Jean-Paul Sartre

Bibliografie e biografie commentate dei grandi scrittori
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carlo
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Jean-Paul Sartre

Messaggio da leggere da carlo » 11/04/2005, 2:49

Jean-Paul Sartre

"Non si fa quello che si vuole..., tuttavia si ? responsabili di quello che si ?..." - (J.P.Sartre)


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Jean-Paul Sartre (Parigi, 21 giugno 1905 - 15 aprile 1980) ? stato un importante filosofo, scrittore e critico francese; studi? all'?cole Normale Sup?rieure di Parigi, dove si laure? nel 1929.

Nel 1964 fu insignito del Premio Nobel per la letteratura, che per? rifiut?. ? sepolto nel cimitero di Montparnasse a Parigi; si calcola che al suo funerale presenziarono cinquantamila persone.


La vita
Specializzandosi in Germania, pot? entrare in contatto con la fenomenologia di Edmund Husserl e l'esistenzialismo di Martin Heidegger. Venne catturato dai tedeschi e, dopo la sua liberazione, partecip? alla resistenza francese.

Sartre ? stato uno fra i massimi esponenti dell'esistenzialismo ed uno studioso le cui idee sono sempre state ispirate ad un pensiero politico orientato verso la sinistra internazionale (negli anni della guerra fredda sostenne le ragioni dell'allora Unione Sovietica, pur criticandone in diversi suoi scritti la politica). Ha diviso con Simone de Beauvoir - conosciuta nel 1929 all'?cole Normale Sup?rieure - la propria vita sentimentale e professionale.


Il pensiero
La prima fase del pensiero di Sartre ? segnata dall'opera L'essere e il nulla, in cui riflette sulla fondamentale libert? di ogni uomo e la sua ineludibilit?.

Dopo la seconda guerra mondiale l'attenzione di Sartre si rivolge all'azione politica. Si avvicina al comunismo bench? non si sia mai iscritto al partito comunista.

Dopo l'adesione al comunismo, Sartre trascorse il resto della sua vita nel tentativo di riconciliare le idee esistenzialistiche con i principi del marxismo, convinto che le forze socio-economiche determinino il corso dell'esistenza umana.


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Il senso de "La nausea"

La nausea che prova il protagonista del romanzo - Anton Roquentin - deriva proprio da quella condizione di sostanziale gratuit? della vita, ovvero il sentire la vita come priva di un senso necessario attribuitogli da Dio.

La vita, secondo Roquentin, nel momento in cui ci appare come un unico e inevitabile flusso di esperienze senza un senso proprio, provoca la grande vertigine della nausea: si pu? dunque dire che Sartre lamenta il fatto che la realt? non ci dia significato da s?, ma che dobbiamo trovarlo da soli. Questa possibilit? aperta ? la stessa che provoca l'angoscia in Soren Kierkegaard.

Non esiste un essere necessario ?Dio? che possa dare significato dall'esterno a questa condizione esistenziale. L'esistenza ? di per s? gi? compiuta nella sua evidenza, l'esistenza ? assoluta e gratuita.

La condizione di chi si sente esistere ? gi? vissuta come un esistente, seppure assurda perch? senza uno scopo apparente, viviamo per vivere e per morire, gli eventi ci vengono incontro come fenomeni e non possiamo dedurli se non vengono in contatto con il nostro Io.


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Le opere principali

La nausea (La naus?e), 1938
Il muro (Le mur), 1939
L'essere e il nulla (L'?tre et le n?ant), 1943
Le mosche (Les mouches), 1943
L'esistenzialismo ? un umanismo, 1946
Riflessioni sulla questione ebraica, 1946
Situazioni (Situations, 10 volumi), 1947-1976
Le mani sporche (Les mains sales), 1948
Il Diavolo e il buon Dio (Le Diable et le bon Dieu), 1951
Saint-Genet (Saint-Genet), 1952
Critica della ragione dialettica (Critique de la raison dialectique), 1960
Le parole (Les mots), 1964


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


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In realt?, la gente legge perch? vuole scrivere. Ad ogni modo, la lettura ? come riscrivere.

Ero un bambino, cio? uno di quei mostri che gli adulti fabbricano con i loro rimpianti.

Odio le vittime che rispettano i loro giustizieri.

Alle tre ? sempre troppo presto o troppo tardi per qualsiasi cosa tu voglia fare.

Anche il povero ha una precisa funzione nella vita sociale: permettere al ricco l'esercizio della generosit?.

Quando i ricchi si fanno la guerra, sono i poveri a morire.

L'eleganza ? quella qualit? del comportamento che trasforma la massima qualit? dell'essere in apparire.

Quelli che mi vedono, raramente si fidano della mia parola: devo aver l'aria di uno troppo intelligente per mantenerla.




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Messaggio da leggere da hombre sincero » 28/04/2005, 22:48

assumersi le proprie responsabilita'
agire
essere quello che vorremmo essere.

queste per la nausea funzionano meglio del biochetasi.

