Jorge Luis Borges

Bibliografie e biografie commentate dei grandi scrittori
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hombre sincero
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Jorge Luis Borges

Messaggio da leggere da hombre sincero » 01/02/2005, 23:08

Jorge Luis Borges nacque a Buenos Aires nel 1899. Di famiglia benestante e colta, Borges impar? a parlare prima in inglese e poi in castigliano. Nel 1914-1919 visse in Svizzera. Nel 1921 fu in Spagna dove scrisse tre manifesti di adesione all'ultraismo portando la sua conoscenza dell'espressionismo tedesco e la tendenza al rigore e all'asciuttezza di derivazione anglosassone. Tornato in Argentina, nel 1924-1925 pubblic? tre numeri della rivista ?Proa? con la collaborazione tra gli altri di Ricardo G?iraldes. Nel 1924-1927 collabor? a ?Mart?n Fierro?, rivista d'avanguardia che determin? una svolta generazionale nel movimento culturale avanguardista argentino: ? il movimento di Florida, o "martinfierrista" che poi conflu? nella rivista ?Sur?. Questa rivista fu fondata nel 1931, e Borges vi collabor? anche come critico cinematografico. Borges tenne numerose conferenze, sulle letterature italiana, inglese, tedesca. Lavor? come bibliotecario. Si avvicin? alla filosofia idealistica. Conobbe A. Bioy Casares e insieme compirono quelle che Borges chiam? poi "svariate imprese letterarie". Inizi? ad insegnare. A seguito di un incidente cominci? a perdere la vista, fino alla cecit? completa. Con la caduta di Per?n nel 1955, fu nominato direttore della Biblioteca Nazionale di Buenos Aires. Nel 1961 ebbe a Formentor il Premio internazionale degli editori, assieme a Beckett. Borges ? stato tra i pi? importanti e celebrati autori della letteratura mondiale del secondo Novecento, destinatario di numerosi premi (tra cui il Cervantes?ma non il Nobel) e di assegnazioni di lauree honoris causa. E? morto a Ginevra nel 1986. Borges pu? essere considerato un gigante fra gli scrittori del Novecento. Il suo approccio fantastico e magico alla scrittura ha fatto scuola, soprattutto nella letteratura di lingua ispanica. Per Borges ? la metafisica ? una branca della letteratura fantastica? , e pertanto i contenuti metafisici concernenti l?esistenza umana, l?universo o il tempo sono presenti in forma simbolica ( specchi, labirinti e sogni) nei suoi scritti. Fra le sue opere segnaliamo : ?Fictions?, 1945, ?Labyrinths?, 1947, ?Other Inquisitions?, 1952, ?The Aleph?, 1949, e ?Poems?, 1967.


Il Paradosso di Borges
Borges ammette ci? che tutti gli idealisti ammettono, il carattere allucinatorio del mondo, ma l'uso che Borges fa dei paradossi ? paradossale esso stesso. In essi un sogno cos? ben sognato da sembrare realt? si tradisce, e ci permette di svelarne la finzione: "Noi abbiamo sognato il mondo. Lo abbiamo sognato resistente, misterioso, visibile, ubiquo nello spazio e fermo nel tempo; ma abbiamo ammesso nella sua architettura tenui ed eterni interstizi di assurdit?, per sapere che ? finto"
Una tale posizione ? sorprendente non tanto per il suo contenuto filosofico, quanto per il suo contesto geografico: essa si situa infatti in una linea di pensiero orientale. Pensiamo, ad esempio, al cantonese Huineng, sesto patriarca del Buddismo Zen: la sua via per l'eliminazione dell'io e della realt? passava appunto attraverso i paradossi. Oppure alla scuola Rinzai, una della due principali dello Zen giapponese, che a tutt'oggi usa il paradosso nella forma del koan per raggiungere il risveglio, o satori.
Stimolato dai paradossi, che lo spinsero a dubitarne la realt? ed a contemplarne l'infinit?, Borges trov? nel tempo una fervida sorgente di pensieri e di ispirazione, e ad esso dedic? una serie di mirabili saggi.
Borges ritiene il tempo "un tremulo ed esigente problema, forse il pi? importante della metafisica". Egli ? sensibile alle sue inerenti oscurit?: ad esempio, che non se ne pu? determinare la direzione (impossibile da verificare), o che non lo si pu? sincronizzare (se il tempo ? un processo mentale, come possono condividerlo migliaia di uomini, o anche due soli uomini diversi?).
La sua spiegazione dell'eternit? ?, come al solito, paradossale: "il numero di tutti gli atomi che compongono il mondo ?, bench? smisurato, finito; e perci? capace soltanto di un numero finito (sebbene anch'esso smisurato) di permutazioni. In un tempo infinito, il numero delle permutazioni possibili non pu? non essere raggiunto, e l'universo deve per forza ripetersi".
Viaggiando nel tempo e nello spazio, Borges scopr? l'infinito anche nella letteratura orientale, a partire da quella araba delle Mille e una notte: un libro che va "dipanando una serie infinita di atti impersonali compiuti da uno qualunque o da nessuno". Egli ne ricorda la notte centrale, "dove la regina Shahrazad (per una magica distrazione del copista) si mette a raccontare testualmente la storia delle Mille e una notte, a rischio di tornare un'altra volta alla notte in cui racconta, e cos? all'infinito". "In quella notte il re ode dalla bocca della regina la propria storia. Ode il principio della storia, che comprende tutte le altre, e anche - in modo mostruoso - se stessa".
Borges fu un gran sacerdote del culto dei libri, la sua vita fu "consacrata meno a vivere che a leggere", e la sua memoria registr? pi? i libri che lesse che le cose accadutegli. Egli si spinse al punto di affermare che l'uomo ? ci? che legge, non ci? che scrive.
Tale affermazione rivela una vera e propria mistica della lettura: essa si manifest? nelle credenze che la differenza fra autori e lettori sia "banale e fortuita", che fra di essi si instauri "un dialogo, una forma di relazione", "una collaborazione e quasi una complicit?", e che "i buoni lettori siano cigni anche pi? tenebrosi e rari che i buoni autori". In una parola, che la lettura sia un atto creativo.

