19:18

L'Assoluto non è, perché è più che essere. Ovviamente io non sono l'Assoluto né lo conosco, ma conosco i Suoi Principi universali. Universale non significa Assoluto, ma solo che coinvolge tutta l'esistenza, in tutte le sue possibilità, prima del "non essere" e poi dell'essere. Questa è la via esoterica o metafisica, il nome poco conta, che dall'individuale conduce al Centro di tutto. Al Sé universale. La legge che obbliga il tutto al movimento, senza per questo parteciparvi, si dice universale perché non può cambiare lei stessa, pena l'arresto dell'esistenza. Anche, più in alto, l'Assoluto non può contraddire se stesso. E' l'unica cosa che non può fare. E se stesso e le sue leggi, che non sono, ovviamente, solo quelle che il dominio della fisica conosce.
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