Buona digestione a tutti.
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Messaggio da leggere da kashino84 » 24/05/2005, 16:31

Se volete posso completare cn qualcosa di mio

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Messaggio da leggere da hombre sincero » 24/05/2005, 17:00

Vadi vadi, facci, facci pure! :lol:
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Messaggio da leggere da carlo » 24/05/2005, 20:47

Ovvio kash! Ogni contributo ? gradito

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Messaggio da leggere da carlo » 15/06/2005, 1:27

ma hombre, ora che ci penso, gli artisti, per le tue teorie, non eran sembri belli?

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Messaggio da leggere da hombre sincero » 15/06/2005, 22:56

Zi, garlitoz, sembri belli ma scherzavo! :wink:
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Messaggio da leggere da oroboros » 28/05/2007, 18:38

Dualista e materialista. Antimetafisico.
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Messaggio da leggere da hombre sincero » 28/05/2007, 19:14

in che senso? :shock: :lol:
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Messaggio da leggere da oroboros » 28/05/2007, 19:24

Nel senso che la metafisica è la Conoscenza sovra-individuale non-duale.
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Messaggio da leggere da Vita » 28/05/2007, 21:59

Se si parla in senso letterario Oro, allora Sartre era un metafisco in quanto esistenzialista. fa sagsa gagfds
"Combattere e vincere porta il meraviglioso
combattere e perdere porta quasi il divino...
tu sarai sempre tra i due senza scelta..."

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Messaggio da leggere da oroboros » 29/05/2007, 9:42

O non sai che significa metafisico o non conosci il significato di esistenzialista o tutti e due i sensi ti sono ignoti.
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Messaggio da leggere da Vita » 29/05/2007, 11:17

E' meglio che non ti risponda o rischio di essere censurata...
in ogni caso dubito che tu sappia che significa esistenzialista.
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Messaggio da leggere da Massimo Baglione » 29/05/2007, 11:31

Oroboros, ti invito a un approccio più morbito con gli utenti di questo forum.

Vita, ti avevo già pregata via email.

Tutti, vi ricordo che su questo forum sono tutti invitati a scrivere e nessuno è obbligato a rispondere. Vi invito quindi a spostare eventuali beghe personali via email, o in una chat, o a segnalare ai moderatori eventuali malcontenti.
Vi invito altresì a non replicare a questo messaggio.
Se avete qualcosa da dire in merito, le email dei moderatori sono a vostra disposizione.

Scusate il messaggio, ma da moderatore dovevo intervenire.
Buona continuazione.

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Messaggio da leggere da oroboros » 29/05/2007, 11:33

Ex-stare significa che l'esistere non contiene in sé il principio sufficiente a se stesso. La metafisica si occupa, invece, di ciò che è più che esistere ed è sufficiente a se stesso perché contiene in sé la propria causa.
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Messaggio da leggere da carlo » 29/05/2007, 16:22

Grazie max.

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Messaggio da leggere da Vita » 29/05/2007, 16:50

Caro Oro, ti scongiuro di non vedere nessuna polemica in ciò che segue, ma credo che mi spetti il tentativo di difendere il mio punto di vista.
Ti dicevo che Sartre è metafisico in quanto esistenzialista per il seguente motivo:
L'esistenzialismo è una corrente filosofica che si sviluppa più o meno intorno al 1930 in contrapposizione al "pensiero oggettivo" di Hegel.
Nata dalla geniale mente di Kierkegard qsta corrente filosofica, analizza la situazione ontologica dell'uomo che si sente, letteralmente, GETTATO, abbandonato (evidentemente da qcs, qcn di trascendentale) nel mondo. Ed è infatti l'uomo, in un rapporto indissolubile col mondo. Quello esistenzialista, a mio avviso (e quindi probabilmente mi sbaglio) è un uomo tutt'altro che materialista. Al contrario, è un uomo frantumato, distrutto, e spaccato sempre tra due mondi, il mondo reale... quello stesso arido e triste mondo in cui qualcuno l'ha scaraventato e quello del trascendentale, che brama, ma che non riesce a raggiungere paradossalmente perchè non riesce a reggere il peso del libero arbitrio... il peso immenso di quella piccola cosa chiamata libertà che pone quest'uomo sempre, inevitabilmente di fronte al proprio destino.
Proprio grazie alle molteplici interpretazioni che dell'esistenzialismo sono state date, la letteratura europea in special modo, si è nutrita di queste... Sartre, la Beauvoir e Camus fanno parte di questi.
In campo filosofico quindi potrebbe anche essere in un certo senso come dici tu, giacchè persone come Martin Heidegger e Gadamer e altri si sono più che altro soffermati sul problema ontologico che per quanto assolutamente affascinante, misterioso, e interessante sia può risultare lontano dalla metafisica, dal trascendentale, per quanto anche di Kant (l'uomo che pose d'innanzi al tribunale della ragione la ragione stessa) si disse questo e poi ci sfornò un momentino la crtica del giudizio che di Trascendentale è totalmente permeata a mio parere, ma credo che forse in campo letterario il tuo punto di vista vacilli un secondo, poichè lo scrittore esistenzialista e' un uomo che riflette non solo su se stesso, ma anche sul mondo e ciò che dopo il mondo esiste. E' un uomo che si piega in se stesso e supera l'esistenza stessa.