Opere di Borges
Le prime opere di Borges sono poesie di argomento soprattutto argentino. Tra queste prime opere, ? possibile segnalare un gruppo che rivela una tendenza alla riflessione e al lavor?o intellettuale sulla e della memoria, che sar? poi una caretteristica del Borges successivo: Fervore di Buenos Aires (Fervor de Buoens Aires, 1923), Luna di fronte (Luna de enfrente, 1925), Quaderno di San Mart?n (Cuaderno de San Mart?n, 1929).
Negli anni Trenta ? il passaggio alla prosa. Scrive la biografia "inventata" di Evaristo Carriego (Evaristo Carriego, 1930), i racconti "falsificati" di Storia universale dell'infamia (Hist?ria universal de la infamia, 1933), e i saggi, a carattere divagante: Discussione (Discussi?n, 1932), Storie dell'eternit? (Hist?ria de la eternidad, 1935).
Le cose migliori sono probabilmente i racconti di Finzioni (Ficciones, 1944), e L'Aleph (El Aleph, 1949). Borges qui trova il suo stile e il suo contenuto, consistente nell'arte di inventare una trama su rari e complessi riferimenti libreschi e eruditi. Borges usa le cifre di una mitologia letteraria in cui sono presenti quali simboli alcuni elementi: la biblioteca, il labirinto, gli scacchi, lo specchio. Rientrano in questo universo il senso imprecisato dello spazio e del tempo, e l'uso di "generi" letterari definiti all'epoca "minori" come il poliziesco.
Con la definizione di questo "universo borgesiano", le sue opere si concentrano sempre di pi?: le prose de L'artefice (El hacedor, 1960), L'elogio dell'ombra (El elogio de la sombra, 1965); i racconti: Il manoscritto di Brodie (El informe de Brodie, 1970), Il congresso (El congreso, 1971), Il libro di sabbia (El libro de arena, 1975); le pagine di viaggio di Atlante (Atlas, 1984). Nei libri di poesia Borges accentua gli elementi discorsivi e filosofici: L'altro, lo stesso (El otro, el mismo, 1964), L'oro delle tigri (El oro de los tigres, 1972), La moneta di ferro (La moneda de hierro, 1976), La cifra (La cifra, 1979).
Opere di saggistica sono: Altre inquisizioni (Otras inquisiciones, 1960), Nove saggi danteschi (Nueve ensayos dantescos, 1982).
In collaborazione con Bioy Casares, Borges ha scritto: Sei problemi per don Isidro Parodi (Seis problemas para Don Isidro Parodi, 1942), Un modello per la morte (Un modelo para la muerte, 1946), Cronache di Bustos Domecq (Cr?nicas de Bustos Domecq, 1967).
In collaborazione con Margarita Guerrero ha scritto: Manuale di zoologia fantastica (Manual de zoologia fant?stica, 1957) ristampato poi con aggiunte e con il titolo Il libro degli esseri immaginari (El libro de los seres imagin?rios, 1968)

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Istanti

Se potessi vivere di nuovo la mia vita.
Nella prossima cercherei di commettere pi? errori.
Non cercherei di essere cos? perfetto, mi rilasserei di pi?.
Sarei pi? sciocco di quanto non lo sia gi? stato,
di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igenico.
Correrei pi? rischi,
farei pi? viaggi,
contemplerei pi? tramonti,
salirei pi? montagne,
nuoterei in pi? fiumi.
Andrei in pi? luoghi dove mai sono stato,
mangerei pi? gelati e meno fave,
avrei pi? problemi reali, e meno problemi immaginari.
Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto
della loro vita sensati e con profitto;
certo che mi sono preso qualche momento di allegria.
Ma se potessi tornare indietro, cercherei
di avere soltanto momenti buoni.
Ch?, se non lo sapete, di questo ? fatta la vita,
di momenti: non perdere l'adesso.
Io ero uno di quelli che mai
andavano da nessuna parte senza un termometro,
una borsa dell'acqua calda,
un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei pi? leggero.
Se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all'inizio
della primavera
e resterei scalzo fino alla fine dell'autunno.
Farei pi? giri in calesse,
guarderei pi? albe,
e giocherei con pi? bambini,
se mi trovassi di nuovo la vita davanti.
Ma vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.

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Il Terzo Uomo

Invio questo poema
(per ora accettiamo tale parola)
al terzo uomo che s'incrocio' con me l'altra notte,
non meno misterioso di quello di Aristotele.
Il sabato uscii.
La notte era piena di gente;
ci fu certamente un terzo uomo,
come ce ne fu un quarto ed un primo.
Non so se ci guardammo;
andava verso Paraguay, io verso Cordova.
Forse lo hanno generato queste parole;
non sapro mai il suo nome.
So che c'e' un sapore che predilige.
So che ha guardato lentamente la luna.
Non e' impossibile che sia morto.
Leggera' cio' che scrivo e non sapra'
che mi rivolgo a lui.
Nell'oscuro avvenire
possiamo essere rivali e rispettarci
o amici e volerci bene.
Ho eseguito un gesto irreparabile,
ho stabilito un legame.
In questo mondo quotidiano,
che somiglia tanto
al libro delle Mille e Una Notte,
non c'e' un solo gesto che non corra il rischio
di essere un'operazione di magia,
non c'e' un solo fatto che non possa essere il primo
di una serie infinita.
Mi domando che ombre getteranno
questi oziosi versi.

