Paul Auster

Bibliografie e biografie commentate dei grandi scrittori
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Paul Auster

Messaggio da leggere da carlo » 13/01/2005, 21:43

Paul Auster

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bibliografia italiana:

di Paul Auster

Una menzogna quasi vera. Conversazioni con G?rard de Cortanze, minimum fax, 1998
Leviatano, Einaudi, 2003
Il libro delle illusioni, Einaudi, 2003
Nel paese delle ultime cose, Einaudi 2003
L'arte della fame. Incontri, letture, scoperte, saggi di poesia e letteratura, 2002, einudi
Baci da New York Con Art Spiegelman, Nuages,2002
Ho pensato che mio padre fosse Dio. Storie dal cuore dell'America raccolte e riscritte, Einaudi, 2002
Esperimento di verit?, Einaudi, 2001
Timbuctu, Einaudi, 2000
Mr. Vertigo, Einaudi, 1999
Lulu on the bridge, Einaudi, 1999
La musica del caso, Guanda, 1999
La citt? di vetro, Bompiani, 1998
Moon Palace, Einaudi, 1997
Sbarcare il lunario. Cronaca di un iniziale fallimento, Einaudi, 1997
L?invenzione della solitudine, Einaudi, 1997
Trilogia di New York, Einaudi, 1996
Il paese delle ultime cose, Guanda, 1996
Smoke & blue in the face, Einaudi, 1995
Leviatano, Guanda, 1995
Il taccuino rosso, Il Nuovo Melangolo, 1994

di Paul Auster e Jean Claveriz
Christmas story. Il Natale di Augge Wren, Motta Junior, 1998


breve BIO trovata in rete

Lo scrittore americano nasce a Newark, nel New Jersey, nel 1947. Suo padre, Samuel, possedeva alcuni palazzi del New Jersey ed era decisamente benestante. Dopo un breve periodo di felice idillio familiare la madre, di tredici anni pi? giovane del marito, comprende per? che il matrimonio ? destinato a fallire ma, rimanendo incinta proprio di Paul, decide di non romperlo.

Auster cresce nei sobborghi di Newark; quando ha tre anni, nasce una sorellina, la quale, per?, manifesta in seguito gravi problemi psicologici, tali per cui vien fatta interdire dai familiari. Nel 1959 i suoi genitori acquistano una grande casa prestigiosa, nella quale il giovane Paul trova numerose casse di libri lasciate da uno zio girovago che aveva viaggiato parecchio per l'Europa; si getta a capofitto in quel tesoro, legge entusiasticamente di tutto e comincia ad amare la letteratura sopra ogni cosa; ? la stessa et?, quella dell'adolescenza, in cui comincia a scrivere poesie.

Pi? avanti, i genitori prendono finalmente la decisione di divorziare e lui si trasferisce, con la madre e la sorella, in un appartamento. Prima di iscriversi all'universit?, decide di fare un viaggio in Europa e inizia contemporaneamente a lavorare ad un romanzo. Tornato in America, si iscrive all'Universit? della Columbia. Nel 1966 inizia a frequentare Lydia Davis, oggi una scrittrice di fama. Suo padre, insegnante di letteratura, presenta Auster allo scrittore francese Ponge. Dopo essersi laureato, lascia gli Stati Uniti e si imbarca come marinaio su una petroliera.

Tornato ancora una volta negli Stati Uniti, decide stavolta di partire per Parigi, dove ? costretto per sopravvivere a fare svariati lavori: lezioni private, traduzioni, recensioni, ecc. Vive spostandosi per la Francia insieme a Lydia per alcuni anni; poi torna in patria, dove sposa la fidanzata e si trasferisce con lei e il figlio David in campagna. La famiglia ? comunque perennemente indebitata e Paul fatica a trovare il tempo per poter scrivere.