Ecco a parte la mia lunga e noiosa divagazione(violenta, e polemica come mio solito) era questo quello che volevo dirti... la letteratura si tinge sempre di sfumature che la frilosofia altre volte presa dalla brama di conoscenza, ignora...

Ora spero di poter veramente iniziare senza alcun rancore!
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Messaggio da leggere da oroboros » 29/05/2007, 17:17

Il mio non è un punto di vista e, in più, non è nemmeno mio. La metafisica non è una ramo della filosofia, perché la filosofia si occupa dell'esistente. L'ontologia dell'essere, e la metafisica del Trascendente. Ma non lo fa attraverso le speculazioni o i sofismi, bensì tramite la "vista" diretta dello Spirito. Orientandosi la metafisica al sovra-individuale al di fuori della limitazione relativa e temporale, essendo quindi universale nella sua essenza, lei guarda ai Principi universali in un modo non mediato dalla mente. Alla mente spetta solo il compito di tradurre, nella dimensione relativa dell'esistenza, questo sapere non umano, perdendo però, in questo obbligatorio percorso, l'Essenziale, che non è comunicabile perché non relativo, Cuore del Mistero. Mistero che, nel Suo Principio, è conosciuto direttamente dall'Intuito sovra-individuale di chi è sveglio per questo. Ovviamente la filosofia, né l'ontologia, possono contenere ciò che è universale, poiché loro sono conoscenze relative e particolari e il particolare non può comprendere l'universale come il più non può essere estratto dal meno.
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Messaggio da leggere da Vita » 29/05/2007, 17:36

Metafisica è un termine nato per caso tà metà tà physikà cioè libri "successivi a quelli sulla fisica" furono così intitolati dai discepoli di Aristotele indicando il corpus del maestro che nei suoi 14 libri aveva trattato quella che lui chiamava filosofia prima. Durante il Medioevo poi, il termine metafisica è stato usato dalla scolastica per indicare quella che Aristotele chiamava FILOSOFIA PRIMA.

Per Aristotele la filosofia prima è la scienza suprema in quanto, suprema tra le altre scienze teoretiche (cioè fisica e matematica).
Essa ha due campi di indagine:
1 in generale L'ESSERE IN QUANTO ESSERE ed in particolare il SOVRASENSIBILE cioè gli enti privi di materia, eterni. Come scienza del sovrasensibile poi, la metafisca riceve il termne di teologia, ma si badi bene teologia filosofica e non quell'altra teologia che trae il suo contenuto dalla rivelazione e necessita per presupposto esistenziale la fede.Nel caso della teologia, per Aristotele la metafisica è la dottrina dell'Atto Puro e delle intelligenze motrici in linea con la cosmologia aristotelica.
Come scienza del generale invece la metafisica (o a qst punto filosofia prima) riceve il termine di ONTOLOGIA.
In questo caso invece, la metafisica ha al suo centro la SOSTANZA poichè è qst il significato dell'essere a cui poi tutti gli altri fanni riferimento.
Da quì in poi, nasce la filosofia.

Credo che in realtà la metafisica sia come e quanto l'ontologia, la gnoseologia, la teologia un ramo della filosofia giacchè il termine filosofia significa amore per il sapere.
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Messaggio da leggere da oroboros » 29/05/2007, 17:57

E' per comodità che si usa il termine "metafisica", perché esprime il senso del conoscere al di sopra della fisica e di tutto quello che è. Infatti questa parola ha l'origine storica che hai descritto, ma la metafisica, al di là del nome che la indica, è il Conoscere al di sopra del tempo e non può avere collocazione temporale come invece ha il suo, imperfetto, nome. La stessa metafisica di Aristotele è incompleta e lui, pur avendo affermato che l'uomo è ciò che conosce, non ha mai spinto questa intuizione alle sue estreme conseguenze, che arrivano all'identificazione perfetta tra il conoscente e il conosciuto. Fusi, ma non confusi, per dirla con Maestro Echart. Le filosofie sono molte, ma la metafisica è una, come l'oggetto del suo conoscere.
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Messaggio da leggere da Vita » 29/05/2007, 18:04

A giudicare dalla mole di saggi filosofici scritti da Aristotele ai tempi nostri passando per San Tommaso, Bacone, Kant Hegel e chi più ne ha più ne metta non credo sinceramente che sia totalmente giusto quello che dici tu.
Credo piuttosto che la differenza tra me e te stia proprio quì: tu credi che la metafisica sia una sola ed io Oro rispetto la tua idea, ma ahimè non la appoggio.
Io Credo che la filosofia sia una sola e che quelli che ti ho citato prima siano solo rami dell'albero della conoscenza, importanti, fondamentali per me, per te e purtoppo altri pochi esseri, ma pur sempre solo rami.
Alla fine non giungeremo mai ad un punto d'incontro, almeno non su qst argomento.
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Messaggio da leggere da oroboros » 29/05/2007, 18:10

Io non credo nulla. Quello che conosco non è "credere".
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Messaggio da leggere da Vita » 29/05/2007, 22:30

Amen così ameno chiudiamo la discussione che già eravamo off topic da molto!
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