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I giocatori, nel grave cantone,
guidano i lenti pezzi. La scacchiera
fino al mattino li incatena all'arduo
riquadro dove s'odian due colori.

Raggiano in esso magici rigori
le forme: torre omerica, leggero
cavallo, armata regina, re estremo,
alfiere obliquo, aggressive pedine.

I giocatori si separeranno
li ridurra' in polvere il tempo, e il rito
antico trovera' nuovi fedeli.

Accesa nell'oriente, questa guerra
ha oggi il mondo per anfiteatro.
Come l'altro, e' infinito questo giuoco.

-------

Lieve re, abieco alfiere, irriducibile
donna, pedina astuta, torre eretta,
sparsi sul nero e il bianco del cammmino
cercano e danno la battaglia armata.

Non sanno che la mano destinata
del giocatore conduce la sorte,
non sanno che un rigore adamantino
governa il loro arbitrio di prigioni.

Ma anche il giocatore e' prigioniero
(Olar afferma) di un'altra scacchiera
di nere notti e di bianche giornate.

Dio muove il giocatore, questi il pezzo.
Quale dio dietro Dio la trama ordisce
di tempo e polvere, sogno e agonia?

-----

Familiarita'
Siapreil cancello del giardino
con la docilita' della pagina
che una frequente devozione interroga
e, dentro, gli sguardi
non hanno bisogno di fare caso agli oggetti
che sono gia' precisamente nella memoria.
Conosco le abitudini e gli animi
e quel dialetto di allusioni
che ogni raggruppamento umano ordisce.
Non ho bisogno di parlare
ne di mentire privilegi;
bene mi conoscono coloro che qui mi circondano,
bene sanno le mie angosce e la mia debolezza.
Questo e' raggiungere cio' che e' piu' alto,
cio' che forse ci dara' il Cielo:
non ammirazioni ne vittorie
ma semplicemente essere ammessi
come parte di una Realta' innegabile,
come le pietre e gli alberi.

-------

Il Sur
Da uno dei tuoi cortili aver guardato
le antiche stelle,
dalla panchina dell'ombra aver guardato
quelle luci disperse
che lamia ignoranza non ha imparato a nominare
ne a ordinare in costellazioni,
aver sentito il cerchio dell'acqua
nella segreta cisterna,
l'odore del gelsomino e della madreselva,
il silenzio dell'uccello addormentato,
l'arco dell'androne, l'umidita'
- queste cose, forse, sono la poesia.

-------

La felicita'
Chi abbraccia una donna e' Adamo. La donna e' Eva.
Tutto accade per la prima volta.
Ho visto una cosa bianca in cielo. Mi dicono che e' la luna, ma
che posso fare con una parola e con una mitologia?
Gli alberi mi fanno un poco paura. Sono cosi' belli.
I tranquilli animali si avvicinano perche' io dica il loro nome..
I libri della biblioteca sono senza lettere. Se liapro appaiono.
Sfogliando l'atlante progetto la forma di Sumatra.
Chi accende un fiammifero al buio sta inventando il fuoco.
Nello specchio c'e' un altro che spia.
Chi guarda il mare vede l'Inghilterra.
Chi pronuncia un verso di Liliencron partecipa alla battaglia.
Ho sognato Cartagine e le legioni che desolarono Cartagine.
Ho sognato la spada e la bilancia.
Sia lodato l'amore che non ha ne possesso ne posseduta, ma in cui entrambi si donano.
Sia lodato l'incubo che ci rivela che possiamo creare l'inferno.
Chi si bagna in un fiume si bagna nel Gange.
Chi guarda una clessidra vede la dissoluzione di un impero.
Chi maneggia un pugnale prevede la morte di Cesare.
Chi dorme e' tutti gli uomini.
Ho visto nel deserto la giovane Sfinge appena scolpita.
Non c'e' nulla di antico sotto il sole.
Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno.
Chi legge le mie parole sta inventandole.

-------

-Ogni poesia ? misteriosa; nessuno sa interamente ci? che gli ? stato concesso di scrivere.
-La gloria ? una forma d'incomprensione, forse la peggiore.
-Un uomo gradatamente si identifica con la forma del proprio destino; un uomo ?, a lungo andare, le proprie circostanze.
-Scrivere non ? niente pi? di un sogno che porta consiglio.
-La vita ? troppo povera per non essere anche immortale.


-------

Tempo fa vidi un film su Borges girato da Arrabal, presentato dalla libreria City Light di Firenze che conteneva diverse interviste fatte a Borges che parlava con la bocca e con le mani, che faceva bene sentirlo e vederlo, che faceva bene al corazon.

Buenas noches companeros del alma,
Hombre Sincero

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Messaggio da leggere da carlo » 02/02/2005, 2:55

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Messaggio da leggere da kurtz » 02/02/2005, 15:42

di BORGES ho letto L'ALEPH, IL MANOSCRITTO DI BRODIE e UNA RACCOLTA DI POESIE del primo periodo.... ci provo ma non riesce a piacermi del tutto... non arrabiarti hombre!