Un evento drammatico spinge Auster alla scrittura in prosa, attivit? che segner? l'inizio della sua fama: la morte del padre, sulla quale scrive "The invention of solitude". La critica finalmente lo apprezza. E', insieme a "City of glass", il primo libro di una trilogia dedicata a New York. Faranno infatti seguito "Ghosts" e "The locked room". A questo punto, pu? dire a se stesso che come scrittore ? definitivamente affermato.

Molte sue opere sono state trasposte cinematograficamente, pratica che ha contribuito in maniera notevole ad incrementare la sua fama: "Smoke", "Blue on the face" diventeranno un mito.
La scrittura di Auster viene apprezzata per la capacit? di analisi dei personaggi, specchi intricati e complessi della realt? che li circonda.


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per ordinare i libri:

http://www.unilibro.it/find_buy/result_ ... ul&idaff=0

uno degli autori preferiti di doc_mao, attendiamo suoi commenti...

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Messaggio da leggere da Doc_Mao » 13/01/2005, 22:00

Eccomi qua. Bene, innanzitutto sono contento di aver subito avuto modo di dare avvio a qualche discussione. Passiamo a Auster.
Giusto per precisare alcune informazioni della biografia: "Smoke" e "Blue In The Face", come tra l'altro "Lulu On The Bridge", nascono da subito nella mente di Auster come sceneggiature cinematografiche, anzi, addirittura arriva a dirigere due dei tre film (anche se in questo momento ho un problema mnemonico), prima in collaborazione con un altro regista e poi come unico regista. Dopo queste precisazioni (sono un p? pignolo, spero riuscirete a conoscermi), passiamo ad alcuni commenti.
Secondo la mia modesta opinione il modo in cui approcciarsi a Auster ? senz'altro la lettura di "Trilogia Di New York", probabilmente il suo capolavoro. In questo romanzo, che ? diviso in tre parti a se stanti (quantomeno nella trama), Auster mostra molte facce di New York, rappresentate dai suoi abitanti, molto spesso deviati e pazzi. Le storie iniziano in modo lineare, somigliando a delle detective stories, ma in breve cominciano a prendere una piega pi? forte, trasformandosi in veri e propri thriller psicologici. In queste tre storie, Auster mostra la sua capacit? di descrivere i fatti in modo completo e esaustivo, attirando l'attenzione del lettore e incollandolo spesso alla pagina e allo stesso tempo la capacit? di entrare nelle menti dei suoi personaggi e sviscerarli completamente, fino in fondo, per metterli a nudo di fronte agli occhi del lettore, che ne rimane sconvolto. Questa capacit? di Auster, si ritrova nelle altre sue opere, anche se per ora, aspetto qualche commento e poi passer? a parlare di alcune critiche che si possono muovere nei suoi confronti. Bye Bye. Marco.
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Messaggio da leggere da carlo » 13/01/2005, 22:11

i film da regista sono:
Lulu on the Bridge (regista) Paul Auster 1998
Blue in the Face (regista) Wayne Wang , Paul Auster 1995

e non ho visto ne l'uno ne l'altro, cercher?! e legger? anche trilogia di new york. tempo fa ho cercato senza successo Baci da New York, Con Art Spiegelman, perch? son un fan del grande disegnatore. Tu l'hai letto questo?

Doc_Mao
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Messaggio da leggere da Doc_Mao » 13/01/2005, 22:28

No, questo mi manca ancora, anche se devo dire che non l'ho mai visto in giro nelle librerie. Per conoscenza quelli che io ho letto sono:
Trilogia di New York
Leviatano
Mr. Vertigo
La musica del caso
Nel paese delle ultime cose
Moon Palace
Ma credo che non appena avr? terminato "Troppo Buoni Con Le Donne" di Raymond Queneau, ne comprer? un altro. Bye.
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Messaggio da leggere da carlo » 13/01/2005, 22:41

grande queneau! :D

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Messaggio da leggere da Doc_Mao » 13/01/2005, 23:08

Ti piace? Questo ? il primo che leggo, per? l'ho iniziato di buona vena e devo dire che mi sta piacendo. Molto fico il personaggio di McCornack. :D
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Messaggio da leggere da carlo » 13/01/2005, 23:11

allora non ti puoi perdere i fiori blu, e il diario intimo di sally mara, ed esercizi di sitle, e zazi? e il metro...
leggiteli tutti, fai prima!

