La vita dell?arte e nell?arte di Alessandro Hellmann

Gli articoli di Elisabetta Bilei sugli artisti emergenti
BettaBilei
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La vita dell?arte e nell?arte di Alessandro Hellmann

Messaggio da leggere da BettaBilei » 23/02/2005, 12:23

Cosa simboleggia per lei la materia nell'arte?
Io considero arte tutto ci? che trasmette un'emozione. Secondo questa accezione quindi la materia (sia essa materia grezza, oggetto, scultura o spazio architettonico) ? gi? di per se arte. L'uomo, cui tendiamo a riconoscere una dimensione metafisica, delega proprio alla materia la possibilit? di lasciare una traccia del suo passaggio e delle sue emozioni su questa terra: trovo che sia un paradosso straordinario.

Cos'? l'ispirazione?
Non sono certo di saperlo spiegare. L'ispirazione ? un qualcosa che non mi appartiene, nel senso che non sono in grado di controllarla. E' una necessit?. Spesso mi capita di scrivere senza avere una coscienza esatta di ci? che sto facendo. E' come se qualcun altro scrivesse usando la mia penna. A volte rileggere me stesso a distanza di qualche ora dall'atto della scrittura ? una vera e propria scoperta, anche se mi rispecchio in pieno in ci? che ho scritto o composto e lo riconosco come mio.

Che rapporto ha con i suoi successi artistici?
Un ottimo rapporto. La pi? grande soddisfazione deriva dalla consapevolezza di averli ottenuti rimanendo fedele a me stesso, senza cedere a compromessi per raggiungere a tutti i costi un riconoscimento commerciale pi? ampio. In questo mi agevola senz'altro il fatto di avere un lavoro e di non dover quindi per forza vivere di quello che scrivo o compongo. Quando c'? questa consapevolezza, fa senz'altro piacere ricevere l'apprezzamento di persone che si riconoscono in ci? che scrivi: significa che hai saputo comunicare, trasmettere qualcosa. Spesso mi capita di ricevere messaggi di persone che hanno letto il libro o hanno ascoltato qualche mio brano alla radio: mi raccontano di come si siano identificate nelle situazioni e nei sentimenti evocati da quelle parole, mi parlano della loro vita, mi scrivono delle loro esperienze o addirittura mi chiedono consigli. Io a dire il vero non mi sento depositario di nessuna certezza e di nessuna chiave di lettura per interpretare la realt? che ci circonda, ma trovo meravigliosa e struggente questa nostra ansia di condivisione e di umanit?. C'? tanta solitudine nelle nostre vite, anche quando siamo circondati da altre persone, e c'? tanta voglia di comunicare. Non parlo della comunicazione asettica e superficiale a cui ci stiamo purtroppo progressivamente abituando, ma di una comunicazione pi? profonda, sotto traccia, che parli davvero di noi e delle nostre emozioni. Credo che ogni opportunit? di rompere quel velo che ci separa dall'essenza delle persone e delle cose sia assolutamente preziosa. Anche per questo rispondo personalmente a tutti quelli che mi scrivono. Conoscendo gli altri impariamo a conoscere meglio noi stessi.

Se ora fosse seduto su di una panchina solitaria, quale sarebbe il paesaggio pi? artistico dal quale vorrebbe essere abbracciato?
Dipende dallo stato d'animo del momento: amo moltissimo la natura, ma sono attirato anche dal fascino decadente di certi paesaggi urbani. Perfino il degrado delle periferie industriali ha una sua poesia straordinaria. Ogni cosa che scrivo ? figlia dell'ambiente in cui nasce. Trovo ci sia una relazione molto forte tra arte e paesaggio.

Che differenza c'? tra Alessandro compositore musicale e Alessandro poeta?
Sono sempre io. Si tratta di forme di espressione solo tecnicamente diverse. Sono diverse rappresentazioni di un medesimo sentimento, diverse prospettive di uno stesso quadro, che traggono forza l'una dall'altra. Ho realizzato spesso spettacoli combinando musica, poesia e teatro e ogni volta mi sorprendono le potenzialit? espressive ed evocative che si vengono a creare accostando questi linguaggi. Ad essere sincero, non credo neppure che esistano arti maggiori e arti minori: ? la sensibilit? dell'artista a fare la differenza. Alcune persone riescono ad esprimere pi? emozione o pi? idee con un fumetto o con un murales di quanto altri presunti artisti riescano a fare in tutta una vita con montagne di dipinti dentro le accademie. L'arte ? una cosa viva, in continua evoluzione, e non pu? essere in nessun modo etichettata o confinata in categorie. Va vissuta e basta, in ogni sua manifestazione.
etta

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