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Messaggio da leggere da carlo » 02/02/2005, 19:45

Io confesso di non conoscerlo, a parte qualche poesia. :(

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Messaggio da leggere da DevilMaster » 02/02/2005, 20:01

Beh, mica si pu? conoscere tutto. Il tempo ? quello che ?. Nemmeno io lo conosco (come tanti altri).
WebMaster di

Riflettendo sul "teorema":
- Domani è un altro giorno... -
mi trovo a scontrarmi con la dura realtà....
Ieri,
come del resto oggi,
non c'è stato.

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Messaggio da leggere da hombre sincero » 05/02/2005, 11:26

Non sono arrabbiato, sono deluso. :wink:

Un abbraccio fraterno,
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Messaggio da leggere da patrizia mazzonetto » 05/02/2005, 19:07

Ed il bestiario fantastico... anche il suo ? decisamente fab!
atrizia

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Messaggio da leggere da hombre sincero » 06/02/2005, 10:54

Fab? What does it mean?
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Messaggio da leggere da patrizia mazzonetto » 06/02/2005, 13:10

Fabulous!
atrizia

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Messaggio da leggere da hombre sincero » 07/02/2005, 21:31

E' proprio Verolous!
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Messaggio da leggere da hombre sincero » 09/03/2005, 21:17

All'orizzonte di un sobborgo
Pampa:
Io scorgo la tua ampiezza che sprofonda i dintorni,
io mi sto dissanguando nei tuoi crepuscoli.
Pampa:
Io ti sento nelle tenaci chitarre sentenziose
e negli alti uccelli e nel rumore stanco
dei carri di foraggio che vengono dall'estate.
Pampa:
Lo spazio di un patio rosso mi basta
per sentirti mia.
Pampa:
Io so che ti straziano
solco e vicoli e il vento che ti cambia.
Pampa paziente e maschia che gia' stai nei cieli,
non so se sei la morte. So che stai nel mio petto.

---

Amorosa anticipazione
Ne l'intimita' della tua fronte chiara come una festa
ne l'abitudine del tuo corpo, ancora misterioso e tacito e da bambina,
ne la successione della tua vita assumendo parole o silenzi
saranno favore tanto misterioso.
Come guardare il tuo sonno implicato
nella veglia delle mie braccia.
Vergine miracolosamente un'altra volta per la virtu' assoluta del sonno,
quieta e splendente come una felicita' che la memoria sceglie,
mi darai quella sponda della tua vita che tu stessa non hai.
Gettato alla quiete,
scorgero' quella spiaggia ultima del tuo essere
e ti vedro'per la prima volta, forse,
come Dio deve vederti,
sbaragliata la finzione del Tempo,
senza l'amore, senza di me.

---

La mia vita intera
Qui' un'altra volta, le labbra memorabili, unico e simile
[a voi.
Ho perseverato nell'avvicinarmi alla felicita' e
[all'intimita'della pena.
Ho attraversato il mare.
Ho conosciuto molte terre; ho visto una donna e due
[o tre uomini.
Ho amato una ragazza altera e bianca e di una ispanica
[quiete.
Ho visto un sobborgo infinito dove si compie
[un'insaziata immortalita' di tramonti.
Ho assaporato numerose parole.
Credo profondamente che questo sia tutto e che non
[vedro' ne eseguiro' cose nuove.
credo che le mie giornate e le mie notti eguaglino in
[poverta' e in ricchezza quelle di Dio e quelle
[di tutti gli uomini.

Jorge Luis Borges

----
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Messaggio da leggere da Melpunk » 16/03/2005, 17:45

Sono nuovo da queste parti, ma ho notato una cosa, cos? al volo: mi sembra che da pi? parti si inserisca nella discussione la frase "il tal scrittore non mi piace". Senza voler sollevare polemiche, ma mi sembra riduttivo restringere il campo valutativo intorno a questa "categoria". Restrittivo se si pensa che, in alcuni casi, questo tipo di affermazione ? rivolto a scrittori (comunque) grandi. Voglio dire che sarebbe necessario (parola giusta?) tirare fuori qualcosa in pi?, prima di liquidare la questione. a prescindere dal fatto che uno scrittore piaccia o meno. saluti

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Messaggio da leggere da carlo » 16/03/2005, 19:48

beh, tante volte quel che ? "grande" per una persona non lo ? per un altra... se un artista non mi comunica nulla, dico che non mi piace... ovvio ? che poi magari p un limite mio, o si potrebbe dire di pi?, e cercare di motivare, ma tante volte son semplicemente gusti...

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Messaggio da leggere da hombre sincero » 16/03/2005, 21:54

Vidi un intervista al grande Ferreri il quale lamentava un qualcosa di simile.
Al regista non piacevano le persone che uscivano dal cinema dicendo questo film mi e' piaciuto oppure non mi e' piaciuto.

E' vero che spesso potremmo motivare le ns scelte, spiegando cosa, secondo noi, ha fatto si che si prediligesse un autore piuttosto che un altro, ma credo che altrettanto spesso questo non sia possibile.

Mi spiego meglio:
durante l'inverno, a me mi piace assai la cioccolata calda con la panna.
Perche?
Perche' si!


Molte volte i nostri gusti prescindono totalmente dalla metrica, dallo stile, dal periodo, dalla lingua, dalla cultura...
Molte volte e' un qualcosa che ha a che fare con l'odore, la pelle, il vento.
Questo non esclude che in un secondo tempo ci si possa costruire su teorie, fatti e misfatti; ma resta un qualcosa in piu', un qualcosa che non sara' mai cosi' vero, inspiegabile e necessario come l'odore, la pelle, il vento.