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Messaggio da leggere da hombre sincero » 14/01/2005, 21:55

...e L'istante fatale (Passigli) e Piccola cosmogonia portatile (Einaudi).

Good night,
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Messaggio da leggere da carlo » 14/04/2006, 15:07

ho iniziato la trilogia di new york, sto alle prime pagine, ma sembra piacermi...

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Messaggio da leggere da carlo » 21/04/2006, 15:04

ho letto la citt? di vetro, scritto molto bene, intrigante... sono per? rimasto deluso dal finale, che dice poco. Comunque un buon romanzo breve, di piacevole a rapida lettura, che sa incuriosire, e fa un ottimo uso di molteplici citazioni letterarie.

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Messaggio da leggere da carlo » 07/05/2006, 3:05

finita la trilogia, debbo ricrederimi, giacch? con il terzo (Citt? di vetro - Fantasmi - La stanza chiusa), mi si spiegano anche i primi due... il primo mi era piaciuto ma non mi aveva esaltato, il secondo, fantasmi, ? stato pi? convincente, la stanza chiusa invece mi ? davvero piaciuto molto, non vedevo l'ora di finirlo, e leggendo capivo che stavo per dare un senso a tutte e tre le storie... Invito a leggerlo! Credo prover? qualche altro libro di questo autore, mi intriga quello con Art Spiegelman, che ? tra i miei disegnatori preferiti, spero lo trover?! :D

bateman
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Messaggio da leggere da bateman » 07/02/2007, 14:12

Ho appena finito di leggere città di vetro,vorrei sapere un vostro commento

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Messaggio da leggere da carlo » 08/02/2007, 14:31

città di vetro di per se non mi ha detto nulla, "carino", ma non mi è piaciuto piu di tanto.... all'interno della trilogia però ha assunto un altra luce, e l'ho decisamente rivalutato. Non un capolavoro, ma sicuramente uno scritto interessante, di un autore che conosco poco.

bateman
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Messaggio da leggere da bateman » 08/02/2007, 21:14

[quote=""carlo""]città di vetro di per se non mi ha detto nulla, "carino", ma non mi è piaciuto piu di tanto.... all'interno della trilogia però ha assunto un altra luce, e l'ho decisamente rivalutato. Non un capolavoro, ma sicuramente uno scritto interessante, di un autore che conosco poco.[/quote]
io per adesso ho letto solo città di vetro,appena finisco questa sessione di esami leggo il resto.l ho trovato splendido dai richiami a foucault alla composizione borgesiana di antistoria.Sopratutto il fatto di non essere fine a se stesso,un puro virtuosismo di uno che si è cibato di letteratura,ma la composizione di un esistenza spenta,avvilità che trova nel caso un apparente possibilità di rigenerarsi per poi scomparire come quegli oggetti buttati per strada che non sono più identificabili neanche attraverso una parola poichè non svolgono più nessuna funzione.Cosi i barboni,relitti di questa società che sembra lanciata in avanti e disperde le scorie nell'aria in una new york non luogo,spigolosa,inafferrabile.L'assoluta mancanza di un centro da cui poter effetttivamente guardare la storia,quanti narratori ci sono?è possibile parlare di un autore,di un autor.Può essere un monito per lo stesso Auster?!una vita che non riconosce più i propri intenti,i propri obiettivi,le proprie ricchezze?e allora si torna a comporre,si ritorna a prendere in mano una penna(regalata da un sordomuto...!)si torna a scrivere per vivere,come il leopardi o il pennello della vita di van gogh,ma quando lo spazio per scrivere finisce,in cosa possiamo sperare,è un mondo che ci sopprime,che non riconosciamo più,è una realtà che ci sfugge a cui Quinn pensa di poter applicare la sua immaginazione,le sue afferenze,ma sbaglia tutto,è lui l'uomo che sta seguendo;è già lui i barboni di cui scrive,gli unici che riesce a tratteggiare a delineare e per questo può(sembra paradossale)diventare come loro e accasciarsi quasi scomparendo tra i muri di questa città di vetro....