Un abbraccio fraterno,
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Messaggio da leggere da Melpunk » 17/03/2005, 12:25

Esatto Hombre sincero. Credo sia il caso distinguere tra "mi piace/non mi piace" e "mi piace/non mi piace" perch?. Il gusto (quello letterario come quello del palato) non ? un dato astratto, definitivo. Dipende da qualcosa. se non mi piace il latte, magari, non mi piace perch? il mio organismo non lo tollera. Con ci? non posso dire che il latte non sia buono. Credo che sia importante poter dire "questo scrittore non mi piace" ma, contemporaneamente, riconoscerne (o meno) la grandezza, perch? la letteratura non ? solo una questione di gusti (genericamente intesi).
cordiali saluti
melpunk

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Messaggio da leggere da carlo » 17/03/2005, 13:46

No, melpunk, messa cos?, allora sono tutti grandi scrittori, basta piacere a qualcuno...

I grandi per me, non ? detto che sian grandi per te...

io amo vonnegut, fante, buk, ho sentito dire che son banali. Mi vengono a noia mortale Kerouac e Celine. Sento dire che sono dei geni. Per me non lo sono. Buoni autori? forse. Sicuramente innovativi e per certi versi interessanti, altrimenti per come la metti te, tutti i "famosi" sono grandi.
E dovrei spiegarti perch? per me "On the road" ? noioso? beh, non lo so,l'ho trovato noioso e basta!

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Messaggio da leggere da Melpunk » 17/03/2005, 14:15

ok. allora posso dirti: ho letto tutto fante l'ho trovato noioso (in realt? lo adoro), quindi non mi piace. fin qui non fa una piega. ma io devo essere in grado di capire, in qualche modo, se fante sia un valido scrittore oppure non lo sia. cio? devo essere in grado di capire, e qui bisogna avere degli strumenti, se lo scrittore in questione possa essere considerato tale oppure no. Gli scrittori non sono grandi perch? sono famosi (anche se qualcuno, in fondo, accetta questa equazione). Gli scrittori (alcuni) sono grandi perch? hanno fatto della loro vita un'opera letteraria o viceversa, perch? hanno inventato uno stile ecc (ci somo centinaia di parametri in ballo). Lo scrittore produce arte, ovvero produce qualcosa di superiore alla consueta capacit? dell'uomo di esprimersi. Se un critico o uno studioso dovesse fare un'antologia di scrittori solo in base ai suoi gusti personali che ne sarebbe di quell'antologia? ci potrebbe stare dentro chiunque e il suo contrario allora. Puoi trovare vomitevole calvino o conrad, ? un tuo diritto sacrosanto. Ma me sta a cuore fare un passo in pi? e pormi queste domande. E' questo il discorso. Per me la letteratura ha forse un peso eccessivo...
cordialmente
melpunk

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Messaggio da leggere da Melpunk » 17/03/2005, 14:28

In pratica: apprezzamento e giudizio critico possono (dovrebbero?) essere due dimensioni separate.

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Messaggio da leggere da carlo » 17/03/2005, 14:31

su Borges non mi esprimo, che non lo conosco, capisco quel che dici, ma lo trovo sostanzialmente inutile, nel senso, riprendendo la tua ipotesi, se hai letto tutto fante e l'hai trovato noioso, ammettere che sia un grande perch? aveva uno stile proprio, non toglie il fatto che a te non piaccia, o no? quindi si, hai ragione, bisogna approfondire, ma per iniziare un dibattito bisogna sempre prendere delle posizioni, magari prima di motivarle, e "Mi piace", "non mi piace", ? "noioso", va benissimo, direi. Altrimenti, ti ripeto, tutti i "famosi" sarebbero dei grandi, chi per lo stile personale, chi per la rivoluzionariet? dei temi, chi per l'originalit? della prosa. E allora preferisco banalizzare un Kerouac di on the road con "Non mi piace", che se ti devo spiegare che mi viene a noia quel libro perch? secondo me non dice niente, non ha atmosfera, ed ? piattissimo e quasi inutile, se non in quegli anni, non cambia molto, perch? per un altro Kerouac ? un genio, e quel libro un capolavoro.
E allora, ti ripeto, son tutti grandi, pure io, che a una decina di lettori piaccio molto. Preferisco banalizzando, che oguno abbia i suoi "grandissimi", e ne dichiari l'amore... poi volendo se ne discute, tant'? che sui miei "grandi" (vonnegut, dick, buk...)ci son dibattiti di decine di pagine...

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Messaggio da leggere da Melpunk » 17/03/2005, 14:41

non metto in dubbio. il mi piace ? il primo discrimine, ? indubbio, ? assodato. ? un punto di partenza. ma solo un punto di partenza. a me celine non piace, ma lo trovo un grande (formidabile) scrittore. e che ci posso fare? non mi sfiora nemmeno l'idea di dire che celine non va perch? a me, personalmente, non piace. confusamente, ma spero di essermi spiegato. il gusto soggettivo non d? ragione dell'oggetto. e rischia di diventare una trappola. a meno che non si voglia rimanere allo stadio della pura e semplice lettura. (comunque) ah, mi piace questa discussione!
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Messaggio da leggere da carlo » 17/03/2005, 14:53

per? allora, ti ripeto, per esser dei grandi basta esser dei nomi, per come la metti tu, anche se poi mi neghi questo assioma. Cmq qui si deve parlare di Borges, apriamo uno spazio a se in discussioni letterarie!

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Messaggio da leggere da Melpunk » 17/03/2005, 15:57

non posso farci niente se molti scrittori comunemente ritenuti grandi lo sono realmente. se ragionassi cos? dovrei considerare di serie b decine di scrittori che ho letto, non mi sono piaciuti ma ho trovato ugualmente notevoli. per dire, vonnegut non mi piace, non ? il mio genere, non ci posso fare nulla, ma riconosco che era davvero bravo. altro che contraddizione. d'accordo, meglio esportare la discussione in altro forum

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Messaggio da leggere da kurtz » 21/03/2005, 23:04

per tornare al mio giudizio su BORGES (cio? sul 'non mi piace') non posso far altro che esprimere la mia opinione da seplice lettore (e non certo da critico, qual io non sono). ? evidente che giudicare in questo modo uno scrittore importante come BORGES nasconda in s? anche una sorta di provocazione... molti grandi artisti del novecento lo citano tra i grandi maestri della letteratura (cosa che indubbiamente ?), eppure a me le sue letture sono sempre parse molto fredde, schiacciate da un'erudizione ineccepibile quanto incapace di trascendere in una sensazione o in un'immagine che sia capace di sopravvivere alla sua natura enciclopedica.
? una letteratura quella di BORGES senza dubbio affascinante per il suo essere 'fuori dal tempo'... eppure troppo spesso incentrata su un intellettualismo che me la fa sentire lontana, troppo lontana.

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Messaggio da leggere da Melpunk » 22/03/2005, 12:26

Che Borges sia freddo come un diamante non c'? dubbio. non sono d'accordo sul fatto che la sua letteratura intellettualistica non sia in grado di aprire a dimensioni (filosofiche, di pensiero etc) di levatura straordinaria. I suo racconti sono filosofia, sono pensiero, e non semplice erudizione. capire qualcosa, e iin questo caso un racconto di borges, significa anceh essere in grado di apprezzarlo meglio. poi potr? non piacerti, alla fine, certo.
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Messaggio da leggere da hombre sincero » 10/04/2005, 1:03

ma perche essere intellettuali significa necessariamente essere freddi??
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOoo!

Credo che Borges abbia avuto una grtande cultura, qualche paranoia (come tutti noi del resto) e una forte capacita' espressiva, il resto e' la pelle a deciderlo.

Buenas noches,
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Messaggio da leggere da hombre sincero » 07/11/2005, 20:04

Ogni poesia e' misteriosa: nessuno sa interamente cio' che gli e' stato concesso di scrivere.
J.L.Borges
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Messaggio da leggere da Vita » 28/03/2007, 15:17

Sono quasi certa che quando questo topic è stato iniziato io ancora non bazzicavo da queste parti, anche perchè altrimenti ne avrei dette quattro a chi sostiene che Brges sia un autore glaciale, che alle mie orecchie inevitabilmente suona come arido...
Credo che la miglior risposta a tali infamie sia questa:


Ya no es màgico el mundo. Te han dejado.
Ya no compartiràs la clara luna
Ni los lentos jardines. Ya no hay una
Luna que no sea espejo del pasado,
Cristal de soledad, sol de agonìas.
Adiòs las mutuas manos y la sienes
Que acercaba el amor. Hoy solo tienes
La fiel memoria y los desiertos dìas.
Nadie pierde (repites vanamente)
Sino lo que tiene y no ha tenido
Nunca, pero no basta ser valiente
Para aprender el arte del ovido.
Un simbolo, una rosa, te desgarra
Y te puede matar una guitarra.

Ormai non è più magico il mondo. Ti hanno abbandonato.
Ormai non dividerai più la luna chiara
Né i lenti giardini. Ormai non esiste più una
Luna che non sia specchio del passato,
cristallo della solitudine, sole di agonie.
Addio alle mutue mani e le tempie
Que avvicinava l’amore. Oggi hai solo
La fedele memoria e i giorni deserti.
Nessuno perde (ripeti inutilmente)
Se non colui che non ha e mai ha tenuto,
ma non basta essere coraggiosi per
apprendere l’arte della dimenticanza.
Un simbolo, una rossa ti distruggono
E una chitarra ti può uccidere.




Ya no seré feliz. Tal vez no importa.
Hay tantas otras cosas en el mundo;
Un istante cualquiera es màs profundo
Y diverso que el mar. La vida es corta
Y aunque las horas son tan largas, una
Oscura maravilla nos acecha,
La muerte, ese otro mar, esa otra flecha
Que nos libra del sol y de la luna
Y del amor. La dicha que me diste
Y me quitaste debe ser borrada;
Lo que era todo tiene que ser nada.
Sòlo me queda el goce de estar triste,
Esa vana costumbre que me inclina
Al sur, a certa puerta, a certa equina.


Ormai non sarò più felice. Tuttavia non importa.
Ci sono tante altre cose al mondo.
Un instante qualsiasi è più profondo
E diverso dal mare . La vita è breve
E sebbene le ore siano così lunghe, una oscura meraviglia ci osserva,
la morte quell’altro mare, quell’altra saetta
que ci libera dal sole e dalla luna
e dall’amore. La felicità che mi desti
e mi lasciasti deve essere cancellata,
ciò che era tutto deve essere niente.
Mi resta solo il piacere d’esser triste,
questa inutile abitudine que mi inclina
al sud, ad una certa porta, ad un certo angolo.


Perdonate la traduzione, l’ho fatta di fretta senza dizionario, credo però che siano più o meno corrette. Di certo quello che da l’originale non lo può dare una traduzione.