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Messaggio da leggere da carlo » 09/02/2007, 15:43

sì, per carità, infatti ben scritto colto e di piacevole lettura, e con una sensazione di spaesamento totale piu si va avanti... ma, preso da solo, non l'hai trovato un po' "inconcludente"? Nel senso, io finito città di vetro, in mano non mi son trovato nulla, che poi, per carità, era sicuramente quel che l'autore voleva, ma è comunque una sensazione che, con un libro, non mi piace.
Leggendo invece poi "fantasmi" e "La stanza chiusa", qualcosa m'è rimasto....

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Messaggio da leggere da bateman » 09/02/2007, 19:34

[quote=""carlo""]sì, per carità, infatti ben scritto colto e di piacevole lettura, e con una sensazione di spaesamento totale piu si va avanti... ma, preso da solo, non l'hai trovato un po' "inconcludente"? Nel senso, io finito città di vetro, in mano non mi son trovato nulla, che poi, per carità, era sicuramente quel che l'autore voleva, ma è comunque una sensazione che, con un libro, non mi piace.
Leggendo invece poi "fantasmi" e "La stanza chiusa", qualcosa m'è rimasto....[/quote]bè se quello che sopra ho scritto ti sembra nulla..

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Messaggio da leggere da carlo » 10/02/2007, 13:44

no infatti, quel che dico è che preso singolarmente è piaciuto molto più a te! :)

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Messaggio da leggere da bateman » 11/02/2007, 14:57

[quote=""carlo""]no infatti, quel che dico è che preso singolarmente è piaciuto molto più a te! :)[/quote]bè spero di poterlo finire al più presto..hai per caso letto anche finzioni di borges?

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Re: Paul Auster

Messaggio da leggere da Vita » 19/01/2008, 21:42

quando ho iniziato a leggere Purgatory, una vocina nella mia testa mi diceva, ma io questo nome l'ho già sentito... poi ho capito dove se non al bar di nuovi autori??
Purgatory, non è un romanzo (troppo breve x esserlo), non è un racconto non c'è ellisse, parabola o quant'altro nella sua struttura, non è una poesia perchè è in prosa... eppure Purgatory è tutto questo insieme!!
Auster è un autore moderno, ma nel tessuto ancorato alla tradizione letteraria americana ahimè molto sottovalutata.
E' poetico proprio come piace a me...
non rompe le scatole con omicidi efferati da risolvere, scene del crimine da studiare ai raggi x, non parla di viaggi in mondi lontani, semplicemente parla della vita, ma nemmeno lo fa con sillogismi, o presunzione di assoluta conoscenza della verità... lui canta della vita come fosse poesia, la mette in poche righe come fosse un racconto e gli dona la complessità affascinante, disarmante di un romanzo...
Adesso inutile dirlo corro da fnac e mi compro follie di Brooklyn perchè è in Purgatory che nascono i protagonisti!!
"Combattere e vincere porta il meraviglioso
combattere e perdere porta quasi il divino...
tu sarai sempre tra i due senza scelta..."

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Re: Paul Auster

Messaggio da leggere da carlo » 20/01/2008, 15:21

purgatory mi manca. E per rispondere a bateman, che leggo solo ora, no, finzioni non l'ho letto :)

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Re: Paul Auster

Messaggio da leggere da Vita » 14/02/2008, 20:32

follie di Brooklyn: interessante, ben scritto, ironico a tratti, delirante a tratti, non eclatante, ma comunque una lettura da spiaggia piacevole che ti prende alla grande!
"Combattere e vincere porta il meraviglioso
combattere e perdere porta quasi il divino...
tu sarai sempre tra i due senza scelta..."

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