A Borges dico grazie... d'essere esistito. vdsvsdssd
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combattere e perdere porta quasi il divino...
tu sarai sempre tra i due senza scelta..."

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Messaggio da leggere da kashino84 » 28/03/2007, 16:43

Hai proprio ragione. Grazie di essere esistito. E' uno degli autori da me preferiti, la quale da tempo mi leggo e rileggo le sue opere. Ti consiglio di prendere il meridiano.

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Messaggio da leggere da Vita » 28/03/2007, 17:33

Sono contenta che piaccia anche a te Kash!
Hombre tu le conoscevi queste!

Kash, poi ti dovrei fare un appunto, ma non credo sia il caso quì nel forum!
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Messaggio da leggere da hombre sincero » 28/03/2007, 18:47

Chi disse che Borges e' glaciale? Biribi' chi fu?

Credo che Borges oltre a essere stato un grande poeta, uno di quelli che nasce una volta ogni cento anni, sia stato anche un intellettuale. Sapeva molto e lo sapeva cantare.
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Messaggio da leggere da Vita » 30/03/2007, 20:21

Si, ma le conoscevi? :?:
hai mai sentito parlare di "Las unas" con la tilde sulla n?
E' veramente spettacolare! Se vuoi te la posto... :blob6:
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Messaggio da leggere da hombre sincero » 30/03/2007, 23:00

si, dai dai postala, please! :blob2: :blob5: :blob4:
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Messaggio da leggere da Vita » 01/04/2007, 18:53

Lo siento mucho Hombre, no es que no te tenga en consideracion sino que solo ahora he leido tu mensaje, manana lo escribare para ti!
Claro esta que es magnifico!!
Hasta manana tio

ma perche questa tastiera del cavolo non ha la tild?
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Messaggio da leggere da Vita » 03/04/2007, 10:18

Come promesso:

Las Unas (naturalmente ci vorrebbe una tilde sulla n)

Dòciles medias los halagan de dìa y zapatos de cuero claveteados los fortifican, pero los dedos de mi pie no quieren saberlo. No les interesa otra cosa que emitir unas. Làminas còrneas, semitransparentes y elàsticas, para defendersede quièn? (ci sarebbe voluto un ? capovolto all'inizio della domanda). Brutos y desconfiados como ellos solos, no dejan un segundo de preparar ese tenue armamento. Rehùsan el universo y el éxtasis para seguir elaborando sin fin unas vanas puntas, que cercenan y vuelven a cercenar los bruscos tijerazos de Solingen. A los noventas dìas crepusculares de encierro prenatal establecieron esa ùnica industria. Cuando yo esté guardado en la Recoleta, en una casa de color ceniciento provista de flores secas y de talismanes, continuaràn su terco trabajo, hasta que lo modere la corrupciòn. Ellos, y la barba en mi cara.


Tentativo di traduzione (senza dizionario quindi sicuramente sbagliata, ma giusto per dare il senso a chi non parla spagnolo ok?)

Docili medie le lusingano di giorno e scarpe di cuoio chiodate le fortificano, ma le dita dei miei piedi non ne vogliono sapere. Non gli interessa altro che emettere unghia: lamine cornee, semitrasparenti ed elastiche, per difendersi, ma da chi?
Bruti e diffidenti come esse solo sono, non smettono un secondo di preparare questo tenue armamento. Rifiutano l'universo e l'estasi per continuare senza fine a produrre alcune inutili punte, que le sforbiciate di Solingen (una marca di forbici) tagliano e tornano a tagliare. Ai 90 giorni di reclusione prenatale avviarono quest'unico lavoro. E quando sarò morto e chiuso in una bara provvista di fiori e talismani, continueranno il loro ostinato lavoro, fino a quando la corruzione non placherà. Loro e la barba sulla mia faccia.



E' chiaro che la traduzione è quanto meno "arronzata" come diciamo a Napoli.
Tuttavia prego tutti quanti di fermarsi a riflettere un secondo. Borges è l'unico autore che io conosca, che è stato in grado di fare poesia a tutti i livelli. Borges rfletteva il profilo del poeta che qualcuno ha tracciato in qualche altra sezione del forum, ossia un poeta 24 ore su 24.
Passando dalla lettera a Lugones (che trascriverò prima o poi) pregna di riminiscenze umaniste, riferimenti retorici e appunti in latino, alle poesie d'amore di un gusto e una profondità semplicemente impeccabili, alla descrizione di un suicidio, ai relatos fino a una sorte di ode alle unghia e molto altro ancora. Credo sia una facoltà questa, cioè il suo essere così eclettico e versatile, riconoscibile a pochissimi autori. Questo dovrebbe bastare a convincere tutti, ma proprio tutti della sua grandiosità.
Leggo e rileggo "Le Unghia" e penso ad un uomo brillante, carismatico e magico eppur tuttavia così noiosamente normale che un giorno guardandosi le dita dei piedi ha giocato con le parole e ha saputo ricavarne un testo perfetto nello stile, istrioso nel contenuto e assolutamente originale.
Hombre a te la palla... :)
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Messaggio da leggere da hombre sincero » 03/04/2007, 18:45

...Arronzata si dice pure a Livorno down town :D .

Un po di tempo fa vidi un documentario su Borges diretto da Fernando Arrabal e promosso dalla libreria fiorentina City Lights (pagherei oro per riuscire a trovarlo).
"Vedere" Borges parlare era qualcosa di incantevole, nel senso che ti incantava e avresti voluto che non finisse mai.
Di qualsiasi cosa stesse parlando affiorava un canto; la poesia.
Quando uscii dal teatro delle commedie, il cuore aveva goduto come un satollo porcello e stava meglio, si era rappacificato con il mondo e le cose e gli esseri che lo popolano.

Un abbraccio
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Messaggio da leggere da Vita » 04/04/2007, 16:47

El Amanezado (1972)

Es el amor. Tendré que ocultarme o que huir.
Crecen los muros de su càrcel, como en un sueno atroz.
La hermosa màscara ha cambiado, pero como siempre es la ùnica. De que me serviràn mis talismanes: el ejercicio de las letras, la vaga erudiciòn, el aprendizaje de las palabras que usò el àspero Norte para cantar sus mares y sus espadas, la serena amistad, las galerìas de la Biblioteca, las cosas comunes, los hàbitos, el joven amor de mi madre, la sombra militar de mis muertos, la noche intemporal, el sabor del sueno?
Estar contigo o no estar contigo es la medida del mi tiempo.
Ya el càntaro se quiebra sobre la fuente, ya el hombre se levanta a la voz del ave, ya se han oscurecido los que miran por las ventanas, pero la sombra no ha trìdo la paz.
Es, ya lo sé, el amor: la ansiedad y el alivio de oìr tu voz, la espera y la memoria, el horror de vivir en lo sucecivo.
Es el amor con sus mitologìas, con sus pequenas magias inùtiles.
Hay una esquina por la que no me atrevo a pasar.
Ya los ejércitos me cercan, las hordas.
(Esta habitaciòn es irreal; ella no la ha visto).
El nombre de una mujer me delata.
Me duele una mujer en todo el cuerpo.



Il Minacciato.

E' l'amore. Dovrò nascondermi o fuggire.
Crescono le mura delle sue carceri, come in un incubo atroce.
La bella mascara è ormai cambiata, ma come sempre resta l'unica. A che mi serviranno i miei talismani: l'esercizio delle lettere, l'inutile erudizione, l'apprendimento delle parole che utilizzò l'aspro Norte per cantare i suoi mari e le sue spade, la serena amicizia, le gallerie della Biblioteca, le cose comuni, gli abiti, l'amore giovane di mia madre, l'ombra militare dei miei morti, la notte senza tempo, il sapore del sonno (o del sogno)?
Essere con te o non essere con te, è questa la misura del mio tempo.
Ormai si spacca alla fonte l'anfora, ormai l'uomo s'alza al canto dell'uccello, ormai si oscurano coloro che guardavano dalla finestra, tuttavia l'ombra (l'oscurità) non ha tradito la pace.
E', ormai lo so, l'amore: l'ansia e il sollievo nell'ascoltare la tua voce, l'attesa e la memoria (intesa come ricordo), il terrore di vivere in quello che verrà.
E' l'amore con tutte le sue mitologie, con tutte le sue inutili, piccole magie.
C'è un angolo per il quale non mi azzardo a passare.
Ormai gli esrciti mi circondano, le orde.
(Questa stanza è irreale; lei non l'ha vista).
Il nome di una donna mi accusa.
Mi fa male una donna in tutto il corpo.






E' inutile aggiungere parole su parole. Borges, ormai s'è capito, mi distrugge, mi spiazza, ma soprattutto mi ammutolisce.
Non c'è commento da poter aggiungere all'opera magistrale, di questo autore.
Non c'è osservazione da poter fare alla perfezione stilistica di quest uomo.
Credo che J.L Borges sia tutto quì, in queste due frasi:
Es el amor. Tendré que ocultarme o huir.
Me duele una mujer en todo el cuerpo.
Che poi sono il principio e la fine inevitabili di questo magnifico testo.
Non c'è altro da dire, che già come mio solito son stata troppo logorroica...
leggete e godete null'altro vi chiedo.







Ps Hombre questo è per te invece. Credo di aver ritrovato una o due tinte di Borges tra i tuoi versi. Si tratta di atmosfere, di echi lontani, di immagini che tu sei in grado di richiamare e che Borges, anche lui aveva in se.
Ecco svelato l'arcano. Questo -e tutta la bellezza dei tuoi versi- era il motivo che prepotente mi spingeva verso le tue parole.
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Messaggio da leggere da hombre sincero » 04/04/2007, 20:32

Oh mi Vida, gracias, grazie di aver postato questi canti che e' bello leggere e rileggere e rileggere.

Credo che come ci portiamo dietro e dentro i nostri angeli, i nostri demoni, le cazzate, le paure e le gioie di una vita, i ricordi nostri, di altri e cose casualmente inventate, per fortuna ci portiamo dentro anche qualcosa dei poeti che amiamo.
E' probabile che sia come dici tu, come probabilmente troveresti nelle mie parole anche mio nonno, i miei genitori, Gaston Baquero, Baudelaire, Michi (un mio amico), Klee, Irgo (un mio cane).... :)

Besos
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Messaggio da leggere da Vita » 05/04/2007, 9:10

Credo che sia proprio come dici tu...
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oroboros
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Messaggio da leggere da oroboros » 28/05/2007, 18:30

Borges credo che sia un topo materialista di biblioteca, detentore di cultura analitica che non trova mai pace nella sintesi che le si oppone. Non mi piace perché tira a vuoto nel vuoto del suo "sapere" che somiglia a un magazzino pieno di libri accatastati a casaccio.
'intelligenza è la vergogna dell'Intuito

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Messaggio da leggere da Vita » 28/05/2007, 22:10

Non ti curar di loro, ma "sputa" e passa!!!
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